Pagelle Atalanta Milan 1-1

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Con un catenaccio anni 60  (spostato venti metri avanti ma la sostanza non cambia) il Milan strappa un preziosissimo pareggio in quel di Bergamo e raggiunge il  minimo sindacale di questa tribolata stagione, la qualificazione alla prossima Europe League.

In altri tempi, per un pareggio contro l’Atalanta ottenuto con un unico tiro nello specchio della porta dopo essere rimasti a lungo sotto assedio nella nostra metà campo avremmo gridato allo scandalo, ora ci tocca fare buon viso a cattiva sorte ed accettare il punticino per quel poco di buono che porta, ossia quel minimo di tranquillità che evita l’apertura di processi sommari, psicodrammi collettivi e forche nelle piazze.

C’è da dire che le premesse di questa partita erano nere come il cielo orobico, la scoppola di Roma era di quelle epocali, difficili da assorbire in quattro e quattrotto… io che ad esempio all’Olimpico non ho giocato ed ero solo a tifare sugli spalti ancora non mi sono ripreso, continuo a barcollare qua e là dopo giorni… i nostri giocatori per fortuna sembrano invece aver reagito meglio, forse perché loro li pagano mentre io ho dovuto pagare, e profumatamente (e questo per un genovese ha sempre la sua importanza).

L’Atalanta del Gasp era il peggior avversario che potesse capitarci nel momento specifico, una squadra in salute, agonisticamente spietata, pronta ad aggredire uomo-contro uomo in tutte le zone del campo secondo i dettami del suo allenatore: ne è scaturita una battaglia senza esclusione di colpi per tutti i novanta minuti, i due espulsi e i nove ammoniti sono lì a testimoniarlo più di qualunque altro dato.

Se non altro nell’occasione i nostri ragazzi hanno tirato fuori l’orgoglio e dimostrato di avere un’anima e un po’ di dignità, sulla cifra tecnica espressa meglio stendere il classico velo, la strada da percorrere per ritornare a certi livelli è ancora lunga e molto tortuosa, con la pazienza a farci da necessaria compagna di viaggio.

Donnarumma: 5   Buon riflesso su Cristante ma soliti errori tecnici sparsi lungo il match con inquietanti goffe respinte a centro area, la mancata parata sul colpo di testa di Masiello forse non può essere etichettata come papera in senso stretto ma ci assomiglia parecchio

Abate: 5   Nella pochezza dei suoi mezzi tecnici se la caverebbe persino, ma il modo con cui si perde Masiello sul gol del pareggio è francamente imperdonabile

Bonucci: 6   Asserragliato nel fortino per gran parte dell’incontro si vede assai poco in fase di impostazione, ma stasera le priorità erano altre

Romagnoli: 6,5   Le prende quasi tutte, di piede come di testa, dimostrando una volta di più di formare una coppia sicura ed affiatata con il Capitano

Rodriguez: 6   Considerato che la piega difensiva presa dal match non gli richiede grandi sforzi in fase di spinta, tutto sommato si disimpegna senza troppi problemi, salvando addirittura un gol che sembrava fatto nella prima frazione

Biglia: 6   Sufficienza di stima per il coraggio e la professionalità che dimostra nel voler tornare a tutti i costi con un Mondiale da giocare alle porte, deve ancora ritrovare il ritmo partita dei tempi migliori e il fallo vigliacco da dietro del Papu Gomez sicuramente non lo agevola

Montolivo: 5   Nemmeno il tempo di pensare che per una volta sembra essere entrato in campo con il piglio giusto che subito si affretta a farmi ricredere con un fallo scriteriato più stupido che cattivo, con il quale vanifica la nostra superiorità numerica e mette il finale di partita su un piano inclinato al contrario

Kessie: 7 (il migliore)   In questo tipo di partite il suo vigore fisico emerge con prepotenza, porta il pressing su tutta la mediana atalantina quasi da solo e suggella la sua buona prestazione con un gran gol da fuori area

Bonaventura: 6   Si batte senza risparmio nella fase in cui è meno dotato, quella di interdizione, dal punto di vista propositivo si vede invece poco o nulla

Suso: 5   In questa fase gioca soltanto per la totale mancanza di una qualsivoglia alternativa, dal punto di vista atletico denota la stessa energia di una lampadina bruciata, e ciò fa sì che le sue doti tecniche non riescano a palesarsi neanche ad intermittenza

Kalinic: 5,5   Combatte con coraggio cercando di prendere qualche fallo e tenere su la squadra, per il resto in nulla assoluto in fase offensiva, non voglia suonare a scusante per la sua sciagurata stagione ma nelle condizioni odierne chiunque avesse giocato al suo posto avrebbe fatto la sua stessa grama figura

Calhanoglu: 5,5   Qualche buon piazzato e poco altro, inizia ad avere la lingua di fuori anche lui e lo si nota quando lanciato in un contropiede 3 contro 3 sull’1-0 decide di fermarsi e passare la palla indietro

Gattuso: 6  Dopo il diluvio dell’Olimpico il rischio del naufragio totale era tangibile ma nell’occasione dimostra una buona capacità di incidere sull’animus pugnandi dei suoi ragazzi, chiuderà il girone di ritorno con un bottino compreso tra i 36 e i 39 punti ed avendo raccolto in corsa una squadra allo sbando da questo punto di vista gli si può rimproverare ben poco, rimangono grossi interrogativi dal punto di vista del gioco proposto ma questo è un altro discorso.

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.