Mi avete conquistato

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Non si è ancora spento l’eco della partita contro l’Udinese, che già siamo proiettati alla partita di domenica sera contro l’Atalanta. E proprio perché questo meraviglioso eco non si è ancora assopito voglio partire proprio dalla partita contro i friulani. Finalmente il Milan ritorna in campo nelle partite che contano, che bello vedere San Siro pieno e così gonfio di entusiasmo e gioia. Da quanto non vivevamo un inizio di campionato così’? Questa non è altro che l’eredità che ci hanno lasciato i ragazzi con il loro immenso campionato della scorsa stagione che si è tinto di bianco, rosso e verde.
E tra un Pioli on fire e i Campioni d’Italia siamo noi, i ragazzi sono scesi in campo contro l’Udinese. Storicamente una squadra che ci ha sempre fatto soffrire e l’unica che non siamo riusciti a battere nella scorsa cavalcata tricolore.
Come da buona tradizione anche sabato ci hanno fatto un po’ soffrire, forse più per demerito nostro che merito loro ma vedere il Milan giocare con dei principi a me tanto cari, pressing alto che parte con gli attaccanti, occupazione dello spazio, la coppia difensiva che praticamente è a centrocampo con i terzini che agiscono da ali mi ha fatto tornare giovane. Mamma mia che bello Maldini assieme a Pioli stanno riproponendo i concetti del caro maestro Arrigo da Fusignano e vedere Pierre Kalulu fare un recupero sul quel 1c2 beh consentitemi di dire una cosa, ma tanto lo sapete già cosa voglio dire, ho rivisto un certo giocatore che portava il numero 6 sulle spalle, un qualcosa di incredibile.
Inutile girarci attorno sono tornato indietro nel tempo. Certo tanti meccanismi sono ancora da oliare ma siamo al 13 agosto, una volta in questi giorni di vacanza si giocavano le amichevoli di lusso, ora in questa strana stagione iniziano già le partite che contano. Quindi è del tutto normale vedere giocatori ancora con le gambe imballate, vedi Tomori, Leao e secondo me anche Krunic.
Però ho visto anche tanti giocatori in palla, come Calabria. Il nostro capitano che nei primi 15 minuti da Capitano titolare ha guadagnato un rigore e fatto l’assist per il gol di Rebic. E pensare che si è preso tanti di quei fischi non più tardi di qualche anno fa ma la sua costante crescita mentale e fisica e direttamente proporzionale al percorso di squadra del Milan. Finalmente la fascia da capitano ritorna sul braccio di un nostro prodotto del settore giovanile dopo i quattro anni ne carne nè pesce di Romagnoli.
Un altro ragazzo che sabato sera mi ha preso il cuore e aggiungerei finalmente è Brahim Diaz. Tanto criticato quanto decisivo con l’Udinese. È entrato in tutte le azioni pericolose e ha giocato in un altro modo rispetto allo scorso anno, cosa successa anche a Tonali e Leao la scorsa stagione. Innegabile che contro la squadra friulana ha fornito una prestazione di alto livello, giocata con un altro approccio rispetto allo scorso campionato, perché nel secondo gol e nel quarto ha fatto un qualcosa che una volta non avrebbe mai fatto. Su Rebic non mi dilungo perchè Chiara è già stata molto esaustiva anche se io lo preferisco più ala ma è questione di dettagli, sicuramente è un giocatore in più che lo scorso ci è mancato molto.
Ma la cosa più bella e più importante che mi è balzata agli occhi è una cosa che non puoi comprare con i milioni o a parametro zero. Abbiamo un gruppo, abbiamo dei ragazzi che stanno bene tra loro e questo è solo merito del lavoro di Stefano Pioli e Paolo Maldini. Non so se vi siete accorti, ma tutti parlano italiano e questo significa appartenenza e facilità di comunicazione. Insomma Paolo sta portando al centro il dna rossonero nel gioco e nell’appartenenza e il senso storico del Milan, ispirandosi al suo primo Milan vincente.
Ora il pericolo più grande è quello di farci trascinare dall’entusiasmo, la scorsa stagione siamo stati bravissimi ad avere una concentrazione da eremiti tibetani, ora dopo aver ballato e cantato per una estate intera bisogna e aver fatto festa sabato pomeriggio, bisogna ritornare in trincea con il coltello tra i denti, concentrati senza lasciare nulla al caso, perché è proprio qui la difficoltà nel ripetersi, e questo Maldini lo sa molto bene. Bisogna insegnare il cannibalismo di vittorie che avevano i suoi Milan. Anche perché come riportato nell’articolo di Franco Arturi di qualche giorno fa, il nostro modo di fare calcio dà fastidio, perché le figurine panini le lasciamo agli altri, noi cerchiamo il giocatore funzionale al nostro gruppo, al nostro stare in campo, al nostro fare calcio, al nostro senso di appartenenza ad un grande club. Perché il Milan è ritornato Grande.
Come dicevamo prima, domenica ci aspetta una Atalanta sempre insidiosa, come sempre anche qui partita mai banale, e ci si potrebbe perdere nei ricordi partendo da quel famoso Atalanta Milan di Coppa Italia con il famoso rigore contestato per una rimessa laterale non concessa dai rossoneri. Successe il finimondo con i giocatori e pubblico orobico a urlare di tutto ai giocatori del Milan. L’unico a mantenere un certo decoro in quel pomeriggio piovoso e nebbioso del 24 gennaio 1990 e guarda caso Paolo Maldini che rientrando in spogliatoio diceva ai compagni “abbiamo fatto una figura di merda”, se volete proverò a raccontare quel strano pomeriggio invernale. Poi ci sono quelli più recenti, dal 5-0 del 2019 alle ultime due vittorie che ci hanno spalancato le porte dei grandi palcoscenici.
La strada è tracciata bisogna proseguirla, cercando di limare quegli errori che si sono evidenziati in queste prime amichevoli e contro l’Udinese, approcci migliori alla partita perché gol a freddo ne abbiamo presi un po’ troppi, con i giovanotti ungheresi, a Vicenza e appunto sabato con i bianconeri del friuli.
Forza ragazzi….per il vostro modo di amare la maglia e per il vostro modo di stare in campo mi avete conquistato.

FVCRN

Harlock

"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.