Non c’è alcuna vergogna nel fare outing

11594
(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Salve a tutti popolo di Milannight. Già immagino il vostro colpo al cuore a leggere un titolo del genere da parte dal sottoscritto. È vero che siamo in un periodo storico dove tutto o quasi è sdoganato e l’imminente Lapo Calisse che sta per arrivare stia strappando ogni velo di Maya rimasto nella nostra società, ma è giunto il momento che i tifosi rossoneri guardino in faccia la realtà e comincino a fare coming out.
Ripetete tutti insieme a me: “Mamma, Papà vi devo rivelare una cosa: tifo Milan e mi sono stancato di vedere partite falsate da arbitraggi indecenti”.

State tranquilli. La fine di Gaia non arriverà!

Lo avete fatto? Sentite già il flusso dell’aria che attraversa i vostri polmoni? Avete quel senso di liberazione che si prova dopo aver indossato la vostra tuta logora preferita a seguito di un pranzo domenicale luculliano in giacca e cravatta?
Bene una volta che ci siamo tolti questo enorme peso dalla coscienza possiamo iniziare ad affrontare l’argomento, liberi da pregiudizi e senza sguardi accusatori che potrebbero farci tentennare.
Partiamo da un presupposto importante e fondamentale, parlare di arbitri è una cosa che mi dà estremamente fastidio, l’errore è umano e non voglio guardare il calcio come fanno i non colorati, ovvero con un taccuino su cui segnare i 15 rigori a favore che mi toccano o di riesumare episodi risalenti all’epoca dei Nibelunghi che compensano l’eventuale torto subito dall’avversario, ne osservare le partite come i Suning per cui esiste un gomblottoh che gli ha impedito di vincere chissà quanti trofei, ma che nel frattempo riempiono la loro bacheca di titoli immaginari che festeggiano ogni 23 Brumaio millantando un’integrità e onestà che non hanno.
Io sono Fieramente Milanista e non ho problemi a dichiarare che se il Milan gioca peggio dell’avversario, allora è giusto riconoscere i meriti al proprio avversario e impiegare il proprio tempo e le proprie energie per migliorarsi e non per lagnarsi.
Lo facevo nei tempi d’oro di Ancelotti e lo faccio anche adesso in questo periodo decisamente un po’ più buio. Non ritengo di far parte di quei tifosi che “la mia squadra deve vincere perchè si”. Comunque vada si parla sempre di sport, e in particolare di uno sport legato particolarmente agli episodi dove puoi ottenere la vittoria semplicemente distruggendo il gioco dell’avversario invece d’imporre il tuo. Quindi ci sono tante variabili per cui non si può verificare ciò che avevi in programma.

Riguardate il vincitore del Premio Sconcerto 2018/2019

Tuttavia quando l’errore umano inizia a essere a senso unico, chiaro ed evidente e invece di prendere le opportune contromisure vengono scritte “robe” che definisco quantomeno “fantasiose”, allora non ci sto più. L’anno scorso è vero che abbiamo disperso un vantaggio importante per arrivare al tanto ambito quarto posto, ma gli episodi arbitrali controversi nei nostri confronti hanno decisamente contribuito nel dare una mano per affossarci, con tanto di giustificazioni surreali date dalle principali emittenti televisive italiane finite dritte dritte nel Premio Sconcerto.
Quest’anno ci siamo sabotati da soli nella corsa al quarto posto, ma questo non giustifica lo scempio a cui assistiamo.
Partiamo dalla mia ispirazione di meme preferita ovvero “Ammonito Bennacer“, 12 cartellini gialli per l’algerino al primo fallo fatto, che se si applicasse questo metro di giudizio a tutti si finirebbero le partite in sette contro sei, per proseguire con robe poetiche come l’ammonizione di Castillejo per eccesso di esultanza e i cartellini rossi beccati da Reina e dallo stesso Castillejo direttamente dalla panchina.
Mi potrei fermare qui, ma volevo sottolineare una situazione che sta letteralmente sfuggendo di mano ovvero la regola del fallo di mano.
Ci hanno spiegato che Becao avesse una spalla lunga mezzo metro alla prima di campionato, che Franck Kessiè avesse aggiustato la palla con la mano in Milan Sassuolo, che se la palla colpisce un difensore girato di schiena non è rigore, ma solo se quest’ultimo non abbia addosso una maglia rossonera, che Ibra abbia segnato grazie ad un inesistente tocco di mano nonostante si sia bevuto quattro difensori e il portiere viola replicando dopo più di 20 anni il gol all’esordio con l’Ajax.
Tutto questo è sostanzialmente ridicolo ed è giusto lamentarsene e ottenere giustizia senza minacciare “U Jobb du Bronks” o robe simili. Se l’arbitro X ha sbagliato in maniera grave si tiene ai box e lo si fa ripartire dalla B come prevede il regolamento, oppure non arbitra la squadra danneggiata per un pezzo, perchè determinati errori non sono ammissibili in Serie A mentre in Fiorentina – Milan si è assistito a tre errori marchiani uno di seguito dall’altro.
Una roba del genere non ha senso di esistere e ribadisco che parlare di arbitri è l’ultima cosa che vorrei fare perché sul nostro blog le discussioni vertono sui meriti e demeriti della squadra, i pregi e difetti del Milan e su tutto quello che potrebbe migliorare la situazione attuale del Milan. Queste tipologie di discussioni dovrebbero essere la base per ogni media che parla di calcio, esaltando il bello del calcio ed evitando di fomentare polemiche fini a se stesse andando a vivisezionare ogni episodio arbitrale invece di parlare di tattica o di tributare i giusti applausi a chi lo merita.
Il nostro punto di forza di questo blog è la diversità di opinioni sia tra i redattori e sia tra gli utenti, e nonostante le divergenze di posizioni si parla sempre in maniera civile, considerando che la diversità è sempre una forma di arricchimento personale.

Si, Ibrahimovic venne contattato per partecipare a WrestleMania 34, ma il LA Galaxy non diede l’ok.

(ironia mode on) La realtà è che sotto sotto sapete che tanto quello che ha sempre ragione è il sottoscritto. (ironia mode off).
Detto questo risulta necessario che la società e i tifosi rompano questo tabù evidenziando gli errori arbitrali quando essi sono marchiani e inficiano pesantemente il risultato come successo fin troppe volte nelle ultime partite. Gli arbitri non devono essere sicuramente un alibi, ma noi tifosi non dobbiamo farci mettere l’anello al naso, perché se voglio seguire qualcosa di predeterminato seguo la WWE o la AEW e non c’è alcuna vergogna a seguire  qualcosa che di sua natura è predeterminata.
Se seguo una partita di calcio non voglio avere l’effetto di un libro che ho già letto, perchè errare è umano, ma errare nella stessa direzione è sia ridicolo che sospetto.

D. Raine

Manchester il trionfo tra i trionfi! Atene la conclusione di un ciclo straordinario e metafora della vita da casciavit. Il Milan sarà sempre dei proprio tifosi e senza di esso non è nulla. Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo ai nostri avversari.