The Martian

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E meno male che l’Arsenal era in crisi! Altrimenti…. Mentre scrivo, guardo “The Martian” su Canale 5. Voglio evadere dal calcio. Mi piacerebbe essere con Mark Watney, abbandonato su Marte perché creduto morto. Se qualcuno si era illuso, ora è tornato a fare i conti con la realtà. I Gunners ci sono superiori, anche con alcuni titolari non disponibili. Punto. E’ quindi giusto che passino loro. Sono più forti. E più esperti, più preparati alle grandi sfide. Questo non significa che noi dobbiamo mollare i pappafichi. Bisogna andare a Londra a giocarsela con dignità. Dopo tutto mica sono dei Marziani. E noi non siamo delle schiappe. Certo, sembriamo quel pugile, che tornato all’angolo dopo il gong della prima ripresa, chiede all’allenatore: “ Come sto andando?” E lui: “ Se lo ammazzi, pareggi” Per pareggiare i conti dovremmo vincere 2 a 0 all’Emirates nei tempi regolamentari. Al mondo non c’è niente di impossibile, per carità. Un asteroide potrebbe impattare la terra. E provocare l’estinzione dei mammut. Ah, no. Già fatto. La Meccanica Quantistica insegna che non c’è nulla di scontato. Perfino una particella priva dell’energia sufficiente può risalire un muro e scavalcarlo. Certo, la possibilità è molto remota. Ma una probabilità, seppur minima, esiste. E’ inutile, però, che mi arrampichi sugli specchi. Il mio sogno Europa League è al tramonto. Pazienza. Avevo mirato troppo in alto. Il mio sguardo era andato troppo avanti. Ora lo volgo indietro, al mio pre.

Anche a freddo continuo a pensare che sospendere il campionato Domenica sia stato giusto. Quindi non mi interessa chiedermi se il rinvio del derby per noi rappresenti un bene o un male dal punto di vista sportivo. E neppure mi importa quale sarà la data del recupero. Vorrei fosse il più tardi possibile, Arsenal permettendo. Non mi stupisce il passaggio del Real. Spero tanto non passi la Juve. Guardo la partita con una certa tensione. Provo un grande piacere al gol di Son. La mia attenzione viene attratta dalla maglia del Coreano. “Son 7”. Già, come le finali che hanno perso. Stavolta, però, gradirei non correre l’ottavo rischio. Ridacchio e un po’ mi vergogno. Perdonami, Davide. Non sono, comunque, tranquilla. Se i Gobbi fanno un gol a quella difesa non certo granitica, poi gliene infilano un altro. Detto, fatto. Cassandra mi fa un baffo. L’uno due di Higuain e Dybala mi stende. So che il Tottenham non pareggerà. Il sussulto sul palo di Kane accompagna l’ultimo respiro della partita. Chissà per chi tiferò la prossima giornata di Champions. Spero si tratti di Barça, City o Real. Pur non essendo un’amante dei dolci, potrei apprezzare anche una Bavarese. Alla larga Roma o Shaktar. Temo che la Coppa dalle grandi orecchie quest’anno vada in bianco e nero. Non seguo nessun programma sportivo. Mi sintonizzo su Rete Capri e guardo le avventure dell’avvocato Porta. Non credo che Gigi Proietti sia Gobbo. Altrimenti mi asterrei. Mi auguro di non dover passare in modo analogo la serata di domani.

E questi sono in crisi?

