Preposizioni

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Ora è dura anche per l’Europa League. E, a dire il vero, piuttosto che settima, con la zavorra dei preliminari, preferirei arrivare ottava. D’accordo, ci sarebbe anche la Coppa Italia. Ma….. Che delusione, ragazzi. Avevo paura di questa partita. La formazione mi piaceva poco. Però contavo di sfangarla. Maledetto Sassuolo! Contro noi e il Napoli giocano alla morte, questi Gobbini. Se aggiungiamo la nostra debolezza, un pizzico di sfortuna e arbitri che sembrano impegnarsi a fare di tutto per innervosirci, il gioco è fatto. E noi usciamo con un pareggio strappato faticosamente nel finale. Pronti, via e, in rapida successione, gol mangiato da Kessie e infortunio di Romagnoli. Insomma, due pessimi segnali. Certo che la vita è strana. Dunque, io voglio le due punte. Vedendo Andrè a bordo campo, penso che, se toglie Cutrone, vado fuori dalle grazie di Dio. Bene, esce Abate, uno che mi piace come una scheggia sotto le unghie. Eppure rimango perplessa. Difesa a tre, Rino? Bah! Perchè non tiri fuori l’irritante Bonaventura, per fare un più semplice e razionale, anche se comunque spericolato, 4-4-2? Perchè, Rino? Bah! E’ pur vero che hai provato la mossa anche col Chievo. Ma lì venivamo da un periodo positivo e l’inerzia psicologica era diversa. Adesso ho cattive sensazioni che allora non provai.

Bello il tuo gol, Nikola.

I miei “bah!” si trasformano in affranti “noooooo!!!!!!” al gol di Politano, che mi fa crollare il mondo addosso. Gigio, la tua non è certo una papera. L’errore grosso è di Musacchio. Un grande portiere, però, deve fare di più su quella palla velenosa. Il fatto è che non giochi tranquillo. Occhio, ragazzo. Chi di Raiola ferisce, di Raiola perisce. Il gol di Kalinic , peraltro bellissimo, arriva troppo tardi. Almeno ci evita una sconfitta beffarda e un urlo di gioia me lo strappa. Il mio cuore sussulta sul bel tiro di Bonaventura, messo in angolo con una prodezza da Consigli a un sospiro dalla fine. Già, Consigli. Un curioso portiere. Quando vede in bianco e nero, i suoi sforzi si concentrano tutti nel raccogliere palloni in fondo alla rete. Inutile farsi il sangue cattivo. Che peccato non aver approfittato dello scivolone degli Orrendi. Come mi aveva reso felice la loro sconfitta! Ma il sogno Champions sarebbe stato irrealizzabile anche asfaltando i piastrellati. Il derby ha parlato, decretando la sua sentenza. Siamo in calo. Giocano sempre quelli e sono cotterelli. Indubbiamente manchiamo di riserve all’altezza. D’accordo, non abbiamo le potenzialità per fare un girone di ritorno da scudetto. Troppo grave il ritardo accumulato con colui che è andato a deliziare Siviglia con la sua perizia calcistica. Rimbocchiamoci le maniche, lottiamo per il sesto posto e riflettiamo sul futuro.

A me sembra che nei discorsi che facciamo sul campo ci siano delle storture grammaticali. E credo che, prima di pensare all’inserimento di qualche bella parola, dobbiamo sistemare la struttura delle frasi. Il Latino e il Greco sono lingue bellissime e complicate. Non possiedono le preposizioni. Per questo esistono le declinazioni, con i loro vari casi, che hanno fatto sudare generazioni di studenti. Bisogna fare l’analisi logica delle proposizioni. Il complemento di specificazione, per esempio, si traduce col genitivo. Il complemento di termine con il dativo. E così via. L’evoluzione delle lingue ha portato all’introduzione delle preposizioni. Quelle semplici sono:” di, a, da, in, con, su , per, tra, fra.” Poi ci sono le articolate. L’uso delle preposizioni ha pensionato tutto il complesso sistema delle declinazioni. E con questo? Sono impazzita per la delusione dei soli due punti nelle ultime tre partite?

