Milan-Sassuolo presentazione

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Le batoste possono capitare, la differenza la fa come si reagisce. Il Milan, dopo che a Firenze è stato punito dai Viola che hanno approfittato della troppa imprecisione dei rossoneri, è volato a Madrid e fatto un sol boccone dei Campioni di Spagna di Simeone. Una prova di forza e di personalità estremamente importante, specie in un momento tanto delicato e con la qualificazione in Champions ancora in bilico. Il Milan, al Wanda Metropolitano, ha recitato la parte di chi va a casa altrui per dettare legge, cosa che in effetti è riuscito a fare. Ora l’ultima giornata di Champions diventa improvvisamente gustosa, con i rossoneri che si giocano il tutto per tutto contro un Liverpool che sicuramente non farà da sparring partner e Atletico e Porto che daranno vita a una sfida niente male in terra lusitana.

Prima di allora dobbiamo però pensare a noi e al futuro più immediato. Fra poco più di cinque ore i rossoneri torneranno a San Siro per affrontare il Sassuolo di Dionisi. Buona squadra, quella emiliana, per quanto non irresistibile. In posizione relativamente tranquilla a +6 dalla zona retrocessione, i neroverdi possono vantare un attacco tutto azzurro, composto da Berardi, Raspadori e Scamacca. Nonostante ciò, il conto delle reti segnate non è particolarmente confortante, fermo a quota 20: questo è forse uno di quei casi in cui “togliere” può effettivamente tradursi in un vantaggio. Non è infatti automatica la formula “faccio giocare tutti gli attaccanti più forti così segnerò tanti gol”, altrimenti il gioco del calcio sarebbe di semplicissima lettura. Al Sassuolo, e specie a Dionisi, servirebbe forse un pizzico di coraggio in più per provare a far partire qualcuno dei suoi gioielli dalla panchina, o magari a turnarli, per avere però un risultato migliore in termini di punti e posizioni in classifica. E poi, a dirla tutta, il vero gioiellino della squadra emiliana è Traoré, trequartista ivoriano classe 2000 su cui davvero si potrebbe investire a occhi chiusi. Probabile formazione (4231): Consigli; Toljan, Chiriches, Ferrari, Rogerio; Maxime Lopez, Frattesi; Traoré, Berardi, Raspadori; Scamacca.

Rispetto agli ospiti, il Milan non ha certo problemi nel turnare i propri ragazzi migliori, semmai è l’ampiezza di rosa su cui c’è ancora molto da lavorare. Continuiamo a trovarci sempre nella situazione di essere in difficoltà, vuoi una volta a centrocampo, vuoi un’altra volta in attacco o in difesa. Rientrano due difensori e si fanno male due attaccanti. O viceversa. Il tutta da ripetere all’infinito. Questo per dire che per un Maignan che rientra, c’è un Giroud fermo ai box insieme a Rebic, Tomori e Calabria. In queste condizioni si fa davvero difficile poter lottare seriamente per lo Scudetto. A parte i piagnistei, siamo ormai abituati a dover fare a meno di elementi importanti, quindi nulla di nuovo sotto al sole. Ancora Ibra titolare in avanti dopo le due reti di Firenze (e qualche errore sottoporta che va comunque segnalato, a prescindere da tutto), con alle sue spalle il tris di moschettieri titolare, con Saelemaekers, Diaz e Leao. Un turno di riposo probabilmente per Tonali, sostituito da Bennacer, e Florenzi preferito a Kalulu in vece di Calabria. Probabile formazione (4231): Maignan; Florenzi, Kjaer, Romagnoli, Theo; Kessié, Bennacer; Saelemaekers, Diaz, Leao; Ibrahimovic.

La sconfitta del Napoli di settimana scorsa ci ha permesso sì di conservare la prima posizione, ma ha dato la possibilità all’Inter di rifarsi sotto (complice l’anticipo di ieri, ora si trova a -1). Ci siamo già rialzati con la vittoria in Champions, dando grande prova di cosa può fare il Milan, ma ora è cruciale riprendere il cammino in Italia. Gli avversari alle nostre spalle sono agguerritissimi e soprattutto più attrezzati di noi, tenerli a distanza il più a lungo possibile è la nostra unica alternativa. Forza Milan!!!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.