Più forti o più deboli?

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Manca circa un mese all’inizio del nuovo campionato e qualche giorno in più alla fine del calciomercato, e quindi certamente non è ancora il momento di formulare giudizi definitivi o tracciare bilanci, che in ogni caso sarebbero puramente preventivi, visto che a parlare come sempre sarà il campo. Resta però la tentazione irresistibile di cimentarsi con il giochino più in voga nel periodo del solleone, più forti o più scarsi dell’anno scorso al momento? Mi sento libero di scrivere qualunque cazzata, tanto alla peggio posso sempre dare la colpa a questo caldo che ti toglie il respiro e la capacità di connettere.

PORTIERI E DIFESA

Il discorso non può che partire dalla partenza di Donnarumma, essendo ormai stati versati fiumi di inchiostro e consumate migliaia di tastiere sull’argomento ho ben poco da aggiungere, mi limito a prendere atto  che dal punto di vista tecnico dovremo probabilmente mettere a bilancio un minus, sempre che il buon Iron Mike Maignan non ci stupisca favorevolmente oltre il dovuto; a completare il reparto goalkeeper un secondo affidabile come Tatarusanu e un Plizzari di ritorno che è difficile pensare  possa far peggio di One Million Brother.

Sui centrali difensivi mi sento oggettivamente a posto, avremo un Tomori in più da inizio stagione accanto alla roccia danese, e un trio di alternative di assoluto livello in panca, Gabbia, Kalulu e Romagnoli nell’ordine, io l’ex capitano lo terrei a prescindere che rinnovi o meno, il calcio in tempo di Covid sta cambiando e situazioni come la sua sono ormai all’ordine del giorno, i cartellini hanno ormai un valore solo se finisci in orbita Premier o nella lente di qualche sceicco (e non mi pare il caso di Romagna), diversamente sono carta straccia buona a limite per qualche scambio di plusvalenze (e non mi sembra la politica della Casa).

Moderatamente fiducioso anche sui laterali, Theo e Calabria sono nel pieno della maturità e danno affidamento, su Ballo-Tourè so poco ma tendo a fidarmi dell’occhio transalpino di Moncada, vedrei bene un ritorno di Dalot a completare il reparto ma non starei a tagliarmi le vene qualora non accadesse, posto che a destra possono giocare anche Kalulu e un Pino adattato.

CENTROCAMPO

Il padre di tutti i discorsi sembra essere diventato il rinnovo di Kessie, ed in effetti la conferma del Presidente avrebbe più che altro una grande valenza simbolica, per il segnale che lancerebbe all’interno e all’esterno, qui non ci resta che attendere; un Bennacer sano darebbe ampie garanzie ed un Tonali alla seconda stagione potrebbe iniziare a consolidare il suo processo di crescita, se poi Pobega riuscisse ad adattarsi al ruolo di centrale il reparto potrebbe dirsi pressoché completo.

L’uso dei troppi condizionali e la Coppa d’Africa a metà stagione suggeriscono la necessità di un quinto innesto, è ripartita al proposito la solita litania Bakayoko, mi rifiuto di pensare che nella mente del trio Ma-Ma-Mo non alberghi un pizzico di fantasia in grado di partorire qualcosa di diverso.

TREQUARTI E ATTACCO

La partenza di Calhanoglu ha aperto un buco che deve ancora essere colmato, checché se ne dica il turco (pur incostante) ha fornito negli ultimi anni un discreto contributo in termini di assist e di gol, e anche nei periodi più opachi non ha mai fatto mancare il suo apporto in termini di copertura e di paziente cucitura del gioco tra i reparti.  Sono peculiarità che sembra difficile richiedere al buon Brahim Diaz (conferma graditissima) o ai tanti nomi circolati nelle ultime settimane, troppo sbilanciati nell’ingaggio o nella propensione offensiva (Isco, James, Coutinho); il vero upgrade per la sostituzione del turco a mio avviso sarebbe Luis Alberto, giocatore dalla tecnica raffinata in grado di garantire le due fasi e un buon apporto in termini di gol, ma lì il problema è la possibiltà di intavolare una trattativa credibile col detentore del cartellino.

Detto che sulla sinistra Rebic ed uno tra Leao ed Hauge sembrano fornire sufficienti garanzie (terrei più il primo che il secondo, a me il norvegese non ha mai fatto tutto questo effetto), se ci sono ancora delle fiches da spendere io le punterei, prima ancora che sulla terza punta giovane, sul laterale offensivo di destra, vero punto debole della nostra fase avanzata: Ziyech sarebbe una soluzione sontuosa, anche perché in grado di ricoprire il ruolo di trequartista, ma anche un Ilicic a prezzo di saldo non lo disdegnerei.

Riguardo al centravanti, l’arrivo di Olivier Giroud non può che farmi felice, il pluridecorato francese è giocatore di classe e di esperienza in grado di garantire il giusto minutaggio di ricambio ad Ibra.

E poi c’è lui, inutile nasconderlo, gran parte delle nostre fortune anche per la prossima stagione passeranno attraverso l’apporto che sarà in grado di garantire Re Zlatan: giusto affidare il proprio destino nelle mani (o per meglio dire, nei piedi) di un quarantenne? La razionalità direbbe di no, ma quando si parla di religione entra in gioco la Fede.

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.