Estati Rossonere: Da Wembley al Bernabeu, la straordinaria estate 1988 del Milan di Sacchi

UNSPECIFIED: 1988 Frank Rijkaard, Marco Van Basten and Ruud Gullit of AC Milan pose for photo after training session, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

​L’estate del 1988 non è stata una semplice parentesi dopo le vacanze estive: è stato il momento esatto in cui una grande squadra è diventata una leggenda senza tempo. Il Milan si affaccia a quei mesi caldi con il tricolore cucito sul petto, vinto a maggio dopo una rincorsa fantastica e logorante contro il Napoli di Diego Armando Maradona. Un successo bellissimo, che ha riportato entusiasmo a San Siro, ma nelle stanze della società e nella testa dell’allenatore Arrigo Sacchi non c’è spazio per la pancia piena o per i festeggiamenti prolungati. Il presidente Silvio Berlusconi ha tracciato una rotta chiarissima: dopo aver conquistato l’Italia, adesso bisogna prendersi l’Europa.

​Per dare l’assalto alla Coppa dei Campioni, la dirigenza rossonera completa una rosa già fortissima con un acquisto mirato e fondamentale: arriva Frank Rijkaard. È lui il “terzo tulipano” olandese, fortemente voluto da Sacchi per dare sostanza e geometrie al centrocampo, che va a completare una colonia straniera eccezionale insieme a Ruud Gullit e Marco van Basten. Prende così forma un programma di amichevoli estive unico nel suo genere. La società organizza una tournée itinerante pensata non per fare passerella commerciale o raccogliere applausi facili, ma per affrontare subito, viso a viso, le squadre più forti del continente.

​Il primo atto di questa affascinante avventura va in scena a metà agosto nel tempio del calcio mondiale: lo storico stadio di Wembley, a Londra. Il 13 agosto 1988 la prima sfida del Torneo di Wembley mette di fronte il Milan e il Bayern Monaco. I rossoneri si presentano all’appuntamento con molte assenze pesanti. Per problemi fisici e ritardi di preparazione mancano colonne portanti come Gullit, Ancelotti, Maldini e Filippo Galli. Inoltre, i tedeschi sono molto più avanti nella condizione atletica, avendo già iniziato il loro campionato nazionale. Sulla carta sembra una partita difficilissima e piena di insidie, ma appena l’arbitro fischia l’inizio, il campo racconta tutta un’altra storia.
​La squadra di Sacchi gioca a ritmi spaventosi. Il Milan soffoca le fonti di gioco del Bayern con un pressing continuo, tenendo le linee strettissime e una difesa che si muove in perfetta sincronia. Al 33’ Pietro Paolo Virdis sfrutta un bel pallone servito da Evani, calcia di sinistro e trova la deviazione di un difensore che beffa il portiere Aumann. È il gol del vantaggio. Guidato dalla classe pura di Franco Baresi in difesa e dalla forza straripante di Rijkaard a centrocampo, il Milan domina la gara in lungo e in largo. Nel finale Marco van Basten regala al pubblico inglese una perla assoluta, esibendosi in uno slalom fantastico in cui salta quattro avversari prima di sfiorare il raddoppio. Il giorno dopo arriva un’altra vittoria preziosa per 2-1 contro il Tottenham, firmata ancora dalle reti di Virdis e Van Basten. Anche se l’Arsenal vince il torneo per la differenza reti, la certezza di poter dominare su qualsiasi campo europeo è ormai diventata una realtà.

​Senza nemmeno rientrare in Italia, la squadra si sposta subito in Olanda per sfidare, il 17 agosto, i campioni d’Europa in carica del PSV Eindhoven. L’occasione è la partita celebrativa per i 75 anni del club olandese, ma novanta minuti dopo si trasforma in una vera e propria lezione di calcio. L’ambiente al Philips Stadion è caldissimo, pieno di bandiere e luci scintillanti, e i 27.000 spettatori aspettano soprattutto l’ex idolo di casa Ruud Gullit. L’attaccante rossonero, tuttavia, resta a Milano per recuperare da un infortunio, scatenando anche qualche polemica sui giornali dell’epoca.
​Prima del fischio d’inizio, però, c’è spazio per un momento di grande emozione umana: l’abbraccio affettuoso tra Franco Baresi ed Eric Gerets. Il capitano del PSV, indimenticato ex terzino rossonero della stagione 1983-84, ritrova Baresi al centro del campo in un incrocio carico di ricordi, regalando al pubblico un’immagine bellissima di stima e profondo rispetto.
​Quando la palla inizia a rotolare, ci pensa Marco van Basten a prendersi la scena. Il “Cigno di Utrecht” torna a giocare nel suo Paese da avversario e al 28′ sblocca il risultato con un tiro preciso da fuori area che non lascia scampo al portiere Van Breukelen. È il giusto premio per un dominio tattico imbarazzante: il Milan gioca costantemente nella metà campo avversaria, recupera palla in pochi secondi e non fa respirare i campioni d’Europa. Nella ripresa Sacchi muove la squadra come un orologio perfetto, facendo entrare Daniele Massaro al posto di Baresi per alzare ancora di più il baricentro. All’ultimo minuto, proprio Massaro finalizza una ripartenza perfetta firmando il gol dello 0-2. Vincere con questa facilità a casa dei campioni d’Europa dimostra a tutto il mondo che il Milan fa sul serio.

​Il gran finale di questo viaggio estivo va in scena il 2 settembre in Spagna, nel prestigioso Trofeo Bernabeu contro il Real Madrid. Gli spagnoli schierano la formazione delle grandi occasioni, piena di fuoriclasse come Butragueno, Schuster, Hugo Sanchez e Michel. Sacchi risponde con una scelta coraggiosa: lascia Baresi in panchina e Van Basten in tribuna, lanciando dal primo minuto il giovanissimo Alessandro Costacurta al centro della difesa. Il Real parte forte spinto dal calore del proprio pubblico, ma il portiere Giovanni Galli compie due parate decisive e la difesa rossonera tiene benissimo l’urto. Nel momento di massimo sforzo degli spagnoli, è Roberto Donadoni a gelare lo stadio con un tiro potente da fuori area che firma l’1-0 prima dell’intervallo.
​Nella ripresa il Milan continua a pressare con una fame agonistica incredibile. La mossa vincente arriva ancora una volta dalla panchina, quando Sacchi fa entrare un giovane attaccante della Primavera: Graziano Mannari, detto “Lupetto”. Al 75′ è proprio il ragazzo a inventarsi un’azione personale spettacolare, saltando due difensori in velocità e segnando il gol del 2-0 tra lo stupore generale. Poco dopo arriva anche la terza rete firmata da un giovanissimo Paolo Maldini, che chiude la partita su un clamoroso 3-0.

​Vincere tre a zero in casa del Real Madrid non è un risultato amichevole qualunque: è un segnale di forza spaventoso inviato a tutto il continente. Quando il capitano Franco Baresi solleva il trofeo al cielo, accompagnato dagli applausi ammirati e increduli del pubblico spagnolo, si capisce che qualcosa nel calcio è cambiato per sempre. Quel tour estivo tra Londra, Eindhoven e Madrid non è stato un semplice ciclo di amichevoli, ma la vera prova generale di un’opera d’arte. Pochi mesi dopo, proprio contro il Real Madrid nella storica semifinale finita 5-0 e poi nella finale di Barcellona, il Milan si prenderà l’Europa intera. Ma la consapevolezza di essere diventati imbattibili è nata lì, in quelle calde notti d’estate dove è iniziato il mito della squadra che ha cambiato la storia del calcio.

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"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.