Gödel e dintorni

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Al triplice fischio ho tirato un sospiro di sollievo. Non per aver scampato la sconfitta. Semplicemente non ne potevo più. Che brutta partita abbiamo fatto. Orrenda. Piatek sempre isolato tra i difensori avversari mi faceva pena e tenerezza. Siamo la squadra più rinunciataria del mondo. Ora, io non sono una schizzinosa. E, fino a che arrivano i risultati…. Però prestazioni come questa mi deprimono. E non fanno aumentare la mia stima verso l’allenatore. Comunque una cosa buona c’è. Non il risultato, che non è malvagio ma nasconde insidie per il ritorno. Avevo bisogno di tornare con i piedi per terra, dopo le botte di entusiasmo del trittico Cagliari-Atalanta-Empoli. Detto, fatto. Resettiamo e pensiamo al Sassuolo. Inutile pensare di avere certezze in una materia opinabile come il calcio, se perfino in Matematica non si può essere sicuri di tutto. Il Teorema di Gödel afferma, infatti, che in ogni teoria assiomatica esiste almeno una proposizione riguardo alla quale non si può stabilire se sia vera o falsa. Esaminiamo la frase “ Gattuso è un buon allenatore.” Vera? Falsa? Ognuno di noi ha la sua opinione. E questa sarà modificabile a seconda dell’evolversi degli eventi.

Siccome io sono una che non lascia le parole nel magma dell’inespresso, tutti sanno che propendo per la seconda opzione. Si tratta semplicemente di una questione di scelte tattiche non condivise. A me Rino come Team manager piacerebbe moltissimo. Il problema non è il baricentro basso. Sono la melassa, l’incapacità di ripartire per far male all’avversario a darmi fastidio. Lungi da me essere una zemaniana. Capisco la necessità di avere una buona fase difensiva. Pensate un po’ che mi piace il Cholo… E non discuto il 4-3-3 in assoluto. Il nostro mi sembra assurdo, perché non abbiamo le ali. Molti dicono che Gattuso non possa fare altrimenti con il materiale a disposizione. Anzi, ottiene il massimo. Opinione legittima, con pieno diritto di cittadinanza, per carità. Io, invece, penso che sia sbagliata la sua concezione di gioco. Chi ha ragione? Bah! Lo stabiliscono i risultati? Fino a un certo punto. Le vittorie sono un ascensore per il Paradiso.. Mettono le ali ai sogni. Una poi pensa all’asse Donnarummma-Romagnoli- Baka- Piatek e vola. Tanto più se crede che in rosa ci siano altri buonissimi giocatori. Magari qualcuno rende meno, perché non occupa il giusto posto nel canovaccio della squadra. Ma per me e per quelli come me i dubbi restano anche quando si vince. Certo, vengono poi travolti dalla gioia, dall’entusiasmo. Però non si dissolvono. E ritornano prepotentemente a galla di fronte a una prestazione come questa, che non rappresenta certo un caso isolato. Tutt’altro. Saremo sempre qui a discutere, ragazzi. Sarebbe bello farlo con la Champions in tasca. Saremmo tutti, gattusiani e non, molto più distesi. Senza Champions, invece….. Ce la faremo? Bah! Sono possibilista…

Ti hanno lasciato senza munizioni, Pistolero mio.

