Il colonnello Foglioni

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Mamma mia, immagino come sia annoiato Florentino Peres per aver vinto l’ennesima Champions! E come siano arrabbiati i tifosi del Real, per non poter alzare la Coppa del bilancio! Meno male che Gerry nostro ha scelto noi e non è sbarcato a Madrid. Insomma, mica è bello annoiarsi a morte. Lo diceva anche Leopardi nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia. Il pastore invidiava il suo gregge perché, al contrario suo, non conosceva il tedio. Vuoi vedere che il sagrestano, oggi mi sembra troppo chiamarlo ecclesiastico, è un leopardiano convinto? Sono io che non capisco questo sant’uomo e i suoi meravigliosi progetti attuati con perizia dai suoi fantastici tirapiedi. Cosa che, invece, sanno fare perfettamente i tifosi di serie A. Loro, poverini, devono difendere il Milan, oltre che dai nemici esterni, anche da quelli interni. Insomma, anche dalla brutta gente come me. La curva? Un gregge docile che sarebbe piaciuto un sacco al pastore dell’Asia.

Ma qui, tra una balla e l’altra, non ho ancora fatto i complimenti ad Ancelotti, che se li merita tutti. Occhio, però, Carletto. Se lì approda il re degli algoritmi con la sua Corte dei Miracoli, scappa subito. Quelli ci mettono un attimo a distruggere le ambizioni sportive di un club. Dici che i tifosi non glielo permetterebbero, perché li impalerebbero prima? Sì, forse. Ma solo quelli di serie B. Gli altri tiferebbero, senza fare storie, per la maglia nella buona e nella cattiva sorte. In alto i cuori, ragazzi. E date retta alla vecchia Chiara. Se pensate che abbiamo raggiunto il fondo e ora non possiamo fare altro che risalire, vi sbagliate. Sì, perché il fondo noi continuiamo a toccarlo. Così lo eccitiamo e lui continua a trascinarci sempre più giù. Eh, sì, c’è fondo e fondo. Il nostro è il peggiore che si potesse trovare. Il rinnovo di Lautaro a quelle cifre è stato una mazzata tremenda. L’ennesima.

Per fortuna c’è Stadioni a tirarci su il morale. La sua folle dichiarazione su Leao è stata smentita prontamente dalla Società. Una cosa inaudita, viste le abitudini della casa. Uno può credere ciò che vuole. Io, conoscendo bene il mio pollo, che infilzerei con estrema voluttà allo spiedo, penso che quelle parole le abbia dette davvero. Sono tipiche del personaggio. Sono nel Dna della Società. Soldi, soldi, soldi. Mi viene in mente la faccenda del colonnello Foglioni. Di che si tratta? Ve la racconto subito. Dunque, il colonnello Festicoli viene trasferito e si presenta tutto tronfio alla nuova truppa. “ Sono il colonnello Festicoli! Che nessuno si permetta facili giochi di parole, becere ironie sul mio cognome. Altrimenti lo sbatto in galera e butto via la chiave. Mi sono spiegato? Bene! Vediamo se avete capito! Tu, soldato, dimmi come mi chiamo!” “ Colonnello Festicoli, Signore.” “ Bravo! E dimmi anche tu! “ Colonnello Festicoli, Signore!” “ E tu, che cerchi di nasconderti là in fondo?” “Dice a me, Signore?” Sì, proprio a te!” “ Colonnello Foglioni, Signore.” Scusa, colonnello Foglioni, ehm… Festicoli, per l’accostamento al nostro esimio presidente. Io stimo molto più te di lui. Ma, che vuoi, sono un’irriverente…

