Pagelle Atalanta Milan 1-1 del 21 agosto 2022

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In una partita che il Milan poteva vincere ma che per come si era messa ad un certo punto avrebbe anche potuto tranquillamente perdere, il pareggio finale va accolto come il male minore ed accettato di buon grado.

L’Atalanta sembra infatti lontana parente della squadra spettacolare ammirata fino a qualche tempo fa ma rimane formazione solida, molto fisica e dedita al fallo sistematico alla bisogna, ed è quindi presumibile che venire a vincere sul suo campo non sarà facile per nessuno nel corso della stagione.

Il mutato “status” delle due squadre si intuisce fin da subito dal modo in cui Gasperini dispone in campo i suoi uomini, un tempo sarebbe venuto a prenderci alto, con un pressing asfissiante nella nostra metà campo e duelli sistematici uomo contro uomo, nell’occasione rimane invece bello rintanato davanti alla sua area, facendo grande densità in mezzo nel tentativo di affidarsi alle ripartenze veloci.

Per una buona mezz’ora iniziale il Milan è padrone del campo ma sembra specchiarsi un po’ troppo in sé stesso, senza la consueta ferocia che avevamo imparato ad apprezzare nello scorso campionato, e l’ennesima disattenzione a difesa schierata di questo inizio stagione ci punisce oltre il dovuto.

Nella ripresa Pioli mischia le carte in tavola cambiando tutto il fronte offensivo, la squadra smarrisce un po’ il bandolo della matassa del gioco e dei suoi meccanismi collaudati trovando infine il meritato pareggio con una perla di Bennacer senza però riuscire ad andare oltre.

Alcune considerazioni finali, chiaramente del tutto personali.

La scelta di affidarsi agli uomini dello scudetto era sembrata più che logica nella partita di apertura, per una questione di rispettosa riconoscenza e di conoscenza più approfondita degli schemi, e viste le buone risposte ricevute, altrettanto logica è sembrata la scelta di riproporre Diaz e Rebic nell’undici iniziale di questa sera.

Meno logica mi sembra invece l’insistenza nel continuare a proporre Messias titolare sulla fascia destra per diritto divino, considerando riduttivamente De Keteleare un semplice trequartista centrale e Adli una mera alternativa da tenere in panca: va bene l’inserimento graduale e l’apprendimento degli schemi, però se hai qualità devi metterla in campo, in fin dei conti parliamo pur sempre di calcio e non di fisica quantistica, i più buoni devono semplicemente giocare, possibilmente nella loro posizione più congeniale (mi pare che qualche centinaio di chilometri più a sud lo stiano facendo, senza troppe storie).

Maignan: 6+ Relativamente poco impegnato, incolpevole sul gol per la sfortunata deviazione di Kalulu e reattivo sul colpo di testa di Zapata

Calabria: 6+ Partita molto diligente del capitano, che presidia la fascia con buona autorevolezza pur senza spingere più di tanto nella metà campo avversaria

Florenzi: SV, ma che brutta la punizione a tempo scaduto

Kalulu: 6 Poco fortunato sul gol di Malinovskyi, per il resto attento e autorevole come suo solito, peccato per quel colpo di testa su palla inattiva che poteva avere miglior sorte

Tomori: 6,5 Dopo le titubanze dell’esordio ritorna subito sui suoi standard consueti, feroce nell’uno contro uno e attento a dare le giuste coperture alle scorribande offensive di Theo

Theo Hernandez: 6,5 Quando parte palla al piede infilandosi nella zona centrale del campo gli orobici vanno in apprensione costante anche se le finalizzazioni non trovano sbocco, sontuosa la diagonale su Pasalic da difensore consumato a metà ripresa

Tonali: 5,5 Non è al meglio fisicamente e si vede, sia in un paio di conclusioni svirgolate, sia nell’indecisione in uscita su Malinovskyi da cui scaturisce il vantaggio nerazzurro

Bennacer: 7,5 (il migliore) Quantità e qualità, corsa e geometrie, di lotta e di governo, più il colpo da biliardo nell’angolo che rimette la partita in linea di galleggiamento, semplicemente indispensabile e da rinnovare alla svelta

Messias: 4,5 Nessun accanimento particolare, ci mancherebbe altro visto che tornerà utile nel corso della stagione, ma ora deve accomodarsi in panca e lasciare spazio a quelli più bravi, imperdonabile l’errore sullo 0-0 con quel tiro strozzato a discapito di un facile passaggio al centro per un Tonali liberissimo al limite dell’area piccola

Saelemaekers: 6 Nulla di trascendentale ma entra con l’atteggiamento giusto, avviando con scaltrezza l’azione che porta al pareggio di Bennacer

Brahim Diaz: 5 Purtroppo l’ottima prova contro l’Udinese rimane a sé stante, tocca pochissimi palloni e rimane in campo un quarto d’ora più del dovuto

De Ketelaere: 6 Vede spazi che gli altri non vedono, come quando mette Tonali davanti alla porta alla Rui Charles, ma fatica a trovare la giusta posizione in campo, anche perché quello che sembra chiedergli Pioli è molto diverso dai suoi movimenti abituali (di base lui predilige svariare su tutta la trequarti, ma partendo dalla fascia)

Leao: 5,5 Rimane sempre l’uomo potenzialmente più decisivo, in grado di indirizzare la partita con uno strappo o una giocata, ma deve prendere consapevolezza che se vuole che gli venga riconosciuto lo status di fuoriclasse la potenza deve diventare atto, costantemente

Origi: 6 Ancora non si è capito del tutto quale ruolo voglia cucirgli attorno Pioli, il dribbling secco in piena area vanificato dal recupero di Djimsiti fa intravedere il lampo dell’attaccante di razza

Rebic: 5,5 Dopo un inizio incoraggiante sparisce velocemente dai radar, senza riuscire a ripetere le magie dell’esordio

Giroud: 5,5 Il buon Oliviero è ancora lontano dalla sua forma migliore, e per struttura fisica non potrebbe essere diversamente, cerca di fare densità in mezzo all’area senza troppo costrutto

 

Pioli: 6- L’estate è trascorsa in modo celestiale e i cori in discoteca sono stati meravigliosi, ma adesso caro Stefano è giunto il momento di resettare tutto e ripartire da capo, la materia prima a tua disposizione dalla cintola in su è di prim’ordine, a te il compito di miscelare gli ingredienti alla ricerca delle soluzioni migliori, possibilmente senza metterci troppo tempo

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.