Cagliari-Milan: presentazione

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La sfida che opporrà il Milan al Cagliari presenta una serie di insidie legate soprattutto allo stato di forma della squadra sarda che nonostante la sconfitta contro la Juventus ha dimostrato di saper tener bene il campo.
L’arrivo di Lopez sulla panchina cagliaritana al posto dell’esonerato Rastelli ha cambiato l’atteggiamento tattico della squadra un tempo più votata al palleggio e al gioco con pressione anche a tutto campo ed ora assai più difensivista. Il 352 di Lopez spesso e volentieri assomiglia a un vero 532 in cui gli esterni vengono impiegati più per dar man forte alla difesa che per offendere ma nonostante ciò lo score del Cagliari non è poi migliorato granché visto che il Casteddu è riuscito a terminare la partita con la porta inviolata in sole 3 occasioni in campionato ma due di esse appartengono all’era Rastelli.
Il Cagliari non ha esattamente una difesa arcigna e questo con buona probabilità è dovuto al centrocampo che pressato con i tempi giusti tende ad andare in difficoltà specie nella zona di Cigarini soffrendo non poco gli inserimenti tra le linee con la difesa che arriva sì a chiudersi ma lo fa spesso in maniera non armoniosa. Nonostante questo 352 prettamente difensivo gli isolani soffrono e non poco proprio sulle fasce dove spesso i terzini vengono presi di infilata permettendo cross respinti spesso con difficoltà dalla difesa che concede in molti casi una seconda possibilità di tiro da fuori area dove i centrocampisti del Cagliari quest’anno in più di occasione si sono fatti cogliere alla sprovvista.
La forza offensiva del Cagliari è affidata ad un punta di peso come Pavoletti a cui viene affiancata una punta più tecnica e veloce come Joao Pedro che causa squalifica verrà sostituito da Farias, giocatore con meno qualità del compagno brasiliano ma con maggior attitudine al sacrificio. Come detto Lopez predilige una squadra molto più difensiva tendendo a lasciare la manovra agli avversari per poi colpirli sfruttando le incursioni di Ionita e Barella con quest’ultimo dotato di un destro preciso capace di produrre cross precisi dalla trequarti per Pavoletti e l’inserimento dello stesso Ionita.
I pericoli maggiori arrivano quindi da perdita di palloni sanguinosi o esposizioni a contropiedi perché Ionita e Barella sono capaci di puntare gli avversari in velocità oltre ad essere dotati di un ottimo tiro. In special modo Bonaventura avrà un compito non facile contro il giovane cagliaritano perché dovrà fornire la copertura necessaria al fine di evitare inserimenti capaci di far davvero male. Si potrebbe dire che Barella è proprio il tipo di centrocampista che avrebbe potuto fare al caso nostro.
La squadra di Lopez non è tra le migliori del lotto, ma va affrontata con estrema cautela cercando di sfruttare a pieno i loro punti deboli.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.