L’interista Roia

Tornando alla Champions, alzi la mano chi non ha sentito un nodo in gola, chi non è stato trafitto dalla malinconia, pensando a un passato ormai remoto. Certo, all’inizio ho vissuto una serata migliore di quella dell’anno scorso, quando ero attanagliata dall’ansia per la paura che gli Orrendi…. Grazie, City! Ora, io guardo in casa mia. E lo spettacolo, purtroppo, è miserevole. Ma non è che mi disinteressi di quel che succede in casa d’altri. E lo spettacolo mi fa imbufalire. La vomitevole sinergia istituzionale, giudiziaria e mediatica che protegge la Banda degli Onesti è raccapricciante. Una situazione societaria… nebulosa, carte alla mano e non sulla base di sensazioni e pregiudizi, è sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere. Ma viene nascosta. C’è una congiura del silenzio, capeggiata dal fogliaccio rosa. Perchè, maledizione al secchio? Perchè? Grazie, jdentità bianconera. Solo sui social, o quasi, chi è interessato a capire come stanno le cose può informarsi. E lo faccia, per favore. Figc e Covisoc? Imbarazzanti, per non essere scurrili. L’ineffabile Procura di Milano indaga il Milan. I dirimpettai? Eh, loro sono cristallini. E, dopo l’ultrà interista capo procuratore Viola, ne scopri un altro. Trattasi del dottor Roia, presidente del Tribunale di Milano. Tiene a farci sapere alcune cose. Lui è un interista appassionato e ansioso. Ha conosciuto diversi presidenti dell’Inter. Tutte persone perbene. Lui è tifoso dell’Inter, perché questa è una Società dagli alti valori etici. Al Palazzo di Giustizia si trova a meraviglia. Trattasi di un ambiente assai gradevole, in quanto magistrati e inservienti sono quasi tutti interisti. E pure i giornalisti che bazzicano lì, eh! Insomma, sono tutti figli di Roia. Strano. Mica l’avevo capito! Qui ci prendono per i fondelli. Ma lo possono fare anche perché la nostra sottospecie di Società non batte ciglio. Solo per far guerra a Maldini e per impacchettare i giocatori a fior di milioni si muovono! Questi si meritano la Marotta League, della quale, peraltro, a loro non interessa nulla. Anzi, meglio così, perché mica vogliono vincere. Intelligentoni loro e chi li appoggia. Ma, nonostante tutto, non voglio perdere la flebile speranza che qualche nodo possa venire al pettine degli impuniti per antonomasia. La questione Lion Rock è spinosa. E la dimissionaria, o dimissionata, Covisoc dovrà pure dire su quali basi ha permesso l’iscrizione degli Orrendi al campionato. Indagini sulla sospetta plusvalenza Nainggolan? Quello è il meno. Bisogna vedere se si tratta di una foglia di fico, per coprire qualcos’altro di ben più sostanzioso e deflagrante, o se può essere, comunque, un inizio. Lo so, è molto più probabile la prima opzione. Ma….

Tornando a noi, c’è nuovo materiale per i boccaloni. Trattasi di Theo. Lo faranno passare per un mercenario traditore, che se ne vuole andare per questioni di vil denaro. E molti abboccheranno, eh! Theo, come me, è stato pugnalato il Giugno dell’anno scorso. Lui aveva firmato il prolungamento del contratto con Maldini, credendo in un progetto sportivo. E, come me, si è trovato alle prese con una sottomarca di Società a cui del Milan non frega nulla. Si deve confrontare con un manipolo di individui che il Milanismo lo calpestano. Cosa dovrebbe fare? E’ giusto che se ne vada in un club in cui possa guadagnare di più e coltivare le sue ambizioni di vittoria. A lui auguro ogni bene. Auguro ogni male, invece, ai carnefici della mia squadra del cuore. E, a quelli che pensano che sono violenta, perché vorrei andare sotto Casa Milan con i forconi, dico che anche Gandhi lo farebbe di fronte allo scempio a cui ci troviamo di fronte. Ma, ragazzi miei, siete sicuri di amare davvero il Milan? A me sembra che non combattere con il coltello fra i denti contro gli autori di questo strazio sia un comportamento da complici. Colonnello Foglioni, io vorrei te in Società! Figureresti certamente meglio delle nostre parodie di dirigenti. Ah, dimenticavo una cosa importantissima. Je suis Paolo Maldini.

Chiara

P. S. Oggi vado alle 5 Terre. Mi gusterò le loro meraviglie, cercherò di non pensare al Milan e i commenti li leggerò domani.

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.