Il mio pre è tranquillo. Se avessimo subito un rigore come quello degli Orrendi, mi sarei imbufalita. Su questo non ci piove. L’arbitro Abisso aveva dato prova della sua sagacia anche contro di noi. Per non parlare di Maresca, Banti e compagnia cantante. Penso che niente, comunque, possa uguagliare il gol di Muntari. Quindi mi stupisco che Marotta parli di danno irreparabile. Era stato molto ecumenico quando noi subimmo quel clamoroso, incredibile furto. Avranno anche ricompattato lo spogliatoio, ma io preferisco un’Inter senza Icardi. E, quando guardo le facce di Perisic e Brozovic, a pelle mi viene un po’ da rabbrividire. Non so se tutte le colpe siano davvero di Maurito e della Wanda. Non sono , comunque, cose che mi riguardano. Mi riguarda, invece, quanto affermato dal procuratore di Cutrone. Che il ragazzo sia nervoso è sotto gli occhi di tutti. E tutti sappiamo il perché. Qui bisogna andare a fari spenti, ma essere decisi. Occorre evitare ogni dichiarazione pubblica. Patrick è un patrimonio della Società e va salvaguardato. Va detta qualche parola giusta nelle orecchie di Orgnoni e del ragazzo. E stasera non bisogna farlo entrare. Poi vedremo come si comporterà. Certo, non avessimo un allenatore che ritiene blasfemo giocare con le due punte…. Difficile che Suso, in queste splendide condizioni fisiche, giovi alla manovra d’attacco e agli equilibri difensivi. Il quasi papà Calha se ne sta in panchina. Bene. Borini? Darà un contributo in copertura. E davanti? Bah. Spero che venga, comunque, fornita qualche pallottola al Pistolero. A lui ne bastano poche. I Pum pum pum mi esaltano. Credo che la sua serata non sarà facile. Sto ancora arrovellandomi nei miei pensieri, quando la partita comincia. Caro Gödel, chissà quali altri teoremi mi avresti tirato fuori, se fossi stato milanista.

Mi prendo un po’ di tempo per contare le occasioni da gol che abbiamo avuto. Impugno il pallottoliere. Al netto di importi e calcoli logaritmici, finalmente ci arrivo. Zero. Forse siamo andati abbastanza vicini a crearcene una con quel colpo di testa nel finale di Piatek, su pregevole rovesciata di Borini. Come faccio a fare una cronaca del nulla? La Lazio? Poche storie. Ha giocato meglio e meritava qualcosa in più. Mi vengono ancora i brividi , se penso a quella palla sparata fuori da Immobile da ottima posizione. Però loro non hanno segnato e noi non abbiamo rubato nulla. Fine del commento. Voglio scordarmi di questa scialbissima prestazione e pensare al futuro. Quello immediato si chiama Sassuolo. Sembra non ci sia nulla di grave per Kessie. Meno male. Che paura ho preso, quando l’ho visto uscire dal campo. Credo che Franck, pur con i suo limiti acuiti dalla nostra non splendida organizzazione di gioco, sia molto importante per noi. Ora mi tornano le paure che mi hanno accompagnato prima di tante partite. Voglio scacciarle. Occhio, che le piastrelle possono essere scivolose, eh! Ma dobbiamo calpestarle per bene, senza rischiare di cadere. Ne abbiamo i mezzi. Tiriamoli fuori. Adesso la lotta per un posto Champions coinvolge anche gli Orrendi. Ci servono due vittorie contro avversari non impossibili, prima di arrivare al derby. Certo che, se poi lo affrontiamo con lo stesso spirito messo in mostra all’andata… Ma non precorriamo i tempi. Mente e cuore ora puntano solo al Sassuolo.

Non vorrei che che si arrivasse al rinnovo a Suso. Dare 5 milioni a uno così, in cambio dell’annullamento della clausola rescissoria, sarebbe da masochisti, checchè ne dica Gattuso. Io non conto su Rino. Spesso fatico a comprendere le sue logiche. Sarà colpa mia, per carità. Spero tanto in qualcun altro. Paolo e Leo, ci siamo capiti? Bella vita la tua, caro Gödel. Tu ti baloccavi nel fantastico mondo dell’astratto con le tue elucubrazioni matematiche. Noi siamo qui a soffrire, gioire, discutere con toni accesi dalla passione per per un amore che si chiama Milan. Ci sentiamo un po’ come uno yoyo. Abbiamo alti e bassi, ma restiamo sempre appesi a un filo. Perdonaci, caro Gödel, dall’alto della tua intelligenza superiore. Vedi, non siamo un popolo ma una collezione. Tanti pezzi diversi sono uniti da un obiettivo comune. Il disaccordo riguarda la scelta della strada più giusta per raggiungerlo. Però, checchè ne dicano alcuni, capaci di mentire pure a se stessi, Sabato saremo tutti lì a trepidare e dal nostro cuore eromperà un potente, inarrestabile “ Forza Milan!”

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.