Milan-Brescia presentazione

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Che musi lunghi che vedo. Quanta preoccupazione, quanto poco entusiasmo. Come mai?! Beh, certo, dimenticavo: il nostro Milan è partito con il piede sbagliato, come più o meno tutti noi temevamo o comunque ci aspettavamo. A Udine si è vista una squadra simile in tutto e per tutto a quella scesa in campo una settimana prima a Cesena. Timida, svogliata, incapace di creare azioni pericolose, con elementi tra loro slegati e senza un minimo di idea che li tenesse davvero insieme, senza dialoghi nello stretto, gioco di prima e con le azioni personali come unica blanda parvenza di pericolosità offensiva. Il solito Milan di un anno fa, insomma, con in più Calhanoglu, Borini, Suso e Castillejo (quattro elementi sui dieci di movimento) fuori ruolo. Beh, non male direi…

Più della prestazione in sé, ciò che ha davvero preoccupato e preoccupa profondamente per il futuro è il fatto che in un soffio è stato vanificato tutto il precampionato fatto di amichevoli, prove tattiche, spiegazioni e allenamenti. In una settimana scarsa, tra Cesena e Udine, è stato mandato al macero il lavoro del Giammaestro, orientato su un 4312 tecnico. Già nel post partita l’ex tecnico della Samp aveva infatti ammesso le evidenti difficoltà di far coesistere più elementi in un contesto tattico troppo campato in aria per poter dare frutti. E in questi due mesi che si è fatto, che si è capito, su cosa si è lavorato? Per fare un confronto, questa situazione ricorda quasi quella di due anni fa, quando dopo una partenza shock Montella decise di dare una sterzata alla stagione cambiando il preparatore atletico. Ah, beh…

Conseguenza di quanto affermato da Giampaolo, ecco che per il match contro il Brescia verrà riproposto un 433/4321 con Suso e Calhanoglu dietro Piatek (o larghi ai suoi fianchi). Insomma, una sorta di ritorno al passato che renderà definitivamente inutili due mesi di preparazione estiva. Altri cambiamenti? Beh, Bennacer dovrebbe partire dal primo minuto, con Paquetà mezzala mancina e il ritorno di Kessiè a destra. Nessun mutamento, invece, in difesa, dove Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez proteggeranno ancora Donnarumma. Il Brescia di Corini si schiererà invece con un 4312 che vedrà Joronen tra i pali, Sabelli, Chancellor, Cistana e Martella in difesa, Bisoli, Tonali e Dessena tra i tre di centrocampo e Spalek alle spalle di Ayé e Donnarumma.

Un’ultima fugace parentesi sul mercato: non aspettiamoci nulla di trascendentale, da queste ultime ore a nostra disposizione. Di certo i movimenti rossoneri saranno analizzati – e approfonditamente – in altri post. Intanto è tuttavia d’ordinanza la disillusione, che ha preso il posto dell’euforia e della speranza di avere a capo della gestione rossonera due mostri sacri della nostra storia come Maldini e Boban. Il blasone può però far poco se ci sono pochi soldi a disposizione e ancora meno programmazione. Vedremo di che morte morire. Ad ogni modo, nonostante tutto, Forza Milan!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.