Ascoltatela

4240

Ho detto tutto la settimana scorsa e rischierei soltanto di essere ripetitivo. Se qualcuno si fosse perso il mio compendio, eccolo qui. La gara con la Fiorentina ha detto poco di più di quello che già sapevo. Un obiettivo minimo per salvare una stagione che, ad un certo punto, sembrava anche tragica. E’ il minimo sindacale, nulla di più. Rimangono molte positività, ma anche tante negatività. Le conosciamo tutti, inutile stare qui ad elencarle; ne abbiamo già parlato e straparlato tante volte, tutti quanti. Finisce con una goleada, ma con l’accrescimento delle mie ragioni nell’immaginare, nella prossima stagione, un Hakan più al centro del gioco. Ripeto, la gara contro i Viola non è indicativa, ma che il turco in posizione centrale sia molto più efficace è indubbio. Come è altrettanto indubbio che in questo calcio attuale le palle inattive siano determinanti, Inter docet… Visto che abbiamo questo tiratore, il nostro scopo deve essere quello di portarlo al tiro o all’assist che ha sicuramente nelle corde. In più non è indolente, a differenza di certe bestie viste a queste latitudini in questi anni. Ricominciare dal turco è essenziale. Su innesti, mercato o altro non mi esprimo, ma è evidente che bisogna rinforzare e di molto, con preghiera e silenzio. Aspetto il quadro finale, poi vedremo.

Ecco il post-it con il numero…

Mi permetto adesso di riprendere un certo discorso per poi arrivare ad un altro concetto:

Quando un Club cambia proprietà, si tratta di una dinamica abbastanza normale. Silvio Berlusconi si ritrovò in dote da Farina nel 1986 soggetti del calibro di Baresi, Maldini, Tassotti, Filippo Galli, Evani e Virdis, la nuova proprietà del Milan 2018 se ne è vista lasciare in dotazione altri. Comunque giovani, comunque interessanti e comunque di talento. In casi del genere, bisogna conservare il sangue freddo, essere lucidi e non sanguigni. Tanto le cose fanno il loro corso e nessuno manca di rispetto a nessuno, vicende delicate come i cambi di proprietà vengono indirizzate dai meccanismi più che dalle persone. In ogni caso il nuovo Milan non ha affatto rinnegato quanto ha potuto gestire dopo il passaggio di consegne, tant’è vero che sono stati rinnovati i contratti, con i giocatori sostanzialmente riacquistati, a Donnarumma, Suso, Calabria, Cutrone e Plizzari. E si vuole assolutamente fare la stessa cosa con e per Romagnoli. La giovane età e le prospettive del Milan restano un valore, ma se con il passare degli anni cambiano le idee e le scelte questo non significa mancare di rispetto.

Tratto da Milan News del 19/05/2018

Rocco Maiorino ha trascorso al fianco di Montella ogni minuto e ogni giornata di questa stagione. E non lo ha fatto da “direttore”, come convenzionalmente lo chiama lo stesso tecnico rossonero. Lo ha fatto da uomo di fiducia di Adriano Galliani, ma ha declinato la sua presenza a bordocampo all’insegna della sintonia tecnica e dell’empatia umana e psicologica con tutto lo Staff, nulla insomma di calato dall’alto. Nessuno come lui sa quanto sia stato raffinato e qualitativo Vincenzo Montella nella costruzione dello spirito di questo gruppo e della forgia di questa squadra. L’unico titolo assegnato fino ad oggi in stagione ad una squadra italiana e 39 punti nel girone d’andata in Campionato non sono arrivati per caso e il merito numero uno è da ascrivere a Vincenzo Montella. Con il contributo e il sostegno di tutte le altre componenti del Club, sportive e non sportive, perchè il dialogo che ha saputo instaurare l’ex bomber campano è stato a 360 gradi. Queste cose Maiorino non solo le sa, ma le ha viste nascere e ha dato una mano a costruirle, non c’è bisogno che qualcuno si svegli tardi al mattino per ricordargliele.

Tratto da Milan News del 20/03/2017

In pratica sono due estratti dalla preghiera del sabato che il Muezzin di Casa Milan lancia ai fedeli il sabato mattina. E’ evidente che in quello del marzo 2017 si esalta la figura di Maiorino come unico dio. Una visione simile a quella del Re Sole. 14 mesi dopo, sabato scorso, in pratica Maiorino non ha lasciato nulla. Anzi, ci ha costretto a spendere per riacquistare i giocatori. Ma questo è l’ennesimo esempio della coerenza, sono anni che difende l’indifendibile, salvo poi attaccarlo se va via. Su questo potremmo citare migliaia di casi, tra cui ultimamente Balotelli. Prima era colpa nostra se faceva schifo, adesso è scarso. Purtroppo i suoi seguaci non conoscono nemmeno il significato della parola coerenza, anzi non l’hanno mai né scritta né pronunciata. Al vocabolario manca la pagina. Parliamo di una razza in via di estinzione, grazie a Dio: l’abbonebete. Descriviamolo questo abbonebete: è lì con il muco che gli cola dal naso, guarda lo schermo con gli occhi che si inseguono seguendo delle orbite indipendenti, una parallela all’asse di Giove, l’altra a quella di Saturno. Una mano invece è impegnata a procurarsi del sano orgasmo da autoerotismo per i discorsi sugli Onestoooooni, sugli Juventini, sugli arbitri, sulle trame di palazzo, massoneria, servizi segreti deviati e compagnia cantante. Questo è l’humus in cui si esaltano ed eccitano costoro. Fortunatamente, dopo qualche anno in cui veniva regolarmente pubblicato un file pdf sul numero di abbonati…adesso ci sarà in giro qualche post-it con l’attuale numero di abbonebeti. Un canale distrutto dall’incompetenza e dalla tracotanza. A questo aggiungasi l’appendice di Rmc Sport dove una volta a settimana si parla di Milan. Eufemismo.

Ecco allora che voglio lanciarvi ancora il messaggio di Radio Rossonera, sosteniamola, ascoltiamola, portiamola con noi, perchè il panorama, come vi ho appena dimostrato è quello lunare o post atomico. Il nulla, il niente. Diventate soci, c’è una comodissima app e i numeri dei download dimostrano la bontà del progetto. Radio Rossonera parla di noi, della nostra squadra, del nostro cuore e lo fa con persone semplici, con persone che possono veramente essere amici comuni. Parliamo di tifosi rossoneri, non certo di guru scaduti, di conigli ischitani ammuffiti o di disertori del Giannino. Vi voglio tutti su radio Rossonera. (cliccate su ASSOCIATEVI)

ASSOCIATEVI

Gianclint

 

 

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.