Pioli non può più continuare. Società se ci sei, batti un colpo

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La scelta di riconfermare Pioli, dopo aver separato le proprie strade con Maldini e Massara, si rivelerà la più devastante per la società, più di qualsiasi altra presa successivamente, sia dentro che fuori dal campo. La permanenza di questo presunto allenatore, segnerà in maniera indelebile questa stagione e l’immediato futuro della società. Aver scelto di continuare con lui, porta in dote un modus operandi senza senso, una gestione degli allenamenti delirante e un mancato introito economico per la società. Eh si anche economico perchè il suo modo di giocare e la sua fase d’attacco inesistente, se non coinvolgendo Leao, non ci farà andare al Mondiale per Club del 2025 negli USA e difficilmente ci darà soddisfazioni in Italia, dove ormai gli allenatori avversari hanno studiato le contromosse. Il tavolo da miliardi di dollari del Mondiale per Club andrà ad aiutare inter e juventus (forse Napoli al posto dei bianconeri) che hanno conti disastrati e che darebbe loro una boccata d’ossigeno ai bilanci. Azzerando il vantaggio economico acquisito e allargando quello sportivo. Lo ripeto da mesi, l’obiettivo di Cardinale è arrivare a quel Mondiale per portare il suo progetto negli USA e avere altri investimenti ed investitori. Purtroppo, a causa di una mancanza di coraggio di Furlani e Moncada, si trova a sperare in un cavallo zoppo che gli farà perdere soldi e immagine. Oggi, dopo ormai troppo tempo, la società deve prendere una posizione forte, precisa e diretta. O l’allenatore o la squadra, esonerarlo a fine stagione non salverà i risultati, anche se il loro modus operandi è sempre quello.  Serve uscire da questo alone di silenzio, capisco la gestione che arriva dal modus operandi finanziario ma il calcio è diverso e il tempo di apprendimento è breve e vanno prese anche scelte impopolari.

So benissimo che, soprattutto nel blog, si pensi che la mia, sia più una presa di posizione contro PepdiParma ma, continuo a ripetere che porto a supporto dei dati e dei numeri che lo inchiodano alle sue responsabilità dal giorno zero. Dall’infausta scelta nel post Giammaestro. Intanto partiamo dal presupposto che è una seconda scelta, se Marottone non avesse fatto il matto per ostacolare l’arrivo di Spalletti, oggi vivremmo un’altra storia e il buon Pep nevigherebbe tra Bologna/Genoa/Venezia e squadre alla sua portata. Aldilà dei derby strapersi, che tanto è una cosa che interessa forse giusto i tifosi di Milano, ci sono delle ripetitività nelle sue cadute che sono stucchevoli, ma lo sono da Atalanta-Milan 5-0. Non è un accanimento io mio, figlio delle ultime partite. La sua storia come allenatore è sotto gli occhi di tutti, in qualsiasi città. Nel nostro caso, esiste un Milan di Pioli sotto la supervisione di Ibra, Maldini e Massara che vince lo scudetto e un Milan di Pioli gestito a suo modo andando contro le scelte di mercato dei suoi dirigenti, che arriva quinto in campionato e tracolla per una stagione intera. Non so quanti ricorderanno questa data ma io ce l’ho ben impressa in testa. Ero a San Siro con Raoul e Larry, me la ricordo come fosse ieri. 25 febbraio 2022, Milan-Udinese. Finisce 1-1 con un gol irregolare di Udogie ma quello