Barbieri e dintorni

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Allora? Vogliamo svegliarci? E’ passata un’altra settimana. Mancano 3 giorni al 30 Giugno. Niente di nuovo nella galassia Milan. Nada de nada de nada. L’assordante silenzio societario è allietato da garrule voci di opinionisti che parlano di accordi raggiunti, fumate bianche, bozze di contratto depositate in studi di avvocati. Non me ne frega niente di voci, notizie o presunte tali. Voglio le firme! Devo stare calma, dicono i saggi. Le firme arriveranno e faremo un Mercato che ci consegnerà una squadra migliore della precedente. Speriamo, per carità. Ma….Tranquilla? Tranquilla un cappero! E meno male che abbiamo vinto lo scudetto! La schiuma ribollente della gioia infinita trova una sorta di risacca sulla spiaggia dei miei sentimenti, incendiata dall’irritazione per l’incredibile situazione che stiamo vivendo. Milan, non mettermi in ambasce anche tu. Ho tante cose da pensare, io. Tanti dilemmi da risolvere. Per esempio, in un paese, in cui vige la ferrea legge che tutti gli uomini devono essere rasati, c’è un solo barbiere, ben sbarbato. E lui rade soltanto gli uomini che non si fanno mai la barba da soli. Quindi, proprio per questo suo dogma, non può farsi la barba. E allora come la mettiamo? O il barbiere è donna o non esiste. Cosa della quale mi frega ben poco. Ma non esiste che Maldini e Massara non abbiano ancora firmato il rinnovo! Non esiste! A proposito, tanti auguri, Paolo. Lo so, te li faccio un po’ in ritardo. Questo, però, dipende da questioni di palinsesto.

Caro Paul, grazie, ma…..

Di’ la verità, Elliott. Non è che quasi quasi ti spiaccia per la fantastica, imprevista vittoria? Senza quella, avresti potuto rinunciare ai servigi di Paolo, colpevole di amare troppo il Milan, di ambire a risultati sportivi importanti, senza il timore di rischiare violente rivolte nella tifoseria. Rinunciare a chi, avendo a disposizione risorse limitate, ci ha portato allo scudetto è un boccone difficile da far digerire a quelli che hanno il sangue rossonero. Cari Singer, come non ringraziarvi? Bilancio risanato. Conquista dello scudetto. Bravi! Tante, tante grazie. Ma adesso, se vi toglieste dalle scatole, per me sarebbe meglio. Pensa, Ivan, che mi ero pure affezionata a te. Non sapremo mai com’è andata con Investcorp. Io, nonostante la mia repulsione per chador, burqa e faccenduole affini, turandomi il naso, mi stavo ingolosendo di una proprietà araba. Mubadala dentro Investcorp? Magari! Suvvia, non saremo proprio noi ad incocciare nei soggetti più poveri degli Emirati. Come non detto. Sarà vero che che volevano acquistarci andando a chiedere prestiti da accollare sulle spalle del club? Non è che semplicemente desiderassero acquisire l’intera proprietà, senza lasciare quote di minoranza ai venditori? Quien sabe? Bah! Sta di fatto che a tagliare la testa al toro ci ha pensato l’irruzione di RedBird. Elliott vende, si tiene una quota non trascurabile e presta soldi all’acquirente a un tasso ragionevole. Vicenda singolare. Complicata. Come tutte quelle che ci riguardano.

Rade…. Krunic

Per adesso siamo al signing. Poi passeremo al closing. Dà fastidio che il tutto avvenga a ridosso del Mercato, in modo da ostacolarlo. Chi comanda ora? Singer, attraverso il suo braccio destro Gazidis? E Gerry che fa? La bella statuina? Ma non potete farmi passare un’estate serena neanche dopo un fantastico scudetto, maledizione al secchio!? Io comincio a ribollire, eh! Datemi ‘ste firme, per favore! Vivo una condizione di sospensione di certezze. Non sono sicura che Paolo rinnovi. Lo spero, certo.  Temo non sia così. Magari domani, quando esce il pezzo, leggerò quel benedetto comunicato ufficiale. E mi rasserenerò, anche se la questione è comunque stata tirata troppo per lunghe e lascerà strascichi. I problemi riguardano le garanzie che Paolo vuole sulla possibilità di creare una rosa valida. Non manca molto per averla. Niente spese pazze. Ma bisogna allentare un po’ i cordoni della borsa e le briglie ai dirigenti. Che situazione paradossale. Altro che il barbiere che radeva soltanto gli uomini che non si facevano mai la barba da soli. Da noi ci vuole un barbiere? Sì. Perchè? Be’, Rade… Krunic.

