Crisi Milan: nessuna meraviglia

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Sono un tifoso maledettamente atipico, dovrei essere mosso dalla passione per poi giungere ad un sentimento affettivo verso il mondo Milan. Negli anni, purtroppo, la passione è rimasta, ma non sfocia nel sentimento…, bensì si ingenera un atteggiamento diverso, portandomi a non provare alcun sentimento verso ciò che afferisce alla sfera rossonera; non sopporto la proprietà e la masnada di dirigenti che ne consegue; tantomeno ho sentimenti verso i portatori insani della maglia, in pratica li detesto tutti. Non parliamo poi della comunicazione, non ne parliamo proprio che mi rovino la serata; lì farei una pulizia etnica, tecnica e definitiva. I disertori del Giannino, i ruffiani, i raccomandati, gli inetti e gli incapaci li caccerei tutti. Del resto, i risultati di questa comunicazione incompetente sono davanti agli occhi di tutti.

A Scaroni con affetto

Questa disgrazia che mi porto dietro ha però un vantaggio (almeno uno), mi fa guardare le cose con un certo distacco e non mi faccio prendere per il culo, non mi commuovo per i ritorni (gli ennesimi), non giustifico a prescindere e riesco ancora a guardare lontano. Avevo detto che con un mercato fatto di due retrocessi non si andava lontano, potevano essere buoni elementi, per carità, ma a patto che si prendesse altra gente forte; tuttavia gli illuminati, quelli esperti di capelli fonati e dichiarazioni senza senso, non hanno intuito un solo problema che aveva questa squadra, nemmeno uno. Perdi Ciokko Baiokko e lo rimpiazzi con un fantino? A destra hai un calciatore che ha avuto due bruttissimi e ravvicinati infortuni (Conti) che purtroppo non riesce ad essere più un calciatore; poi ne hai un altro che calciatore non è mai stato (Calabria). E non cerchi una soluzione sul mercato? Faccio un piccolo inciso: avevo scritto che la squadra non andava lasciata sola, ma chi voleva andare allo stadio doveva farlo e incitare i colori; a che serve andare lì e fischiare Calabria al primo dei 579 errori della partita? Allora fate come me, rimanete a casa e ditegliene di ogni; io penso che vadano incitati fino alla fine, poi dopo, si emette il proprio giudizio di gradimento, positivo o negativo che sia. E ve lo dice uno che, nella premessa, ha messo nero su bianco di non provare alcun sentimento verso questi figuranti.

Nel titolo ho scritto “nessuna meraviglia”, ma non perché sia un veggente (ho ipotizzato un sesto posto), ma perchè non capisco come possa andare bene una squadra la cui società non ha alcun progetto sportivo; a parole sparano scemenze per creduloni; torneremo grandi, al posto che ci compete, in Europa, nei primi posti e cazzate simili; nei fatti (e ci metto tutti) si fa un mercato ridicolo, con economie di scala, poppanti alle prime armi e un croato che dopo averlo visto domenica sera non so se ridere o piangere. Arriva questo Rebic e leggo di gente infoiata e arrapata per la sua faccia quando è sceso dal taxi. Roba da non credere…, con i “spacco botilia” come piovesse. Nei fatti costui in campo trotterella e rimbalza e di lui si ricorda un calcione rifilato alla prima giornata. Siamo a Novembre e apprendo che è sovrappeso di 4 kg. Si sarà ingozzato di due cinghiali, tre bisonti e una decina di barbagianni. Che professionista! Io i giocatori li guardo in faccia: quando è entrato in campo aveva la faccia di chi in quel momento aveva altro da fare: “Ma no Mister, proprio adesso? Mi stavo facendo una fettina (2 kg) alla pizzaiola”. Se chi entra in campo, e ci metto anche Leao, fa rimpiangere non solo chi è uscito, ma anche chi abbiamo cacciato negli anni, è tutto dire. Però girava la storiella che c’erano i grandi campioni del passato che avrebbero spiegato a questi cialtroni i valori della maglia; tutte cazzate. Sono anni che si va avanti a cazzate. Attenzione, sabato mattina leggerete che Rebic, grazie alla dieta Luciana Turina, ha perso ben 13 chili, tanti quanti sono i punti del Milan; che colpa ne ha lui se abbiamo solo 13 punti? E’ colpa degli arbitri, della federazione, della carboneria e della P2. Come al solito.