che mi ricordo è una sterilità e una difficoltà immane a giocare a calcio dovuta ad un avversario che, come spesso dico ti gioca addosso. Ennesima difficoltà di una stagione che però ci vedeva sempre in corsa per lo scudetto. Arriviamo a quella partita ancora inebriati dal derby vinto in rimonta una ventina di giorni prima ma la squadra, nonostante le speranze di noi tifosi, non dava la sensazione di poter arrivare in fondo vincente, sempre legata a dettami tattici folli. Lo score recitava tra campionato e coppa Italia 21 partite giocate e 20 gol subiti (0,95 a partita). Spesso voragini lasciate agli avversari, anche in situazioni di vantaggio. Un esempio lampante, Bologna-Milan 2-4 nella quale, in vantaggio di 2 gol, riusciamo a prendere il gol del pareggio del 2-2 in contropiede con la solita voragine sulla nostra parte sinistra e Barrow che da solo in mezzo insacca alle spalle di Tatarusanu. Con Theo sempre a fare l’ala e i due centrali a fare 1vs1 con le punte avversarie. Ripeto sul risultato di 2-1 a favore, senza una logica. Poi la determinazione della squadra e il Bologna in 9 ci consentono di vincere e far andare la polvere sotto il tappeto. Insomma finita la partita con l’Udinese, con i soliti dubbi sulla gestione di Pep, succede qualcosa, non avremo mai prove e/o conferme in merito, ma questa squadra inizia ad essere più accorta e più “coperta”, probabilmente la supervisione di Ibra e di Maldini ha il sopravvento sulla gestione dell’allenatore, probabilmente anche qualche senatore come Romagnoli, Calabria o Kjaer invitano l’allenatore ad essere più accorto. Insomma, qualcosa succede e fa il bene della squadra. Da squadra squilibrata che attacca gli avversari a tutto campo, lasciando perennemente spazi immensi nella propria metacampo, entra in gioco una squadra compatta, cinica e concreta. Iniziamo a giocare con Tonali-Bennacer-Kessie a centrocampo, a copertura della difesa e sulla fascia destra Pino ha compiti più di copertura che di offesa, con Messias pronto a subentrare. Theo limita le sue sgroppate solo in caso di opportunità (tipo vs Atalanta) e l’attacco è tutto sulle spalle di Leao e Giroud. Magicamente questa squadra passa da quello score precedente a 5 gol subiti in 13 partite (incluso il solito 3-0 subito in coppa Italia in un derby), parliamo di una media gol di 0,38 a partita, prende gol a Roma con la Lazio e a Verona, ma è proprio la sensazione di compatezza che lascia tranquilli. La sensazione è sempre quella che mi accompagna a Reggio Emilia per l’ultima giornata, questa squadra non prende gol facili. La squadra concede pochissimo, massimo un paio di occasioni a partita e sfrutta le occasioni da gol (poche) che riesce a creare Leao e che finalizza Giroud. Quando concede qualcosa in difesa, c’è Maignan, come a Milan-Fiorentina su Cabral con un intervento prodigioso. Ma lo spazio tra la coppia di difensori centrali e il portiere non è più una prateria incontaminata ma sono pochi metri ben presidiati nei quali Tomori, Kjaer o Kalulu, come difensori centrali diventano insuperabili. I giudizi su Tomori e su Kalulu sono sempre entusiastici, addirittura si parla di una seconda giovinezza del danese. Risultato finale? Si va a vincere uno scudetto insperato, dando il là ad un possibile ciclo (almeno si pensava).