Al mattino il pensiero mi vola a Firenze. Ciao, Davide. Mi scuoto dalla tristezza che mi cala addosso e mi proietto in clima partita. Il malumore per l’impresa gobba mi rende pessimista per la nostra gara. Vedrai che stasera le buscheremo, perché, quando le cose iniziano ad andare male, poi proseguono sempre peggio. Murphy docet. Cerco di concentrarmi sulla partita che ci attende. Da cinque anni non viviamo una sfida così emozionante. Entro in fibrillazione. Sono un mortaio il cui pestello si dibatte tra paura e speranza. La formazione è la solita. I tifosi rispondono alla grande, riempiendo S. Siro. Gli spalti straripano di una meravigliosa onda rossonera, che schiuma di amore e di passione. Mi emoziono. Spero che gli eventi non la mortifichino, riducendola allo sciabordio di una malinconica risacca. L’arbitro fischia e il mio cuore batte. Cominciamo anche benino. Guadagniamo qualche calcio d’angolo. Su uno di questi un difensore la spizza male e Jack non ci arriva per un soffio sul secondo palo. Ma loro salgono presto in cattedra. Sono più freschi, brillanti, tecnici. Il primo brivido me lo dà Mikhitarian. Il suo tiro da dentro l’area va sull’esterno della rete. Ci pressano alti e ci rubano parecchi palloni in uscita. Uno di questi viene recapitato a Mikhitarian, che finta su un Calabria in grande difficoltà e tira. L’involontaria deviazione di Bonucci spiazza Gigio e l’Arsenal passa in vantaggio. Cerchiamo una timida reazione. Calha se ne va fino al limite dell’area. Poi tenta un improvvido colpo di tacco per Jack e quelli ripartono. Siamo lenti, involuti e facilitiamo la loro difesa. Gli Inglesi sono più svelti, più armoniosi e più pericolosi. Ci pressano alti, creandoci enormi difficoltà. Gigio respinge alla grande un tiro scagliato da ottima posizione. Sull’ennesima palla che intercettano, Welbeck sguscia via ed entra in area. Gigio blocca il suo sinistro. Angolo di Hakan. Bonucci di testa anticipa il portiere, ma tocca male e mette a lato. Mikhitarian scheggia la traversa sulla loro ennesima, efficace ripartenza. Ancora una bella azione dell’Arsenal. Imbucata per Ramsey, che scarta Gigio e deposita in rete. Finisce il primo tempo. L’Arsenal è meritatamente in doppio vantaggio. Purtroppo ci hanno impartito una lezione di calcio. Sembriamo imballati. Ci siamo fatti infilzare spesso centralmente, come non accadeva da tempo. Spero che non tracolliamo nella ripresa. Il pubblico continua a incoraggiare la squadra. Bello. Rischiamo di subire il terzo gol su sciagurato rinvio all’indietro di Kessie. Gigio si butta su Welbeck. Il rimpallo sull’attaccante fa uscire la palla sul fondo. La nostra migliore occasione deriva da un bel cross basso di Calabria. Bonaventura spara altissimo dal dischetto. Prima entra Kalinic per Calha e poi André Silva per Cutrone. Un modesto Suso manda in fallo laterale un tiro scagliato quasi dal vertice dell’area piccola. Arriva anche il turno di Borini per Calabria. Fabio dentro bene per Kessie, il cui tiro viene contrato in angolo da un difensore. Andrè lancia Kalinic, che viene anticipato di un soffio da Ospina di piede, in scivolata . Finisce qui.

Andiamo a vincere a Genova!

Io vado a guardare The Martian. E ora? Per usare un eufemismo, direi che la qualificazione è pesantemente compromessa. A me sembra che abbiamo corso poco, male, in maniera pesante. E, purtroppo, non facciamo correre la palla. Loro erano molto più leggeri. Noi eravamo imballati, Rino? Kessie è tornato il Franck in versione Montella. Quello fisicamente vuoto. Il primo tentativo di ricomparsa su grandi palcoscenici è andato male. Non facciamo drammi. Si cresce anche attraverso le scoppole, se si capisce come e dove si può migliorare. Continuo a pensare che Suso sia un bel mezzo giocatore. E che Jack sia bravino. Entrambi rallentano il gioco. Troppi tocchi. Non credo possano essere i pilastri della casa del futuro. Bisogna riflettere al riguardo. Calha, purtroppo, fa trenta ma mai trentuno. A me piacciono molto le sue qualità tecniche. E’ come se fosse bloccato psicologicamente. Non lascia mai esplodere il suo tiro. Sbaglia spesso l’ultima scelta. Io, comunque, conto molto su di lui. RR è per me una grande delusione. Mai una sgroppata, mai un cross dal fondo. Quando prende palla, si ferma. Corre, si fa per dire, a ritmi imbarazzanti. Nei miei ricordi c’era tutto un altro giocatore. O avevo le allucinazioni o gli è successo qualcosa a livello fisico. Vedere dall’atra parte Kolasinac, che avevamo trattato prima di lui, mi ha fatto male. E pensare che, quando l’abbiamo acquistato, canticchiavo felice: “ Che ce frega de Kolasinac? Noi c’abbiamo RR.” Anche Calabria ha disputato una brutta partita. Andiamo avanti, dai. Adesso a Marassi ci aspetta il Genoa. Si tratta di una trasferta per noi storicamente ostica. Resettiamo, rimbocchiamoci le maniche e andiamo là per vincere. Poi ripenseremo all’Arsenal. Rino, mi spiace tanto per te, che ci metti l’anima. Ecco, se tu mi volessi mettere le due punte con Calha… Milan, avresti dovuto farmi un bel regalo per la festa della donna. Invece…. Ti perdono, perché ti amo. E non è certo una sconfitta in una partita di livello troppo alto per noi a far diminuire il mio amore. Almeno Mark Watney si è salvato, dai. E, se lui è riuscito a tornare da Marte, anche noi riusciremo a tornare grandi. Con il tempo, si capisce. Spero di essere ancora viva quando la cosa accadrà. Mi aspettavo tutta un’altra serata. Non credevo proprio di ridurmi a guardare “ The Martian”. La questione Reina mi incupisce. Butta sale sulle mie ferite. La delusione, però, non mi impedisce di gridare “Forza Milan!”

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.