Eh, non si può.

Lo so. Ho detto una stupidaggine. D’altra parte, devo pur inventarmi qualcosa per stemperare la tensione che mi attanaglia. Molti sono sereni? Beati loro. Io no. Sfumato Botman. Il ragazzo si è stancato di aspettare…. Godot. Ha fatto bene. Non ne faccio una tragedia, per carità. Ma mi dà fastidio che noi inseguiamo un giocatore, lo trattiamo per mesi e non concludiamo mai per lentezze esasperanti nella cinghia di trasmissione decisionale, inceppata dal braccino corto della proprietà. Avrei preferito Bremer. Non si può, perbacco. Lui è già degli Orrendi. Io impazzisco. Fatemi capire. Loro possono fare quello che vogliono. Fermano i giocatori. Poi affondano quando gli garba e li portano a casa. Nessuno interferisce nelle loro trattative. Noi, invece, incontriamo sempre difficoltà. Se non è per il cartellino, è per l’ingaggio. Oppure vale il contrario. Oppure ci sono ostacoli insormontabili su entrambi i versanti. Ma chi è campione d’Italia? Chi ha il bilancio sano? Pensavo che lo scudetto fosse un punto di svolta per innescare un circolo virtuoso. Lo pensava anche Paolo. Ma… Serafici. Immobili. Sui nostri obiettivi piombano sempre gli altri. Con comodo. Tanto sanno che noi non chiudiamo mai e la nostra concorrenza gli fa il solletico. Gli Orrendi, invece, viaggiano sempre sul velluto. Possibile che nessuno si butti a capofitto su Bremer, per il quale io sbavo? Da che mondo e mondo, se si sa che uno ha bisogno di vendere, si tira sul prezzo. Per gli Orrendi non è così. Trovano chi gli dà vagonate di denaro per Skriniar, in scadenza tra un anno. Pazzesco. Incredibile. Ma che santi hanno in Paradiso? Presto si accaserà anche Renatone. Non da noi. Però bisogna rimanere calmi. Be’, io non sono calma. Tutt’altro! Non mi interessano i rumors su Asensio, Ziyech e compagnia cantante. Voglio i fatti! Per aggiungere beffa alla beffa, vedrete che l’Uefa punirà noi, attenti ai centesimi, e, invece, promuoverà chi è, si dice, pieno di debiti. Nessuno chiede Haaland o Mbappè. Non pretendiamo la luna. Mica siamo scemi. Io voglio De Ketelaere! Voglio che non ci sia un tetto di 4,5 milioni per gli ingaggi. Aumentando i fatturati, deve crescere la possibilità di spesa, per rendere la squadra competitiva. Che vogliamo fare con Leao? Perdere anche lui a zero?

Non ho capito bene la faccenda della scadenza al 30 Giugno del Decreto Crescita. Credo, però, che il termine valga solo per chi, come Lukaku o CR7, ha lasciato l’Italia l’anno scorso. E, in questo caso, è possibile acquisirli anche per un solo anno, trattandosi di una sorta di simil continuità. Ma gli acquisti non possono essere resi ufficiali solo a partire dal primo Luglio? Bah! Insomma, sono una caldaia in ebollizione. La valvola tiene ancora un pochino causa scudetto. Ma, se a brevissimo non me la sistema la Società, salterà del tutto ed io esploderò alla grande. Spero di no, dai. Mica posso divagarmi sempre con barbieri e affini. Il barbiere più famoso è quello di Siviglia. Devo chiedere scusa a questa città. Ero diventata una tifosa caldissima della sua squadra. Seguivo le partite e tifavo con passione. Poi all’improvviso l’ho abbandonata. Chissà perché….. Be’, il barbiere di Siviglia mi perdonerà. E io perdonerò la o le proprietà, se le cose si sistemano. Ma in fretta, eh! Altrimenti…. ci arrabbiamo. Insomma, se con i riscatti di Tomori e Tonali, abbiamo speso 60-70 milioni l’anno scorso ( grazie infinite per Super Mike), non vedo perché quest’anno, con l’aumento del fatturato, non possiamo sborsare qualcosa in più. Poi facciano loro con dilazioni di pagamenti, ammortamenti e contabilità varie. Sembra che finalmente Origi sbarchi a Milano. A me il ragazzo piace. Non credendo alla faccenda del ritardo causa infortunio, ho dubitato del suo arrivo. Un saluto a tutti i barbieri del mondo. Anzi, solo a quelli rossoneri. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.