Ostaggi di Montolivo

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Un ostaggio è una persona fisica o giuridica tenuta in sequestro e in proprio potere da una parte 

Risulta evidente come nei giorni scorsi sia andato in onda un Monto Day, cioè una serie di interventi mediatici di Capitan Ricotta che ha voluto riaffermare la sua leadership, il suo comando, il suo pieno controllo sullo spogliatoio, il tutto sotto gli occhi di una comunicazione rossonera che lo ha lasciato fare liberamente. Dal momento che le interviste e gli interventi televisivi sono sempre concordati con la società (ricordate quando Seedorf parlò a Sky senza averne l’autorizzazione?), si deve necessariamente e dolorosamente constatare come il Milan fosse informato su quanto stesse accadendo.

Lo scenario

E’ quello che vede Biglia in ripresa, titolare nel derby vinto in Coppa Italia e titolare in casa contro il Crotone. Due vittorie; si fosse trattato di due sconfitte non sarebbe stato necessario scomodare i media, gli bastano i vari portavoce come Ordine e Cerruti, ma siccome è uscita anche qualche statistica positiva su Biglia…ecco che allora il padrino dello spogliatoio ha voluto mandare i suoi pizzini, i suoi messaggi chiari seppur cifrati. Tenete presente che anche Milan Tv ha fatto la sua parte, avvalorando il concetto di società connivente. Biglia si sta lentamente riprendendo, ma lui non ci sta, il Milan è roba sua, come lo era il Giannino, di cui rappresenta una scoria nucleare nemmeno nascosta in qualche discarica abusiva, ma ben presente nel tessuto connettivo rossonero.

La tempistica

Primo acquisto da fare a gennaio: questa ragazza dal calcio nel culo potente

La tempistica è oltremodo chiara e rende il tutto facilmente comprensibile nella chiave che vi sto esponendo: la pausa del campionato, quando non ci sono le partite e quindi tutti i riflettori sono per lui. Non essendoci altri argomenti diventa quasi un lancio quel “Montolivo a Skysport24”! E chi è Montolivo? Io vedo che interviste del genere le rilasciano i capitani, quelli veri, i grandi campioni, i giocatori che fanno la differenza, non certo un mediocre centrocampista capace di sfornare assist che si contano sulle dita di una mano di un monco. Per non parlare dei gol. Costui ha una propaganda personale che non è avvalorata dai fatti. Se la squadra perde tutti prendono 4, tranne lui…e il pagellaro di turno si affretta a dire che nel disastro l’ex capitano si salva e prende 6; ma questo presunto giocatore gioca terzino o centrocampista? Se tutti prendono 4 forse è lui che li fa rendere da 4, possibile che nessuno ci arrivi? Ma si sa che gran parte della stampa, il solito branco di servi della vecchia gestione, è dalla sua parte, non perdendo occasione per esaltare le gesta di questo carbonaro per denigrare tutto il resto.

Il messaggio

Il messaggio è molto chiaro e nei vari contenuti delle interviste emerge in tutta la sua limpidezza: qui comando io, se io gioco le cose possono girare al meglio, se io non gioco qui non funziona nulla. Che poi però con Biglia in campo si è vinto il derby e con il Crotone, ma vallo a spiegare a questa stampa di incapaci. Spiegalo a Ordine, magari gli mandiamo un disegno con spiegazioni stampate su modello istruzioni Ikea. La maggior parte dei tecnici è anche stata mandata via perchè in contrasto con lui, organizzatore di spaghetti alla carbonara con altri del Giannino. Su Montella si affretta a dire che era poco empatico, tradotto…mi stava sui coglioni. Lui fa capire che è imprescindibile con toni da vero padrino dello spogliatoio, dove evidentemente gode di leadership. Anzi parla da capitano. Mai vista una cosa del genere, mai visto un giocatore che detta legge in questa maniera, nemmeno il Maradona dei bei tempi. Mai visto uno che viene degradato e che rimane, chiunque altro troverebbe un ingaggio altrove, ma lui no, lui resta anche perchè questo mediocre centrocampista succhiascarpini prende un ingaggio molto alto e le squadre del suo livello, cioè quelle da zona retrocessione non se lo possono permettere. Purtroppo chi gli ha rinnovato il contratto ci ha rovinato.

La società

La società in tutto questo che fa? Lo lascia parlare a reti unificate anziché metterlo a tacere. Lo lascia fare e lo difende. Mirabelli viene in suo soccorso e afferma, in un evidente momento di delirio, che potrebbe giocare al posto di Kessie! Dio onnipotente che bestemmia. Frank corre per 15 e questo paracarro invece si nasconde! Come dire, nessuno tocchi Montolivo! Sono sbalordito ed esterrefatto, questo qui andava ceduto, cacciato, mandato via, paventando tribuna e inattività per un biennio. Invece è rimasto, è stato un suicidio, abbiamo portato Alien sulla terra, ci siamo messi in casa il seme della rovina, il seme del Giannino, il seme della carboneria, del complotto alle spalle, del giocatore che fa i sotterfugi. Costui rappresenta il Giannino nella sua più vomitevole espressione, il non senso della squadra, il giocatore che determina non i risultati, ma le rivolte. Quando poi devo leggere di gente che piagnucola della Juve che vince solo per gli arbitraggi mi verrebbe di chiudere tutto e dedicarmi ad altro. Alla Juve il Conte giocatore fu allontanato, Del Piero, sottolineo Del Piero, è stato messo da parte con tutta la sua storia. E Buffon adesso patisce, tu giochi solo quando stai bene. Buffon, Del Piero e Montolivo.

