Milan-Napoli: presentazione

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Scansarci? Assolutamente no. Le domande della vigilia non hanno interessato tanto la formazione titolare, su chi far partire dal 1′ e su chi invece relegare in panchina, ma sull’opportunità di far vincere il Napoli, per favorirlo in ottica Scudetto. La mia idea, la mia risposta, è già in calce al pezzo che state leggendo. Il Napoli vuole i tre punti per continuare a lottare per lo Scudetto? Che se li conquistasse sudandosi la vittoria.

Questo l’argomento principale su cui è virata la settimana rossonera, appena dopo su cosa fare di Suso. Quel che penso del giocatore iberico già più o meno lo sapete, o è perlomeno intuibile da quanto scritto più volte nei miei pezzi. È lui il fautore di molte nostre azioni pericolose, ma è anche vero che è troppo incentrato su se stesso e il suo gioco. È egoista, e quando prende palla è più probabile che la sua azione prosegua con il tentativo di un dribbling, piuttosto che con un tentativo di fraseggio. Non voglio con questo banalizzare troppo il concetto: sostituirlo non sarebbe comunque semplice, ma un suo addio non credo possa essere definito una catastrofe per i nostri colori.

Stesso dicasi per l’eventuale partenza di Jack Bonaventura, che nelle ultime settimane è regredito al livello Pablo Garcia. Il gioco dell’ex atalantino condivide molti tratti con Suso, ma se l’iberico è comunque dal punto di vista offensivo molto produttivo (in termini di gol e assist), Jack ha da questo punto di vista uno score misero, che con il tempo non ha avuto progressioni, anzi. Questo senza citare i suoi atteggiamenti disfunzionali, nell’ottica di un gioco di squadra: le incazzature, i gestacci, le ammonizioni prese per proteste. Sembra quasi che si comporti così per agevolare una sua cessione, come se volesse abbandonare un progetto in cui non crede più. Magari su consiglio di qualcun altro.

A prescindere da ciò, il Milan dovrà rinforzarsi, vendere per poter investire tanto – e bene – sul continuare a costruire una squadra all’altezza. Il lavoro di quest’estate sarà, se possibile, più importante di quello della scorsa. Come nell’estate del 2001 il mercato fu utile per creare una base solida, in quella del 2002 furono piazzati i colpi decisivi per fare il salto di qualità. Non è mia intenzione paragonare le due rose, c’è comunque un mondo di differenza tra l’una e l’altra, ma l’esempio è utile per spiegare il concetto: abbiamo messo le fondamenta, ora è necessario aumentare la qualità. Andare a pretendere quel qualcosa in più da chiunque arriverà da adesso in avanti.

Tornando al match di questo pomeriggio, per Sarri e Gattuso non ci saranno grossi stravolgimenti di formazione, tenendo conto delle rispettive defezioni (pesanti nel Milan, mancando la coppia centrale titolare).
MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Abate, Zapata, Musacchio, Rodriguez; Kessiè, Biglia, Bonaventura; Suso, Silva, Calhanoglu.
NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Hysaj; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne.

Una partita che potrebbe essere divertente e che di certo conta più per loro che per noi. Non per questo, si può “buttare via” senza remore. Lottare sempre, anche e soprattutto con chi ci è superiore. Solo così si può progredire, migliorare sempre. Teniamolo a mente.

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.