Udinese-Milan presentazione

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Alzi la mano chi è più tranquillo sulla stagione del Milan, dopo l’amichevole della scorsa settimana a Cesena. Come mai di mani alzate ne vedo pochissime? In effetti strano non è, non tanto a causa di un nostro “tafazzismo”, ma perché il match del Manuzzi tutto è stato fuorché confortante in previsione del debutto stagionale odierno. È vero ciò che in molti hanno scritto in questi giorni: le amichevoli vanno prese in considerazione, ma fino a un certo punto. Ricordo ad esempio l’estate 2003/2004, quella post Manchester, durante la quale il Milan prese sberle da cani e porci. Eppure… eppure nell’esordio di Ancona si vinse dominando, e come andò la stagione lo ricordiamo tutti: col diciassettesimo Scudetto messo in bacheca beffando la Roma se non ricordo male a tre giornate dal termine. Quindi certo, mai farsi esaltare o deprimere dalle partite di preparazione, ma nemmeno bollarle come inutili.

Una settimana fa abbiamo visto un Milan spento, con poche idee, in alcuni tratti quasi in balia dell’avversario (che giocherà in C). La squadra di Giampaolo, insomma, ha fatto qualche passo indietro rispetto alle precedenti uscite, mostrando una condizione atletica deficitaria e un’intesa tra giocatori che deve ancora andare affinandosi. Sono stati in particolare due gli elementi che mi hanno (ulteriormente) deluso: Calhanoglu e Castillejo. Il primo non ha probabilmente mai mostrato le proprie qualità in questi due anni di Milan, eccezion fatta per un paio di mesi nella sua prima stagione. Il secondo sembra ancora un pesce fuor d’acqua nel ruolo per lui ritagliato da Giampaolo, quello da seconda punta. Entrambi sono ancora troppo egoisti e imprecisi, fumosi e con le idee molto poco chiare in testa, svogliati e demotivati. Speriamo che di qui al futuro prossimo cambino atteggiamento, per quanto sembri utopico.

Il turco e l’ex Villarreal saranno comunque, più per mancanze di alternative che per meriti propri, titolari al Friuli di Udine questo pomeriggio. Il primo addirittura in un ruolo per lui di fatto inedito, quello di metronomo del centrocampo, essendo Biglia infortunato e Bennacer ancora non pronto per raccogliere l’eredità dell’argentino. Il secondo farà invece coppia con Piatek, in un tridente che in questo precampionato si è mostrato alquanto evanescente. A completare la formazione ci saranno Donnarumma, Calabria, Musacchio, Rodriguez, Kessiè (in ballottaggio con Borini), Paquetà, Suso e Piatek. Avete letto bene: nessun nuovo acquisto in campo. Tra infortuni e scelte tecniche i nuovi innesti guarderanno l’esordio dei propri compagni dalla panchina o da casa.

Di fronte a noi i padroni di casa dell’Udinese di Tudor, una squadra che non brilla per individualità, per quanto possa essere insidiosa. Attenzione in particolare al tridente composto dagli argentini Pussetto e De Paul e dall’esperto Lasagna. Tutta da scoprire la linea a tre a difesa di Musso, con Becao, Troost-Ekong e Samir. Infine, linea mediana a quattro con Stryger, Fofana, Mandragora e Pezzella, che garantisce buona corsa e discreta qualità. Se possiamo azzardare un pronostico, i padroni di casa punteranno molto sull’intensità e l’aggressività, cercando di imitare proprio il Cesena di una settimana fa, che proprio con queste armi ha intimorito il Milan nei primi 45 minuti. Insomma, si ricomincia a soffrire, senza dimenticare che la corsa, quella vera, comincerà dopo la sosta e una volta completato il mercato estivo. Intanto già partire senza passi falsi sarebbe qualcosa.

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.