I girotondi

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Un caro saluto a tutti. Scrivo nella speranza che la società che ci fornisce i servizi di hosting abbia risolto i gravi problemi che l’hanno colpita; purtroppo da giovedì scorso sono oggetto di un attacco informatico talmente intenso che è andato down anche il loro sito. Io vi ringrazio a prescindere, nonostante questi gravi problemi, non avete mancato di scrivere sul blog. Chiaramente i nostri numeri ne hanno risentito, ma dopo essere andato sulla pagina Facebook della suddetta società, ho scoperto che numerosissime aziende ci stanno rimettendo ben altro. L’augrio che ci facciamo tutti è quello che il problema venga risolto al più presto.

La vittoria contro la Lazio è stata salutare per tutti, ci voleva proprio, per la nostra classifica e anche per uscire da quell’imbuto di impotenza in cui ci eravamo cacciati da quasi un mese, inanellando prestazioni schifose e di conseguenza risultati negativi. La partita di sabato è stata bella ed intensa, combattuta fino alla fine e anche oltre. Le polemiche arbitrali non mi hanno mai riguardato, anche quando i danni erano evidenti e lampanti, non comincerò certo oggi; mi limiterò soltanto a commentare il dopo gara; i tempi sono cambiati, una volta si litigava, durante la settimana, a colpi di interviste (leggendaria la lite tra Massaro e Tacconi), ma oggi accade sui social in tempi fortemente ristretti, coinvolgendo un pubblico che è presente in tempo reale alla lite stessa. Cosa voglio dire…, intendo dire che i calciatori farebbero bene a scrivere sempre di meno; in primo luogo perché non ne sono capaci, in secondo luogo perché si vengono ad innescare delle reazioni che coinvolgono troppa gente.

Fatta questa premessa, non avevo gradito l’atteggiamento di Ciokko Baiokko che aveva risposto ad Acerbi; si risponde sul campo, come poi è realmente avvenuto, con una reazione di Baka degna della sua fama, a me è piaciuto tantissimo ed è stato un faro per noi. Tuttavia il dopo gara, figlio delle smargiassate settimanali, è stato certamente poco edificante, ma neanche quella tragedia che viene dipinta. Voi sapete benissimo che non ho mai perdonato nulla ai vari Ruttari e Bigodinnier, Magua e Nient ed altri elementi selvatici che hanno infangato la nostra maglia per oltre un lustro; aggiungo anche che Baiokko e Kessie se la potevano anche risparmiare, ma io non ho nemmeno intravisto questo atto contro la divinità, questo atto di “ubris” talmente grave da meritare la “tisis”, cioè la punizione degli dei. Per me uno che picchia a fine partita, vigliaccamente come Luis Felipe, è molto peggio. Chi offende un addetto stampa portatore di handicap è peggio del peggio. E invece abbiamo dovuto sentire i belati di chiunque.

Hanno parlato tutti, da sottosegretari a moralisti di ogni risma finanche a qualche “girotondino” pentito. Infatti non è mancata l’opinione di Capezzone che ha dato dei tribali a Kessie e Baka. Io capisco il tifo, ma dare dei tribali non lo accetto, specialmente da chi faceva il “girotondino”, organizzando pagliacciate di questo tipo attorno alla sede Rai contro l’occupazione delle poltrone da parte dei politici al governo dell’epoca. Iniziativa lodevole quanto ridicola, ma i principi da cui muoveva erano appunto lodevoli. I radicali, all’epoca, vivevano di battaglie come questa; salvo poi fare il salto della quaglia e passare a fare il portavoce del Popolo delle Libertà…che nel frattempo avevano occupato la Rai, ma non fa nulla; atteggiamento tipico di questi personaggi. Potrebbe fare anche il portavoce della Lazio e passare nella stessa stagione a farlo per il Milan, affiancandosi ad elementi della stessa razza. Nessuna meraviglia.

La partita ha detto molte cose, soprattutto positive; parto sicuramente da Reina, un professionista con la P maiuscola. A parte la grande parata iniziale su Immobile, parata veramente decisiva, mi hanno colpito la sua leadership innata e la capacità di far ripartire l’azione come non vedevo dai tempi di Seba Rossi che con un colpo di clava/braccio arrivava a centrocampo. Ma vi rendete che arma che potrebbe essere? Di Ciokko Baiokko ho già detto e ribadisco che mi ha spellato le mani a furia di farmi applaudire. Buona anche la capacità di Musacchio di lottare e di essere molto concentrato; ci aggiungo anche il buon Zapata che è entrato dopo molto tempo con grande piglio e determinazione. Kessie rimane un’incognita indecifrabile, nel senso che può alternare vere e proprie vaccate che ti farebbero spaccare tutto, ma anche essere ovunque in campo e battere un rigore con freddezza glaciale.

Su questo, da tempo immemore, ho una mia teoria. Da certi atteggiamenti a me sembra che Kessie non conosca l’attuale risultato della partita e sul rigore era convinto che fossimo in vantaggio, lo stesso Borini gli ha sussurrato,prima del rigore, di fare il 5-0… Allo stesso modo credo di aver capito quale sia la balistica del turco: si chiama “balistica a contrariis” nel senso che si allena giornate intere a mozzare le teste delle sagome o a spezzarne le gambe; solo così si spiega la straordinaria capacità di riuscire sempre a trovare una testa, un braccio, una gamba, un esofago, una cistifellea da colpire con la precisione che ho trovato solo in American Sniper… Corre, si danna l’anima, rientra, marca, ma mi rimane sempre la sensazione che dovrebbe fare ben altro.

Concludo dedicando qualche riga all’esperto di editoria sportiva nei giusti toni che, nella preghiera del sabato, ha espresso i soliti triti e ritriti concetti di “mondo contro” che lo affascinano da tempo. In particolare si è soffermato sulla “delazione” che la Roma avrebbe fatto, scrivendo delle lettere all’Uefa sul nostro mercato di gennaio. Eh beh…se lo dice lui che si tratta di delazione…bisogna credergli; del resto se ne intende bene e ne fece largo uso quando scrisse o chiamò l’editore di Milan News, facendoci cacciare all’istante. La delazione come arte, portata avanti dai suoi compagnucci di merende che lo informano in tempo reale sugli scritti di questo blog. Trattasi delle solite miserie da parte di un gruppetto di sfigati la cui inutile esistenza a Sparta sarebbe giustamente finita con un bel calcio nelle terga e giù dalla rupe. In seguito aggiunge che i bilanci del Milan erano attaccabili fin dai tempi del Giannino…, allorquando il mercato veniva fatto senza criterio e le mancate qualificazioni non erano drammi. Strano…quando lo scrivevamo noi, al tempo…(e con un decennio di anticipo) eravamo quelli scesi dal carro, gli ingrati, quelli che non stanno vicino alla squadra e quelli che al raduno erano assenti, mentre quelli presenti erano i veri tifosi. Già…come no, Capezzone dove sei? C’è posto anche per te.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.