E siamo pure terzi…

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L’offerta del Fenerbahçe (4 milioni) non soddisfa il Diavolo e dalla Turchia non hanno rilanciato. In attesa di offerte anche da altre società, quel giocatore che era imprescindibile è diventato un esubero e non gioca da fine novembre. Per il momento la convivenza prosegue da separati in casa. Poi, se non subentreranno novità, dall’1 febbraio sarà saggio e opportuno ricucire in qualche modo la situazione. Intanto, però, Krunic rimane ai margini del Milan. Ufficialmente per problemi alla schiena, su cui non ci si può permettere cattivi pensieri ovviamente, anche se in questi casi qualche dubbio peraltro si insinua.

Fonte Gazzetta dello Sport

Franz Klammer,

Questo è uno dei tanti misteri che Pioli dovrebbe spiegarci: come mai Krunic prima era titolare fisso ed intoccabile, al punto da dare prima la maglia a lui e poi vedere che mettergli intorno! Adesso, da qualche mese è un recluso in casa, non gioca nemmeno se siamo 10 contati e si parla da tempo di fantomatiche trattative turche per quattro spiccioli. De Laurentis è stato capace di ricavare 25 milioni da Elmas, un panchinaro che non giocava quasi mai e noi con uno, sempre titolare, al massimo possiamo spuntare un piatto di lenticchie. Si potrebbe affermare che Pioli non lo considera più per motivi tecnici…, peggio mi sento! Ci sono voluti 3 mesi e un campionato finito a novembre per capirlo? Di male in peggio.

Il centrale del Brest valutato 10-12 milioni, si studia la formula. In attacco le buone prestazioni del serbo allontanano la necessità di un rinforzo. Due arrivi nella prima settimana. Il Milan aveva promesso una campagna invernale piuttosto attiva – d’altra parte è questione di necessità e non di sfizi -, e così sta avvenendo. In difesa è stato richiamato in tutta fretta Gabbia, in modo da tamponare l’ecatombe al centro. E poi è arrivato Terracciano, profilo decisamente interessante osservando la proporzione anagrafe-caratteristiche-prezzo: un terzino di 20 anni che può giocare su entrambe le fasce, ma all’occorrenza anche mezzala o ala. Strappato alla concorrenza con un investimento congruo per le strategie del club (5,5 milioni bonus compresi).

Fonte Gazzetta dello Sport

Nel campionato italiano giocano 33 francesi, tolti i nostri Hernandez, Maignan, Giroud e ci metto il defunto Kalulu per generosità, il resto sono una pletora di giocatori più o meno mediocri che annaspano alla meglio. Ci metto pure Pavard che non mi sembra proprio tutto questo fenomeno, ma parliamo di una paccottiglia di inutili: Henry? Thauvin…, gente da tre gol all’anno… Eppure noi continuiamo imperterriti a sondare, studiare, stolkerare il mercato francese con questo Moncada che non conosce altro; non esistono altri mercati, non esiste nulla al di fuori della Francia. Anzi no, c’è sempre il fallendo Verona; ora, non voglio fare lo schizzinoso, anche perchè giochiamo con Calabria…e ho detto tutto, ma questo Terracciano sa giocare ovunque, anche in porta all’occorrenza. Sono quelli che mi spaventano, non vorrei che poi non sappia fare bene nulla.

Certo, il ritorno di Gabbia è la riprova della disperazione, della canna a cui siamo arrivati grazie a due sciancati alla settimana; Fatto tornare in fretta e furia…, però il genio non lo ha messo titolare; ma allora cosa cazzo lo hai fatto tornare a fare? Ah…deve assimilare i complicati meccanismi difensivi di Pioli, che tra l’altro non esistono e quindi deve studiare un libro bianco. A cosa serve tenere Giroud in campo per tutta la partita a 37 anni? Poi, quando si fanno male è colpa del CT di turno…

Nonostante tutto però, gli infortuni, la presunzione del tecnico e le sue follie, siamo terzi in campionato e da soli. Ciò dimostra la pochezza del nostro campionato, campionato nel quale la Fiorentina è quarta pur avendo gravissimi problemi in attacco. Qui sta la fortuna di Pioli, è intoccabile perchè hai una società di pulciari che non può permettersi un altro tecnico e che considera un terzo posto un ottimo risultato. Ergo…Pioli rimarrà fino alla scadenza del contratto, rassegniamoci.

Beckenbauer l’ho visto giocare tante volte, un giocatore meraviglioso e con un allure che lo faceva ergere a vero Dio del calcio. Per quanto mi riguarda una perdita dolorosa, da piccolo non mi perdevo nessuna partita con lui in campo. Un gigante assoluto, un campione senza tempo. Poi, anni fa, me lo ritrovo davanti in un corridoio di una galleria commerciale a Kitzbuhel insieme ad un altro mio mito giovanile (e attuale) Franz Klammer (a 15 anni avevo i suoi stessi sci, i suoi stessi occhiali e mi ero piegato da solo i bastoncini). Li guardo, li riconosco e mi inginocchio per terra prostrandomi. Il Kaiser è scoppiato a ridere e l’altro Kaiser mi guardava stralunato. Non ho avuto la forza di chiedere una foto o di rubargliela: troppo inarrivabili per me che non ho osato nemmeno alzare lo sguardo. Mi rimarrà il ricordo del Kaiser che esce dall’area, della sua risata e della mano sulla mia spalla. Tanto mi basta.

Gianclint 

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.