Mi sono stufato

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Mi sono stufato di perdere contro la Juve, di essere sempre inferiore e di vederli vincere sempre. Sarà una banalità, ma è la sensazione che ti rimane a fine partita, dove a loro non capita mai un imprevisto, mentre noi siamo qui a maledire questo o quello. Alla fine, se uno riflette, capisce anche che, rigore a parte, non abbiamo fatto fare una sola parata al codice fiscale polacco. Loro, di contro, senza strafare hanno disbrigato una pratica; noi per loro siamo questo, una semplice pratica. Inutile stare qui a ricordare che veniamo da un decennio di dismissioni, mala gestio, avventure finanziarie, mercati dispendiosi e quanto altro. Alla fine noi siamo qui a piangere, ma del resto se fai subentrare un negato per il calcio come Borini che si distingue, non certo per i colpi, me per una stupida capigliatura rimediata mentre rifacevano le strisce pedonali sotto casa insieme al consueto pippone che il Gormitaro ci rifila…, allora devi piangerti addosso.

Le treccine di Laxalt sono inconfondibili

Mi sono rotto di vedere il solito non calcio che arriva alla sublimazione solo contro squadrette e nel recupero del recupero. Con questo non chiedo certo l’esonero, ormai con Rino siamo e con Rino finiamo. La mia inquietudine è per il futuro, o si prende un allenatore in grado di fare un gioco costruttivo oppure amen. Non ne posso più di un calcio lento, bradipo e ruminato, dove mezzi giocatori adattati la fanno da padroni in un niente che sconfina nel nulla più assoluto. Ci sono squadre minori, che hanno meno mezzi e punti di noi che si lasciano guardare. Noi ariamo il campo producendo un anti calcio vomitevole che procura conati a ripetizione.

Mi sono rotto di vedere partite in cui il portiere avversario schiaccia pure un pisolino, tanto non succede un cazzo e dove la cosa più emozionante è quando si riempie la tribuna con 500 dirigenti, ma se si fa male qualcuno si alza ancora Montolivo. Mi sono rotto di gente sempre rotta e scusate la cacofonia. Biglia 5 partite e una frattura, quattro partite ed uno stiramento, 6 partite e due amputazioni. Giocatori il cui rientro viene sempre affrettato perché i sostituti sono un qualcosa di ributtante e ripugnante come Abate e Calabria che andrebbero spediti, rispettivamente, in prestito al Monza e poi allo Sporting Cabinda in Angola. Basta con Abate che ricama un calcio degno di uno scarpone; cross decisivi sparati verso la stazione orbitale tra lo stupore generale e creandoci forti attriti con la Nasa. Per non parlare di Calabria che passa più tempo dal pediatra e dietro alle pappine che a giocare. Basta con questa gente, basta.

Laxalt non può giocare nel Milan e non solo lui. Si presenta con i capelli di Predator e poi nella stessa azione commette due errori da giocatore degno solo del Monza. Laxalt lo prendi e punisci duramente negli spogliatoi rapandolo a zero e mettendogli una parrucca da cantante dei Camaleonti. E basta cazzo. Mi sono rotto di Kessie che gioca come se fosse nella Savana; è chiaro che non vede gli avversari, ma leoni e gazzelle che rincorre senza senso, prova ne sia che non vede le righe, non vede i compagni, non vede il pallone, non vede una minkia. Per non parlare di Zampatainculo che già è stordito di suo, ma dopo due pallonate in testa ha finito completamente rincoglionito pensando di essere a Villareal e cercando Rossi in campo. Mi sono rotto, mi sono veramente rotto di giocatori turbati da crisi matrimoniali, ma che durante la settimana il dolore è così forte ed intenso che devono sfogarlo su Instagram, salvo poi essere ridicoli in campo. Sono stanco di vedere tiri senza senso che appartengono al mondo del latticino e dell’industria casearia. Stanco di leggere proclami e programmi sulle pagine ufficiali della società e non vedere un solo straccio di pressing. Roba che se prendi la scuola calcio giovanile del Valmontone ha più furia agonistica. Non sanno pressare, non sanno cosa sia e soprattutto non gli interessa saperlo, sempre che ci sia qualcuno in grado di spiegarglielo. Cosa di cui dubito fortemente.

Mi sono rotto i coglioni di vedere i retropassaggi ogni 30 secondi. Sembra il navigatore di quando ci sono gli ingorghi: trova tutto intasato e riprova dalla parte opposta; talvolta un corner a nostro vantaggio diventa un’occasione per fare un bel retropassaggio. Sono certo che la società paga un bonus a chi fa più chilometri in retropassaggi; si è sbagliato sport, il rugby era la giusta disciplina…per molti e dalla precisione dei tiri da fuori…la mia teoria trova ancor più fondamento. L’effetto sorpresa non sappiamo cosa sia, aspettiamo che tutti gli avversari tornino alle loro mansioni…poi, con la dovuta calma, ricominciamo un tiki minkia che gli avversari combattono facilmente alzando un pressing appena sufficiente. Questo non è calcio, questo è un qualcosa da voltastomaco e mi sono rotto abbondantemente di dover trovare delle positività in un qualcosa che non ha nulla di positivo. Non mi beo di rompere le reni al Chievo, ma vorrei giocarmela contro Juve e Inter, ma non è possibile visto che facciamo talmente schifo da realizzare zero tiri tra le due gare. Ma di che parliamo? Parliamo del nulla, parliamo di un minimo sindacale che non esiste.

Mi sono rotto dei ritorni, da noi tornano tutti: calciatori, dirigenti, allenatori…è tutto un ritorno. L’unica cosa che non torna è il vero Milan. Siamo sempre qui a sperare, ma siamo solo ciò che rimane di un impero romano corrotto e fradicio nelle fondamenta. Ma tanto oggi torna quello, domani torna quell’altro e tantissimi tornano a farsi le pippe per i vari ritorni ipotizzati. Mi sono rotto di vedere gli isterici in campo, Higuain prende 9 milioni e per 9 milioni il rigore o lo sbatti in porta o lo sbatti in porta. La tua vendetta la consumi agendo per la squadra e non per il tuo ego. Per 9 milioni ti prendi il cartellino giallo in silenzio e non ci lasci in balia di Borini e Castigliokko in quel di Roma contro la Lazio. Ho massacrato Paletta, Kuco Muco e Mexes per molto meno. Vengono e vogliono farla pagare a chi li pagava prima. Inaccettabile.

Adesso aspetto gennaio dove voglio risposte a tutto questo schifo, voglio vedere se questi illuminati mi portano un altro cancro del Genoa di quella piaga chiamato Gormitaro oppure cercheranno di ricostruire il Milan. Elliott ci faccia capire se ha intenzione di fare un grande Milan o venire a vedere le partite con Abate e Borini. I 550 dirigenti sotto contratto si mettano in testa che di anni zero, ricostruzioni, umiliazioni, calci nel culo, prese in giro, buffonate, minkiate, puttanate e bugie ne abbiamo i coglioni pieni. Io non voglio più sentir parlare di questo o quello, voglio fatti e azioni concrete, ad iniziare da un percorso tecnico che ci porti ad avere un vero allenatore, uno che sappia far giocare una squadra in maniera decente. Io non so voi, ma io di vedere questo calcio non ne posso più. Ci vuole tempo? Chiamatemi quando sarà il momento e se la risposta saranno ancora ritorni, non mi chiamate affatto. Il mio ideale è un utopia: dirigenti che non sappiano nulla del passato, che non sappiano nemmeno dove sia sepolto Kilpin e chi tanto meno sia. Menti azzerate. Non ho mezze misure.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.