In fin dei conti

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Macedonia del Nord

Zitto zitto il Milan è il Club che si è mosso di più in Italia. Partiamo dalla difesa: gli acquisti di Maignan, Tomori e Ballo-Tourè, oltre al rinnovo di Calabria L’operazione Tonali, il ritorno di Brahim Diaz e il colpo Giroud. Alla faccia dello scetticismo generale e delle perplessità dall’esterno quando si parla di Milan. Vero è che saranno necessari altri innesti, su tutti il trequartista, ma con ancora davanti un mese e mezzo di mercato oggi i tifosi possono guardare alla prossima stagione con ottimismo. L’arrivo del terzino sinistro e la volontà di ingaggiare anche una giovane punta (Kajo Jorge), danno l’idea di una dirigenza che non vuole lasciare nulla al caso nell’anno del ritorno in Champions League. Le rivali in campionato fin qui hanno sostanzialmente venduto o sono ferme al palo.

Andrea Longoni su Milan News

Il ruggito del Leone

In fin dei conti la dirigenza non ha perso tempo, da quando è finito il campionato non c’è stata settimana senza che la direzione tecnica non cercasse di raggiungere un obiettivo. In un momento di grande confusione ed incertezza generale, siamo la società con le idee più chiare, questo non si può negare. Tutti gli obiettivi di consolidamento della rosa dello scorso anno sono stati perseguiti e realizzati con tenacia e determinazione, caratteristiche questa che mi fanno ben sperare sulla volontà di Maldini & Massara di allestire un team competitivo. Rimango dell’idea che occorra sempre guardare in casa nostra, ma intorno non vedo, per ora, armate invincibili e stai a vedere che, alla fine, il nostro mantenere l’ossatura principale, rafforzando i punti deboli, potrebbe dimostrarsi la formula vincente.

L’arrivo di Giroud è un tassello veramente importante; il giocatore è serio, integro e forte e va a rinforzare un reparto che, continuo a dire da tempo, è il nostro punto debole. Per l’ennesima volta vi sottolineo che puntare su un quarantenne, seppur fenomenico, che viene dall’ennesima operazione è semplicemente folle, quindi ben venga Giroud e vediamo di farlo giocare fin da subito. Così adesso abbiamo due attaccanti, anche perché gli altri due a me non piacciono proprio. Questi europei appena vinti hanno dimostrato sicuramente una cosa: in ogni squadra, forte o meno forte, i giocatori di talento si sono sempre espressi; perfino Pandev, nella vituperata Macedonia del Nord, ha fatto il suo. E Rebic? Ha fatto pena come pochi altri. Leao poi nemmeno lo cito, perché in un Portogallo privo di punte…non ha trovato posto.

Romane questo il mio cruccio, rimane questa la mia preoccupazione più importante. Per il resto è evidente che con un mese e mezzo davanti, Maldini troverà il trequartista che ci serve, questo è indubbio e lo do per scontato. Nel frattempo gioisco per la conferma di Diaz, il ragazzo è tecnicamente forte e se manterrà le premesse e le promesse potrà veramente ritagliarsi un bello spazio. Inutile girarci attorno, si deve puntare su gente che oltre ai guadagni (è bene non dimenticarlo) abbia a cuore questi colori. In difesa i rinnovi di Calabria e quello vicinissimo di Kjaer, oltre all’acquisto di Tomori, lasciano ben sperare; a parer mio il top sarebbe sbolognare Romagnoli, altro figlioccio di Raiola e farla finita con questo mercante.

Rimane il rinnovo di Kessie dove questa società, parlo della proprietà, si gioca gran parte della sua credibilità, intesa come voglia di costruire un team vincente, altrimenti siamo uno step sopra l’Udinese, come società che compra, valorizza…ma poi rivende. Su Kessie non possono e devono esserci dubbi. L’errore commesso con Donnarumma, di non addivenire ad un rinnovo lo scorso anno, lo abbiamo pagato caro: a quanto avremmo potuto cederlo adesso? Non mi illudo che questo Kessie rimanga rossonero a vita, a queste scemenze ho smesso di credere e da parecchio, ma che almeno non ci si rimetta. Qui li aspetto.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.