Spal-Milan presentazione

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Una squadra già salva, che non si gioca nulla, l’altra sull’orlo dell’ennesima stagione conclusa con un pugno di mosche in mano o poco più, alla vigilia dell’ennesima ricostruzione di questi anni. Con un orecchio teso a Milano, dove a San Siro (pardon, quando ci giocano loro è il Meazza) l’Inter cercherà di avere la meglio dell’agguerrito Empoli a un passo dalla retrocessione, e un altro a Reggio Emilia, dove l’Atalanta affronterà un Sassuolo con ancora pochissimo da chiedere al campionato. Il Milan non è ancora padrone del proprio destino, di fatto lo è stato solo per un brevissimo frangente stagionale, quando le possibilità di una qualificazione in Champions League sembravano talmente alte da essere quasi certezze. Il Milan non è padrone del proprio destino semplicemente perché da quando la proprietà è passata ai cinesi prima e a Elliot poi, non è stato garantito un minimo di continuità. In tre anni tre diverse dirigenze, tre diverse strategie (se vogliamo chiamarle tali), una quindicina di calciatori acquistati e parecchi milioni spesi. Again, senza ottenere nulla, se non l’impazienza, la delusione e lo smarrimento dei tifosi. Se il cerchio di negatività verrà spezzato, lo capiremo questa sera, al termine delle partite. Uefa permettendo…

Luis Campos

In questi giorni si parla intanto di tale Luis Campos, Carneade portoghese di 54 anni e un curriculum non particolarmente lusinghiero. Una carriera da allenatore di provincia portoghese, poi la chiamata dal Real Madrid, dove ha ricoperto il ruolo di scout per un anno durante la gestione del connazionale Mourinho. Dopo l’esperienza tra i reali, eccolo nel Principato di Monaco, dove ha svolto il ruolo di direttore tecnico dal 2013 al 2016, anno in cui dall’estremo sud della Francia si è trasferito all’estremo nord, a Lille. In tre anni di lavoro come direttore sportivo nella città dell’Alta Francia, la squadra ha ottenuto un undicesimo, un diciassettesimo e un secondo posto. Rendimento altalenante che è causa diretta, com’è ovvio che sia, della giovanissima età di una buona parte della rosa, infarcita di classe 1999, 1997 e 1996. Cosa ci dice questa eventuale scelta della strategia di Elliot, posto che pare giunta al termine l’esperienza di Leonardo al Milan? Che forse l’obiettivo della proprietà è quello di rendere il Milan simile all’Arsenal, o per fare esempi più vicini a noi, all’Atalanta, alla Roma: a tutte quelle squadre che sono considerate dai calciatori non come un punto di arrivo, ma come una tappa della propria crescita. Non a caso Campos è considerato “il re delle plusvalenze”, così come pareva essere uno stregone del bilancio il Monchi scelto dalla Roma. Insomma, crescere i giovani e cercare di tenerli certo il più possibile, ma cedendo prima o poi alle offerte milionarie dei vari City, Real, Barcellona, Bayern. Non proprio quello che ci aspettavamo, giusto?

Ribadisco: la notizia dell’arrivo di Campos è ben lungi dall’essere ufficiale, e anche se lo fosse non sarebbe certo assicurata la lettura che ho appena dato a questa possibile scelta, ma se così fosse personalmente vivrei tale situazione come l’ennesimo colpo alla mia passione per questi colori, specie vedendo come altre squadre si stanno attrezzando per competere ad altissimi livelli. La Juve sembrerebbe ad esempio vicina a Guardiola (scrivo questo articolo venerdì, nel caso in cui cambiasse qualcosa perdonatemi), mentre l’Inter, nella sua continua ricerca di soluzioni a problemi che si crea da sola, sta almeno provando a imitare, con Marotta e forse Conte, gli acerrimi rivali. Noi cerchiamo un’altra via, una strada che potrebbe essere fatta di altre delusioni, ma soprattutto di svilimento di tutto ciò che ci siamo abituati a essere. Se proprio così sarà, spero almeno che ci si faccia divertire un po’, che si cerchi di proporre un bel calcio, fresco e a ritmi alti, piacevole. Se non dobbiamo più vincere nulla per lustri e decenni, almeno riempiteci gli occhi di bellezza. Ne abbiamo passate tante, in questi anni, almeno questo ce lo meritiamo.

Tornando a noi, come nelle ultime settimane non è che ci sia molto da dire sul match di stasera, se non le probabili formazioni. Gli estensi se la giocheranno con il 352. Gomis in porta, Cionek, Vicari e Bonifazi in difesa, Lazzari, Murgia, Schiattarella, Kurtic e Fares a centrocampo, Floccari e l’ex Petagna in avanti. Per il Milan di Gattuso, invece, formazione tipo (o quasi) con Donnarumma, Conti, Musacchio, Romagonoli e Rodriguez in difesa, Kessiè, Bakayoko e Calhanoglu in mediana, Suso, Piatek e Borini in avanti. Speriamo in bene. Speriamo nell’Empoli. Speriamo nel Sassuolo. Pensa te…

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.