Dottor Jekyll and mister Hyde

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E’ già vigilia di campionato e siamo un po’ con l’acqua alla gola perché se prima della sosta avevamo l’acquolina in bocca, il ritorno dalle nazionali è stato a dir poco traumatico con due 0-0 che hanno fatto perdere molte certezze in chiave scudetto. Già perché se all’ultima sosta ti presenti in testa con una partita di vantaggio sugli avversari non puoi non crederci, saresti un perdente nell’animo ancor prima che nei fatti.
Due partite senza segnare, ultime cinque con soli tre gol all’attivo ma nessuno incassato, l’opposto di quanto accadeva prima dove si segnava (certo non valanghe di gol) ma si subiva spesso la rete degli avversari. I fattori sono molteplici, da una parte l’inedita coppia Kalulu-Tomori con i suoi equilibri basati su velocità e anticipo, dall’altra un attacco privo o quasi di alternative che non ha numeri da grande squadra nei suoi singoli. Sugli attaccanti io sono “gollista”: se nella tua carriera hai sempre segnato ti voglio nella mia squadra altrimenti rimani dove stai. Potrebbe sembrare il famoso ragionamento dell’album Panini, ma se c’è una cosa in cui credo è che difficilmente un attaccante che non è un bomber potrà mai vedere la porta come un bambino vede la cioccolata. Sfondare la porta è una dote innata, è un misto di cattiveria, capacità balistiche, opportunismo, egoismo e senso della posizione. O ce l’hai o buonanotte.

Come non bastasse la cronica mancanza di gol… Tatarusanu, Mirante, Ballo-Tourè, Bakayoko, Maldini (Jr), Gabbia, Lazetic, Junior Messias. No, non è il cast di “scemo e più scemo”, non è il database degli ospiti del Pio albergo Trivulzio (quello si può trovare nei PC dell’infermeria di Milanello), non è la “banda degli sfigati” e non sono i membri della compagnia della briscola di Baggiovara. Non sono le gentil donne del circolo di Santa Maria delle Vergini (e che ci sia un “Messias” non è indicativo, quello non lo vogliono nemmeno loro) e nemmeno gli iscritti al comitato dei pendolari della bassa bergamasca. Lo so, lo so… non mi crederete mai ma quella appena esposta è la panchina del Milan, non della “Lodigiani” o del “Pro Gorla nel campionato del 1928” … No, è la panchina occupata dalle riserve del Milan Domenica sera in quel del Comunale di Torino.

Tornando al nostro attacco titolare non posso aspettarmi i miracoli, tolto Giroud che ormai ha la sua età nessuno ad oggi è mai stato un uomo da doppia cifra. In quattro (Giroud, Leao, Diaz, Messias) arrivano alla miseria di 23 gol e non si può nemmeno dire che giochiamo col baricentro a Campobasso. Negli ultimi anni gli unici due calciatori in grado di segnare almeno 10 gol sono stati i due reduci Ibra e Rebic e questo credo spieghi bene la nostra stitichezza perché finché ti girano gambe e schemi puoi sopperire alla loro mancanza poi arriva il punto in cui la paghi.
Sapete qual è il miglior marcatore in campionato del Milan degli ultimi 10 anni? Sì proprio lui, l’uomo dell’album Panini, il mitico Barlos che anche quest’anno rimarrà con lo scettro di puntero rossonero da battere con i suoi 18 gol nel campionato 2015/16. Io sono anni che desidero qualcuno in grado di sfondare la porta avversaria perché una squadra non può girare sempre a mille, non è né normale né umano, ed è in quei momenti che devono uscir fuori coloro che segnano anche solo per grazia divina, perché il pallone li ama. Prendete Pino, quando prova a tirare in porta il pallone lo schifa, oppure prendete Diaz e il pallone non ha nemmeno voglia di essere calciato. Sono solo due esempi per far presente come il gol o ce l’hai o non ce l’hai nelle corde.
Il Genoa è un’altra squadra che gioca chiusa e con un buon pressing, chissà che i quattro davanti decidano di smentirmi con un risultato largo con doppiette di Pino e Diaz. Ok scusate poso il fiasco o vinco lo Sconcerto.

Al di là di delle cose buone che abbiamo visto quest’anno (per carità, ci sono state, non lo nego) rimango dell’idea che se arrivi a sette giornate dalla fine del campionato, nel momento topico, con tre punti di vantaggio sulle inseguitrici (e forse addirittura 6 sui cuginastri…), con un calendario apparentemente più abbordabile, ragioni o non ragioni, cose buone fatte o meno, hai il dovere di giocartelo alla morte fino all’ultimo secondo e le due partite contro Bologna e Torino le ho digerite come una meretrice digerirebbe una predica sugli eccessi carnali impartita a forza dal prevosto.

D’altra parte, con Ibra, oramai alla frutta (il mio cognatino insiste che è al dolce… possiamo dirlo o è delitto di lesa maestà?), spesso rotto e che anche quando può giocare tiene giusto quel quarto d’ora nel quale urla, litiga, dichiara guerra alla Cina, usa il fisico ma solo da fermo, con Oliviero che è bravissimo a spizzare palle per i compagni ma se di compagni intorno non ne trova, tutti in tutt’altre faccende affaccendati, sono palle buttate al cesso, se Leao, come mi scrivono gli amici della redazione in chat, “è un drago dei preliminari ma quando arriva al dunque ha già finito”, se Rebic lo cercano a “chi l’ha visto”, Messias che, ca va sans dire, in tempi di quaresima si deve votare all’astinenza (e mi suggerisce un amico comune… “comunque Messias in campo contro il Genoa il giorno della sua crocifissione non lo vedo benissimo anche se probabilmente farebbe miracoli se giocassimo Domenica…”), Diaz che segnerebbe se giocasse nel campionato dei puffi , chi dovrebbe metterla dentro? Non si può pretendere che arrivi sempre l’episodio “fortunato” o che Theo, Tonali, kessie, o Bennacer (quando non è ospite del Gaetano Pini o della carrozzeria sotto casa per saldature e riparazioni varie) o chi per loro, si inventino il colpo risolutivo. Non parliamo dei cross che proviamo a mettere in mezzo all’area. Quelli di Pino nostro, ad esempio, che ha disintegrato un cornicione del terzo anello, rotto un femore di un passante in piazza Duomo ed abbattuto un satellite in volo per Marte. E per fortuna che abbiamo un portiere, quello si, che un miracolino a partita lo fa sempre e che per il resto ci sono Tomori e Kalulu che cuciono più pezze di una sarta di Zoagli, altrimenti… poteva anche andare peggio…

Dr. Jekyll & Mr. Hyde

PS: Vediamo chi di Voi indovina chi sono il Dr. Jekyll e Mr. Hyde e chi di loro ha scritto cosa…

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.