No, l’amarezza non mi fa andare in fumo il cervello. Vorrei discutere semplicemente sulla struttura della squadra, al di là del singolo valore dei giocatori. Le belle parole vengono mortificate, se sono inserite in frasi sgrammaticate. Io credo che si debba intervenire sulla concezione della squadra. Così siamo troppo complicati. Si fa un’estrema fatica a parlare correttamente in campo. I discorsi stentano a scorrere efficaci e pungenti. Rischiamo sempre di essere retorici, ampollosi e di cadere in errori grossolani, per mancanza dell’uso di umili preposizioni. Per farla breve, io non apprezzo il nostro 4-3-3. Non parlo del 4-3-3 in assoluto. No, proprio del nostro. Insomma, siamo atipici, perché non abbiamo ali ma centrocampisti offensivi adattati. E ci manca la puntona, che dovrebbe fare reparto da sola. Già, ma con questa rosa non abbiamo alternative. L’obiezione, intendiamoci, è fondata. Però non fino in fondo. E, in ogni caso, pensando al prossimo Mercato, virerei su idee diverse. Nella mia ingenua ignoranza io a Luglio pensavo a una formazione titolare di questo tipo: Donnarumma, Musacchio, Bonucci, Romagnoli, Conti, Kessie, Biglia, RR, Calha, Kalinic, Andrè. Nella mia testa c’era un 3-4-1-2. Suso e Bonaventura per me erano delle ottime alternative, delle preziose risorse. Conti, un ragazzo sul quale contavo moltissimo, purtroppo si è rotto. RR si è rivelato una grande delusione e la difesa a 3 non sembra proprio nelle nostre corde. Bene, si cambia. Io non dico che Suso sia un cattivo giocatore. Tutt’altro. Però cala sempre vistosamente nella seconda parte della stagione. Non si sposta mai dalle sue mattonelle. Non può vincolarci con la sua presenza a un solo schema di gioco, peraltro inadatto anche alle caratteristiche degli altri due attuali interpreti. Non è possibile essere costretti a declinare sempre gli stessi casi. Manca una riserva nel suo ruolo? Vero, ma si potrebbe ovviare cambiando modulo. Con chi lo sostituirei in sede di Mercato? Con Milinkovic Savic. Brava, furba. Milinkovic è irraggiungibile. Fai come quelli che sparano su Mirabelli e Fassone, perchè volevano tre campioni, invece dei dieci acquisti. Be’, allora punto su Barella o chi per lui. Insomma, voglio una buona mezz’ala sinistra. Così con una fava prendo anche il piccione Bonaventura. Ce l’ho con due parole che sono tra le più belle nelle nostre frasi? Ok, anche se Jesus è meglio di Jack. Proprio per questo possono essere venduti, monetizzando bene. E’ impossibile far coesistere Suso, Bonaventura e Calha. Io tra i tre scelgo senza dubbi Hakan. Non mi va di vederlo sacrificato in compiti di copertura. Se gli altri due si credono campioni e pretendono di essere titolari fissi, è giusto che misurino le loro ambizioni da altre parti. Già, ma non abbiamo una punta fortissima. Perfetto. Il problema è che non è possibile acquistarla. Lewandowski, per dirne uno, non viene da noi, chiaro? E allora? Mi tengo quelle che ho e cerco pure di aggiungerne un’ altra, perché ne voglio quattro in rosa, giocando a due. Quale? Belotti, se Cairo non pretende la luna. Anche Duvan Zapata, al limite. Insomma, perché dobbiamo desiderare a tutti i costi un fuoriclasse assoluto davanti, se non è nelle nostre disponibilità comprarlo? Proviamo a cambiare ottica, cercando di mettere gli attaccanti nelle condizioni di esprimersi al meglio.

Sono contenta per il tuo rinnovo, Rino. Però….

Possibile che i nostri centravanti falliscano sempre per colpe esclusivamente loro? Bah! Comunque non dobbiamo cadere nell’errore del disfattismo. Questo non è un anno perso, se lo interpretiamo bene. Poche storie. Nessuno parlava di scudetto, traguardo per il quale non eravamo attrezzati. L’obiettivo quarto posto, invece, non era un’utopia. I venticinque punti del girone d’andata hanno chiuso il discorso. Con e senza preposizioni. Grazie, Vincenzo. La base c’è. E’ stato giusto tenere in rosa Suso e Jack, che erano tra i migliori nel deserto dell’anno scorso. Sarebbe, invece, sbagliato considerarli i cardini del Milan del futuro. L’errore più grave del Mercato, secondo me, è stato non acquistare una buona mezz’ala sinistra. E anche Kucka stava bene in rosa per dare fiato a Kessie. Quanto a Andrè e Kalinic, non sono i bidoni che sembrano a molti. Ne sono convinta. Guardando al futuro con un occhio al presente, vorrei che si cominciasse a dare un turno di riposo a qualcuno. Desidererei che si mettesse qualche preposizione, per vedere se il discorso diventa un po’ più fluido. Rino, io sono contenta per il tuo rinnovo. Sei una parte di noi e, in ogni caso, ci hai restituito una squadra. Ti vorrei, però, un po’ più duttile. Guarda che non è un sacrilegio concedere un turno di riposo a chi dico io e schierare le due punte con la difesa a 4. Se mi dici che l’alternativa a Jack è Montolivo, mi fai cadere le braccia. La partita con il Sassuolo l’hai compromessa tu.

Siediti a un tavolo con Mira e riflettete bene. Calha deve essere messo nella condizione di rendere al meglio, così come le due punte. Declina un calcio semplice ed efficace, Rino. Sta’ distante da casi complicati. Usa le preposizioni. Il gap con le grandi è molto ampio e nessuno pretende di colmarlo in un battibaleno. Dobbiamo semplicemente continuare il cammino su una strada che porti all’accesso Champions l’anno prossimo. Dopo sì che si potrebbe pensare anche a qualche campione. Società permettendo, naturalmente. Cosa farei io sul Mercato? Cederei Suso e Bonaventura, per reperire liquidi. Punterei su Barella, Belotti o Duvan e sul parametro zero Asamoah. Cercherei di liberarmi di un paio di pesanti zavorre difficilmente rottamabili. E sguinzaglierei Mira a caccia di qualche buona riserva a costi accessibili. Una squadra senza campioni è destinata a fallire? Non è vero. Il prossimo obiettivo non è vincere la Champions, ma arrivarci. Per imbastire discorsi sensati serve l’uso delle preposizioni. Poi verranno le parole belle. Roma non è stata costruita in un anno. La partita con il Sassuolo? L’avrei commentata, e come, se avessimo vinto. La gara con il Napoli? Dico solo che la giocheremo senza Bonucci e Romagnoli. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.