Dal Milan sotto tutela, si passa al Milan di Pioli, che vuole Pioli e che lui metterà in campo nella stessa maniera contro qualsiasi avversario. Senza mai cambiare atteggiamento. Si darà la colpa al mercato e all’arrivo dell’inutile CDK, ma l’addio di Kessie è defralgrante. Solo che l’allenatore non decide di seguire le orme della chiusura del campionato precedente ma vuole dimostrare che il suo è un “gioco europeo”, almeno questo gli fanno credere le decine di giornalisti che decantano le sue doti. Già all’inizio di stagione  (Champions esclusa anche se a Londra con il Chelsea ne prende come sempre 3) la squadra scricchiola dietro, con i consueti problemi, gol di testa, gol facili concessi, parterie infinite per gli inserimenti degli avversari e con i primi dubbi che iniziano a sorgere sulla coppia Tomori/Kalulu, come mai? Forse perchè si trovano costantemente costretti a prendere gli attaccanti avversari fino alla trequarti opposta? In 16 partite prendiamo 15 gol (media di 0,93 a partita), il salto rispetto alla fine del campionato precedente è evidente. Ma la squadra, nonostante tutto regge, è lì davanti e sembra poter stare vicino al Napoli, in attesa di tempi migliori. Inoltre si qualifica agli ottavi di Champions, quindi la posizione di Pioli è ben salda. Nel frattempo succede una cosa, si va a Dubai. Maignan scompare dai radar per settimane, cominciano ad uscire piccoli mugugni di alcuni giocatori, la squadra perde completamente equilibrio in campo, prende caterve di gol in amichevole e a Salerno, crea un sacco ma si salva per miracolo da un’altra rimonta. Ma siccome il calcio non perdona, quando pensi di averla sfangata, arriva lo schiaffo vero. In casa con la Roma, da 2-0 a 2-2 giocando un’ottima partita, comincia il de prufundis. Da questa partita in poi, la squadra è fuori controllo, l’allenatore è fuori controllo e succede di tutto. Nelle successive 23 partite (Champions esclusa) prendiamo 31 gol (media di 1,34 a partita). Tracolliamo continuamente, 3 gol in Supercoppa nel derby con trofeo perso annesso, 2 gol a Lecce, 4 contro la Lazio, 5 gol in casa con il Sassuolo, derby perso 1-0 senza superare la metà campo (dove Pioli ci dà il contentino di mettersi a 5, ma solo per salvare la sua panchina durante la buriana). Non contento, si sistema un pò con Monza e Atalanta ma ricomincia a mettere fuori la testa e ritorna a fare ciò che vuole, ovvero il suo calcio. Perde a Firenze, ne prende 3 a Udine, pareggia con la Cremonese retrocessa e perde con lo Spezia con un piede in B. In tutto questo, derby di ritorno in campionato a parte, lui non cambia mai il suo modo di giocare. È arcisupreconvinto che la squadra non debba snaturarsi ma i risultati parlano chiaro, gli avversari hanno capito come giocarti contro e noi non abbiamo uno straccio di contromisura. La fase offensiva è sterile e subisci, subisci e subisci ancora. Racconta la favole della difesa a 5 ma in realtà è sempre la stessa zuppa ma mescolata per non farsi prendere in castagna. In questo è formidabile, non posso dire altro, quando piove la merda è bravo a confondere le carte ma il succo finale è sempre lo stesso. La mia rabbia aumenta se pensiamo alla fase ad eliminazione diretta della Champions, nella quale, il furbone invece gioca come il finale della stagione precedente, poco spazio concesso contro Tottenham e Napoli per poi sfruttare al massimo le occasioni create da Leao. Poi arrivano i derby. E vabbè lì è storia a parte. Come finisce la stagione? Quinto posto in campionato, 20 punti dalla testa e fuori dalla zona Champions, zero trofei vinti e dubbi sul valore di molti giocatori. Oltre al tradimento stile Getsemani a coloro che su quella panchina l’avevano messo a sedere, rinnega completamente il mercato fatto dalla dirigenza e si vende a Moncada e Furlani, per quello che non è. Qui la colpa del duo dirigenziale è ancora maggiore perchè una volta fatto 30, dovevi fare 31 e così avresti anche messo la squadra di fronte alle proprie responsabilità. Probabilmente anche il mercato sarebbe stato diverso.

