Milan, la stagione che non dovrà mai finire

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Si è concluso un campionato lungo quasi un anno. Mai nella storia, la Serie A aveva giocato per così tanto tempo, ovviamente le condizioni che l’emergenza sanitaria ha creato ha portato a questa eccezionalità. Ora possiamo dire che è stato un campionato strano, anomalo ma che alla fine ha portato dei risultati, sul fronte rossonero, che possono e devono fare ben sperare per il futuro. Il patto è che la squadra e una parte della società, continuino seguendo lo spartito dell’ultimo mese, nel quale il Milan che si è visto, al netto delle anomalie, è stato un’inattesa sorpresa. Non sarà facile ma dovrà essere il nuovo filo conduttore per tornare ad essere grandi. Gli stadi si riempiranno, le avversarie correranno di più e le difficoltà ci saranno, però, forse per la prima volta da anni a questa parte, non si partirà proprio da zero e ci si dovrà ricordare delle cose buone che si sono viste in questa stagione. Dovremo fare in modo che questa stagione non abbia fine per lungo tempo. Da dove ripartire?

PORTIERI – Donnarumma, e ve lo scrive uno che l’ha spesso criticato, è il portiere più forte del Mondo. Nonostante nella Top11 della Serie A sia stato messo il portiere bianconero. A parte questo, quest’anno il livello di Donnarumma si è alzato, considerando l’età (è pur sempre un febbraio 99) e i margini di crescita che ha ancora, non si può che trovare una soluzione per rinnovarlo. In porta con lui siamo a posto per lungo tempo e, aggiungo, se si vuole far player trading, conviene rinnovarlo oggi per poi raccogliere molti più soldi tra qualche anno. Dietro di lui c’è il nulla, o quasi. Reina forse tornerà e per quanto mi riguarda sarà il caso di trovargli una sistemazione perchè un ingaggio come il suo è assolutamente inutile. Begovic si può salutare senza rimpianti. Antonio, invece, sarà la tassa da pagare per avere ancora il fratello, ma a questo punto ci accontentiamo. Per me il dodicesimo può farlo Plizzari, senza pressioni ma solo con l’intento di stare di fianco ad un “mostro” e tenerlo in caldo per qualche presenza.

DIFENSORI – Assodato che abbiamo trovato il terzino sinistro, complimenti a Maldini per l’intuizione, visto che quando sbaglia lo critico, va elogiato anche quando si fanno le cose per bene. Theo, sperando che mantenga sempre la testa sul calcio, ha dimostrato di essere un punto di forza, pertanto serve solo una riserva che non sia Laxalt. L’uruguagio è fuori luogo, fuori posto e anche da riserva riesce sempre a fare qualche danno. Sulla destra proseguono i problemi evidenziati lo scorso anno. La tenuta fisica di Conti e Calabria è indecifrabile. Il rischio di rimanere scoperti durante la stagione è altissimo, pertanto un investimento sulla fascia va fatto. In mezzo abbiamo capito una cosa importante, Romagnoli ha bisogno di un compagno di reparto che sia più marcatore e che gli infonda sicurezza. La sua crescita con Kjaer è stata evidente ma è chiaro che non è ancora (speriamo che lo diventi) una colonna sulla quale posare le fondamenta della difesa. Il danese si è inserito bene ed è indubbio che la sua esperienza sia importante e serve al reparto. Gabbia rimane acerbo ma spendibile nelle rotazioni, il resto è il buio. Musacchio non è più proponibile e non mi sembra uno che faccia panchina volentieri, Duarte…è Duarte. Qui nel mezzo va fatto un altro investimento, per due ragioni. Una ne abbiamo numericamente bisogno e l’altra è perchè Kjaer non sarà eterno, quindi va preso un centrale forte che aiuti Romagnoli come scritto all’inizio.