Ma dove cazzo sta il Milan? Ma c’è qualcuno che comanda? La stampa quotidianamente infanga tutto con le vedove del Negromante, guitti televisivi imperversano rovesciando ettolitri di livore, giornalisti che, fino a qualche mese fa suonavano il mandolino e il clavicembalo ben temperato, adesso sono diventati dei fustigatori. E il Milan zitto. Bacca spara minkiate e nessuno che lo chiami e gli ricordi che può tornare a pescare nella mare di saliva che sputa mentre gioca i suoi solitari calcistici. Dove cazzo sta il Milan? A me sembra uno di quei negozi in cui entri e non trovi nessuno, c’è qualcuno? C’è qualcuno che prende delle decisioni o stiamo sempre a tribolare su Elliot, New York Times, Stampa, fondi arabi e tutto il carrozzone di congetture che va avanti da mesi? Qui conta anche il campo, qui conta anche il pugno di ferro, qui conta anche avere una barra dritta in Italia, qui occorre contrattaccare, rispondere, finirla con il giochicchiare sui social. La comunicazione non può essere solo quella delle cose formali, dei filmati preconfezionati, delle auto celebrazioni. Il consenso si ottiene anche facendo vedere che non si può andare oltre, il consenso si conquista anche sbattendo il pugno e magari anche con qualche calcio nel culo.

Oppure

Oppure siamo alla canna del gas, necessitiamo di risultati a tal punto che dobbiamo anche ingraziarci Montolivo, una società gloriosa che ha quasi 120 anni, molti dei quali passati dominando il mondo, adesso è costretta a far comandare e subire i capricci di un mezzo giocatore che da quando è presente, e sia maledetto in eterno chi lo ha preso, non combiniamo un cazzo. Con lui e i suoi amichetti siamo spariti dal calcio e nelle fatali Verona di questi anni c’era lui in campo e magari lo spieghiamo a Cerruti1986 che ormai scrive delle monografie foderate da cantico; infatti ha esaltato la figura di Cutrone del quale non sa nemmeno nulla, era tanto per denigrare tutto il resto strapagato; ma quando il suo amico Condorasino prendeva proprio Montolivo e lo rinnovava non era meglio prendere un giovane che costava meno e di belle speranze? Questo Cerruti1986 non ce lo spiega. Ma lascia perdere, totalmente privo di credibilità insieme al portavoce di Montolivo, cioè Ordine; mi chiedo perchè di Milan debbano parlare sempre gli stessi, sempre vecchie cariatidi che già erano presenti sulle navi di Caio Duilio nella prima guerra punica. Mi stanno facendo rimpiangere Fedele e Pellegatti ed è tutto dire. A cosa sono ridotto. Perché di Milan non parla qualche nuova giovane leva, perchè non si trova un giornalista vero, non uno cresciuto con questa gente che per anni ha fatto da codazzo, portando lo strascico al Condorasino. Perché?

Soluzione

L’unica percorribile è prendere il comando di questa squadra che va alla deriva dal punto di vista degli equilibri interni e dal punto di vista della comunicazione, ben sapendo che questi gianninismi sul campo si tradurranno in prestazioni indecenti. Che deve pensare la squadra se ha un capitano ufficiale mentre si atteggia ad esso un impostore? Che poi gira la favoletta che Bonucci non meritasse, ma perchè quando il potente Montolivo fu incoronato tale lo meritava? No perchè questo lo divenne per diritto divino, mentre tutti gli altri sono impostori. Ma finiamola con questa cazzate, Mirabelli si decida, prenda il comando o lasci stare. In tutto questo bailamme ci mettiamo poi Abbiati, la cui presenza ancora la devo capire; altro residuato bellico inesploso del Giannino, tenuto lì a non si sa a fare cosa se non presenziare in tribuna vestito come un attore di teatro di avanguardia, tutto di nero, magari porta pure la calzamaglia. Il Giannino e i suoi epigoni dovevano essere estirpati, si doveva bonificare l’intera area fino ai confini dell’intera Lombardia. Se invece siamo ridotti che un mediocre giocatore da calcio angolano detta legge, allora altro che miniere inesistenti, altro che prestiti da restituire, altro che interessi esorbitanti, altro che Elliot, Billy e draghi, allora il fallimento e la scomparsa sono già insiti dentro di noi, non è più importante che fine farà il Milan, ma che fine ha fatto. Allora è tutto finito, allora siamo già morti. Io mi ribello a tutto questo, noi del Night ci ribelliamo, ma non possiamo sempre essere i soli a farlo, non possiamo più essere quelli a cui sta a cuore il Milan a prescindere. A Casa Milan c’è lo statuto di quello che fu il Milan, adesso servirebbe appunto il Milan e i colori rossoneri vanno portati con orgoglio non insudiciati con le massonerie giornalistiche. Il calcio è uno sport meraviglioso, ma quello nel culo è un unguento medicamentoso dagli effetti miracolosi: a giocatori inutili, giornalisti indegni e procuratori famelici. Agli ordini!

Gianclint

 

 

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.