Arriviamo ad oggi, dove qualcuno ha pagato al posto suo e lui si è fatto prendere i giocatori intelligenti che non aveva mai avuto prima. Il problema però non è l’intelligenza o le capacità dei ragazzi arrivati ma il consueto atteggiamento sconsiderato della squadra. Che sia sullo 0-0, che sia sul 3-0 o sullo 1-3 per lui si deve giocare sempre alla stessa maniera. Ci ha fatto credere che non siamo in grado di gestire il risultato, ma questa cosa è palesemente falsa. Inoltre per fare quel gioco devi avere i giocatori al 100% della condizione e devi tenerli in forma per lunghi periodi con carichi di lavoro che poi sono devastanti. Una vocina a Milanello racconta di giocatori già molto scettici dei metodi subito dopo il covid e con ragazzi più propensi a seguire i propri preparatori personali per evitare infortuni ulteriori. Ricordate il polpaccio di Bennacer? Quello di Maignan? Ibra che lavorava con il suo assistente personale a Milanello? Sul ritmo di gioco a 100kmh continua a raccontare bugie perchè quando ha arretrato il baricentro e non ha spinto sugli attacchi continui, la squadra ha sempre retto e ha sempre fatto bene, ottenendo risultati. Inoltre, quando non hai gamba, continuare a costringere i centrali ad uscire, diventa un suicidio tattico senza precedenti. Ogni anno ci troviamo con la solita moria di giocatori dovuta ai soliti infortuni muscolari (derubricati ad affaticamenti), in più ci troviamo a non leggere mai gli avversari. Aggiungiamoci l’aggravante dei cambi “ammazza partita” che ci condannano senza appello e la frittata è fatta. In questa stagione in 9 partite torniamo a subire 9 gol (champions esclusa, dove tanto fino a mercoledì sera non abbiamo segnato e abbiamo preso la solita imbarcata), 5 in una partita discretamente importante, gli altri frutto di deviazioni, Roma e Juventus, anche il gol subito dal Torino è abbastanza casuale. Nonostante la casualità dei gol, però non è questo il solo problema, è proprio la facilità che gli avversari hanno a farci male. Più o meno sempre nella stessa maniera, rischiamo tantissimo anche quando il momento della partita non lo richiede. Esempio lampante. Chi pensava di andare in difficoltà con questa Juve? Eppure lui, in emergenza, non pensa minimamente a stare al più al lungo in partita per poi fare male nel secondo tempo, quando storicamente le squadre di Allegri passeggiano. La juve sarebbe stata innocua perchè aveva come unico obiettivo, appunto, stare attaccata alla partita. Invece no, lui aggredisce, aggredisce e aggredisce fino a quando poi vai in affanno, sbagli e rimani in 10 già nel primo tempo. Insultiamo Thiaw quanto vogliamo ma perchè metterlo in quella situazione di rischio? Pensando anche al derby su Thuram? Dal momento dell’espulsione di Thiaw cambia tutto. Senza parlare dei cambi che sono stati da tribunale militare che hanno dimostrato che puoi avere anche una panchina con 30 giocatori ma se hai le tue idee integraliste non c’è modo di farti cambiare idea. La malafede su Adli/Krunic è evidente, a Parigi il bosniaco al ritorno dall’infortunio e con un giallo sulle spalle dal minuto 6, è stato in campo 70 minuti, per lo più passeggiando per la condizione fisica rivedibile. Se fosse stato Adli?

Ripongo, a malincuore, il sogno scudetto che avevo coltivato perchè ritengo la squadra sia una buonissima squadra, tanto è evidente che lui non cambierà e non verrà nemmeno defenestrato. Ripongo alle passione e il tifo, non ce la faccio più, perchè qui non è il Giannino, che non ti dava una speranza, questa situazione mi ha illuso di potermela giocare e vedere tutto vanificato per scelleratezza mi distrugge mentalmente. Lui andrà avanti fino alla fine con questa mentalità, cambierà due cose quando pioverà merda come in queste settimane ma non si snatura per l’avversario, piuttosto perde altri 5 derby ma non cambia, intanto gli avversari avranno sempre più facilità a farci male e saremo qui a bestemmiare ogni volta. Io chiedo solo una cosa, non giudichiamo questi ragazzi, non gettiamogli la croce addosso perchè non saranno fenomeni, anzi forse hanno rahione quelli che pensano che siano mezze figura, ma non credo siano così incapaci. Perchè soprattutto, siamo sicuri che siano messi tutti nelle migliori condizioni fisiche e tattiche per rendere al meglio?

Ho appoggiato le scelte della società, non per convenienza ma per convinzione, ora arriva l’esame più importante, vediamo quale sarà la risposta o l’azione.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.