CENTROCAMPISTI – Io sono sempre convinto che quando hai un centrocampo forte puoi andare lontano. Ergo, qui serve gente buona e adatta all’idea di Pioli. Assodato che lo schema sarà 4-2-3-1, vanno fatte scelte importanti limitando al massimo gli errori. Bennacer e Kessie hanno chiuso il campionato in crescendo. Probabilmente, nello schacchiere di Pioli, riescono a completarsi bene ma soprattutto l’Algerino deve migliorare ancora molto nel velocizzare il gioco in verticale. Su Kessie capiremo quale versione sarà quella reale, però allo stato attuale va riconfermato. Biglia saluterà e nessuno lo rimpiangerà. Bonaventura paga anche colpe non sue, una su tutte l’identificazione, suo malgrado, con il peggior Giannino, pertanto ci sta non rinnovarlo ma mi piacerebbe pensare che ci sia già un’alternativa di pari livello. Krunic è uno da dieci minuti al massimo, costa poco, non rompe le scatole, fa numero. Calhanoglu sarà chiamato all’anno della conferma. Il turco ha giocato tutti i jolly a sua disposizione, pertanto dovrà subito cominciare da dove ha finito quest’anno, ha fatto storcere il naso a molti come ha fatto cambiare idea ad altri. Vediamo se riuscirà a unire il pensiero dei tifosi, in un senso o nell’altro. Saelemaekers credo possa essere preso in considerazione per giocare da terzino, per ora non mi ha convinto e giocare lì davanti, in Italia, è un’altra cosa. Paquetà è un abbaglio incredibile. Ero convinto potesse essere molto più incisivo ma mi sembra che la personalità non sia adatta a certi livelli. Qui si apre un tema, va tenuto o va ceduto? L’unica cosa che penso è quella di non perderci troppi soldi e speriamo che si possa scambiarlo con qualcuno che ci potrà servire di più. Se contiamo, questo è un reparto che necessità di interventi sul mercato e di gente da usare nelle rotazioni. Va bene mettere in mostra i Brescianini e i Maldini Jr. ma se si vuole competere per la Champions League servono centrocampisti e giocatori veri. Speriamo che l’esempio della Lazio sia stato capito da chi di dovere.

ATTACCANTI – Il progetto Ibracentrico del prossimo anno non può che partire da una sua conferma. Demandare a lui l’educazione di una squadra è una sconfitta per la società ma siccome Ibra può tutto, a me va bene rinnovarlo anche come magazziniere se serve. Per come sta di testa e di fisico può andare avanti altri due anni e tutti voi che non credevate in lui, pentitevi al suo cospetto (si scherza eh!). Rebic è stata una piacevole scoperta che si era persa nella follia giampaolesca. Se prendi il croato, devi prendere tutto il pacchetto, quindi quello decisivo e incisivo ma anche quello dei raptus come in Coppa Italia o contro la Sampdoria più recentemente. Vicino ad Ibra segnerei anche io ancora 5/6 gol a stagione, pertanto va confermato il suo prestito (bada ben non l’acquisto), poi si vedrà. Castillejo per me non ha il fisico adatto a giocare a calcio e davanti noi abbiamo bisogno di peso e centimetri oltre ad Ibra. E’ una riserva decente. Capitolo Leao. Faccio una premessa dovuta. Ha doti fisiche ma senza il controllo serve a poco. Il controllo, per me, è la testa, bisogna lavorare un sacco su quella. Vederlo scattare due minuti e scomparire per il resto della partita non è accettabile, non mi esalto per una rovesciata, voglio e pretendo molto di più. In primis la continuità di rendimento, che non deve per forza essere legata ai gol ma intendo come testa nella partita. Inutile dire che anche qui numericamente siamo corti, anche se quell’uno in attacco, nello schema di Pioli, è Ibra non possiamo demandare tutto a lui.

Non ho fatto nomi, ho qualcuno che mi piace e vorrei vedere in rossonero, ma lascio a voi il piacere di sbizzarrirvi e di sognare un pò. Alla fine il calciomercato è fatto anche per quello. Sfogatevi nei commenti, ricordando sempre che il calcio è la cosa più importante delle meno importanti.

FORZA MILAN

Johnson

 

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.