Nessuna meraviglia, anche perchè l’unico progetto è il business legato allo stadio. Il Presidentissimo Scaroni non pensa ad altro e Gaetano Curreri, frontman degli Stadio, gli ha fatto pervenire in dono un loro disco d’oro “Grande Figlio di Puttana”! Con tanto di dedica: “A chi pensa a noi tutto il giorno e non perde occasione per dedicarci pensieri dolcissimi in pubblico ad ogni intervista”! Ma le novità non sono finite! Fangazidis, con le ascelle sudate e piene di puro succo colante, ha partorito un’idea innovativa e necessaria: “prendere un dirigente”! Cazzo, questo è un genio, di un dirigente, matricola ACM47016912, se ne sentiva l’assoluta necessità; infatti il sudafricano venuto da Marte ha certificato ufficialmente la sua inutilità a cercare nuove sponsorizzazioni; aspetta aspetta, ma chi è che da mesi lo definisce incapace di ciò? Ma si, quel criticone di Gianclint…; del resto mi fu risposto che uno sponsor non si trova dall’oggi al domani, cazzo ma nemmeno in un anno… Del resto quando arrivò questo Duca Conte, braccio armato del fondo speculativo, c’era gente che eiaculava per strada; orgasmi multipli spontanei al grido di AIVAAAAAAAAANNNN. Attenzione, sabato mattina leggerete che una parte della mente di Leonardo da Vinci è stata trapiantata nella testa calva di AIVAAAAAAAAANNNN. Scusate…non ho resistito…, ma non ho alcun segnale dalle mie parti basse…

Ed ecco che nei prossimi giorni Manfred Von Oettle, cresciuto nella scuola manageriale prussiana, la stessa del bisnonno…, verrà incoronato nella sala delle conferenze! Herr Oettle è uno con i contro coglioni ed è stato insignito del grado di Feldmaresciallo Head of Sponsorship Sales. Nel creare nomi e compiti altisonanti siamo fenomenali. Costui deve cercare nuove sponsorizzazioni e quindi la scommessa cambia; troverà più sponsor lui entro fino dicembre o farà più gol Leao entro la stessa data? Una gara durissima. Se a gennaio la classifica ci vedrà così indietro…non è escluso che Oettle possa essere quel terzino destro che tanto ci manca. Questo è il piano di Fangazidis. Tutti devono saper far tutto. Gazidis potrebbe succedere a Pioli, per esempio, a patto che Elliott gli alzi l’ingaggio, l’unico che può crescere, ma a discapito di altri. I giornalisti per esempio devono anche servire in cucina, ma non dovrebbe essere uno sforzo durissimo… I giocatori, quelli più adatti, dovranno anche arare i campi di Milanello: qui possiamo sfoggiare uno squadrone. Rebic? Beh Rebic no, lui spacca botilia, quindi sarà addetto alla raccolta differenziata del vetro. Attenzione, sabato mattina leggerete che Manfred Von Oettle è un predestinato: il nonno sponsorizzò con Hugo Boss le divise delle SS.

Sulle ultime prestazioni ho poco da dire; hanno detto tutto gli amici che mi hanno preceduto e tutti voi nei commenti. Purtroppo il livello intellettivo, come da me scritto più volte, dei nostri prodi è molto basso, al punto che si parla sempre di errori gravi, marchiani e grossolani. A questi ci aggiungiamo l’involuzione degli attaccanti e le decisioni suicide di Pioli. Certo, avevamo spezzato le reni all’ultima in classifica con un calcio piazzato e questo aveva fatto rialzare la testa ad alcuni che sproloquiavano di quarto posto. Peccato aver perso contro la Lazio, altrimenti era scudetto. Non disperate, Elliott a gennaio vuole investire, ma senza spendere. E’ come Pioli che vuole vincere senza segnare. Il Milan è questo e presto sulla pagina FB dei comunicatori ufficiali decreteranno l’autogol più bello di novembre. Non disperate, lo ripeto ancora, da qui a gennaio si parlerà di Ibra! IBRAAAAAAAAAA e giù pisellate al televisore, eiaculazioni precox, multiple e urla animalesche. E io rimarrò da solo, mai come questa volta, a predicare nel vuoto che chi di ritorno vive, disperato muore. Attenzione sabato mattina vi diranno che Elliott è il più grande ed illuminato proprietario (o padrone) di tutti i tempi…e io per rispetto al 2 novembre appena passato penserò un dolcissimo e tenerissimo…li mortacci…

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.