U Turn

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Potevano bastare due vittorie consecutive per scaldare timidamente questo gelido inverno, ma mai avrei osato sperare in due vittorie addirittura semi-quasi convincenti.
Non avremo spezzato le reni all’Ajax di Cruijff o al Barcellona di Messi, ma le partite dell’ultima settimana forniscono spunti vagamente interessanti su cui continuare a lavorare.
Confortanti la sicurezza e la tranquillità mostrate dalla squadra, caratteristiche che mancano dalla notte dei tempi, tanto che non ho mai avuto la sensazione che le partite potessero prendere una piega negativa; pensando al rovescio di Bergamo, o alla raccapricciante esibizione di San Siro con la Samp, è un upgrade non trascurabile.

Ci sono poi gli aspetti tecnico-tattici: la non più rimandabile necessità di panchinare lo spagnolo dalla scamorza facile ha obbligato a ripensare una squadra diversa per cercare di essere più solidi in fase difensiva e allo stesso tempo più pericolosi davanti, schierando alcuni giocatori in posizioni più consone alle loro qualità.
Per esempio Kessie, piazzato più al centro a randellare, è parso funzionare meglio rispetto a quando sgroppa a caso da mezzala destra, permettendo al piccolo algerino di giocare un po’ più a calcio e un po’ meno a calci, nonostante abbia rimediato la sua ammonizione quotidiana anche a Cagliari. A proposito, deve essere uscito un decreto sulla Gazzetta Ufficiale che impone di ammonire Bennacer a prescindere,  siamo a 8 gialli in 14 presenze. Il dato è ancor più interessante considerando che Chiellini, no dico, Chiellini, ha collezionato 9 cartellini gialli negli ultimi 3 campionati di serie A in 72 presenze.
Si è poi finalmente deciso di “azzardare” le due punte, che sembravano loro pure vietate per decreto a salvaguardia di fantomatici equilibri (mah). Va detto che Ibra a Cagliari ha addomesticato e smistato palloni che con qualsiasi altro attaccante sarebbero andati persi nel deserto; come dice il grande Avvocato Buffa “quello che gli altri spizzano lui mette giù”.
Viene spontaneo attribuire all’impatto umano e tecnico del suo ritorno questi segnali di (si spera) inversione di marcia, e non posso che unirmi a tutti gli elogi e commenti positivi che ho letto durante la settimana sulla indiscutibile grandezza dello svedese; ma prima di festeggiare l’uscita dal guado meglio attendere conferme e un minimo di continuità, e per parlare di vera inversione dovranno arrivare nove punti nei prossimi tre impegni di campionato e il passaggio alle semifinali di Coppa Italia, altrimenti le ultime due partite saranno state l’ennesimo brodino in un mare di materia organica anfibia comunemente detta merda.

Nel frattempo, ci sarebbe quasi da divertirsi a seguire il mercato, ma anche no.
Il sopracitato spagnolo dalla scamorza facile che non gradisce i fischi, ex gioiello e faro nonché ex perno del proggggetto di Jean Paul, viene valutato almeno 20-25 milioni (ahahahahahah) e a leggere i siti “specializzati” è oggetto di un centinaio di trattative: tutti ci pensano, valutano, ci ripensano, per poi proporre prestiti con diritto di restituzione o rivendita a trance al mercato del pesce, al massimo uno scambio con un usato da rottamare di pari valore con franchigia a nostro carico.
La sensazione è che si stia cercando di sbolognare un bel po’ di gente ormai non più presentabile e liberarsi di ingaggi ben oltre la decenza, ma è un’impresa quasi impossibile. Per ora ci sono riusciti solo con Borini e Rodriguez (quasi)….andate, e insegnate agli stolti l’arte del retropassaggio. Caldara, più che un impresentabile, è un mai presentato: molto belle le foto del suo arrivo a Milanello e i filmati delle prime corsette, sono gli unici ricordi che mi rimarranno di questo ragazzo che doveva sistemare la nostra difesa per dieci anni (!). Non avendolo mai visto non ho veramente elementi per giudicare se un prestito con diritto a 15 milioni è un miracolo o una sola.
Eventuali altre entrate immagino siano legate a doppio filo alle auspicate e quasi impossibili dismissioni, ma nell’attesa magari potremmo prendere un altro dirigente, l’organigramma ha sempre fame.

E per la serie “quello che ieri era vero, dammi retta, non sarà vero domani” continuano le veline condite da indiscrezioni, avvistamenti, smentite, conferme, smentite vigorose, conferme virili, sulla cessione del club: siamo già a leggenda sui livelli della dama cinese.
Mi sembra talmente assurdo che un gruppo come LVMH possa anche solo pensare di mettere le mani nella melma del Milan attuale, e del calcio italiano in generale, che potrebbe persino esserci del vero; per il momento comunque meglio concentrarsi sulle bieche faccende del campo, godendosi il lunch match con i friulani davanti alla santissima polenta domenicale.

Tuco

 

Vedere Gullit e Donadoni fare polpette del Napoli a San Siro mi ha fatto innamorare del Milan, vedere Marco Van Basten segnare il gol più assurdo della storia mi ha fatto capire che il calcio può essere anche arte, vedere Buffon a gambe all'aria un attimo prima di trionfare in finale di Champions sui nemici di sempre ha dato un senso alla mia vita di tifoso rossonero