Milan-Hellas Verona presentazione

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Prima da titolare per Musah?

Sette giorni fa a quest’ora speravamo di goderci finalmente un Derby coi controfiocchi dopo le mazzate prese nei quattro precedenti. Sognavamo la rivincita, la risalita da una situazione di inferiorità onestamente impossibile da negare, tanto dal punto di vista tecnico, quanto da quello atletico, dell’agonismo, delle alternative e della maturità. La nostra speranza è finita nella pattumiera: non solo non vi è stata rivincita, ma abbiamo anche subito una sconfitta nettamente peggiore di quelle precedenti. Una mazzata psicologica non da poco, un ridimensionamento dei singoli, del gruppo e dell’allenatore anche queste innegabili. Pensavamo di essere sulla buona strada, ma di pastasciutta da mangiare ce n’è ancora tantissima. A partire dall’allenatore.

Il Milan di Pioli, contro l’Inter di Inzaghi, ha sempre sofferto. Quasi più di quanto non soffrisse la squadra allenata da Conte. Dei Derby giocati, considerando anche quello del “si è girato Giroud” uno solo ha visto una netta superiorità del Milan, lo 0-0 di Coppa Italia della stagione 2021/2022. Anche l’ultima vittoria in A, il 3-2 del settembre 2022, ha mostrato un’Inter uscita sì sconfitta dal campo, ma che per i 30 minuti finali ha letteralmente messo all’angolo i rossoneri, salvatisi grazie a un monumentale Maignan. Nel Derby di Coppa Italia del 2022, invece, il Milan costruì tanto, finalizzando tuttavia poco. Lì fu il Milan a dare segnali importanti, ma il resto dei confronti sono da dimenticare. Le invenzioni di Pioli, che hanno funzionato contro Bologna, Torino e Roma, sono state lette e disinnescate senza la minima difficoltà dai nerazzurri, che come al loro solito hanno colpito subito, indirizzando il match dove volevano, e pressato per il resto del tempo. L’1-2 di Leao, che poteva essere lo stimolo per un recupero, è stato un fulmine a ciel sereno e poco più.

Poi c’è stato il pareggio con il Newcastle, che ha visto un Milan in ripresa, ma ancora una sterilità offensiva che ci portiamo dietro da tanto tempo. In attesa di vedere di che pasta sono fatti Okafor e Jovic, è indispensabile (era, ormai) trovare sul mercato il classico “animale” da 30 gol. Citavamo qualche settimana fa Benjamin Sesko, ma al Lipsia, pur partendo dalla panchina, ha già mostrato le sue capacità. Possiamo considerarlo sfumato, a meno di investirci molti più dei 35 milioni di cui si parlava un paio di mesi fa. Giroud non è abbastanza e Leao dal punto di vista realizzativo non è affidabile. Vedremo contro la difesa del Verona cosa riuscirà a partorire il fronte offensivo del Milan. I gialloblù sono partiti forte, con 7 punti in 4 partite e soprattutto la vittoria sulla Roma a dar lustro alla nuova gestione di Baroni. Come sempre occhio all’ampiezza di gioco, con Faraoni “bestia nera” del Milan e Lazovic sempre temibile. Davanti attenzione massima anche a Ngonge, classe 2000 di buonissima prospettiva. Probabile formazione (3421): Montipò; Magnani, Hien, Dawidowicz; Faraoni, Hongla, Duda, Lazovic; Ngonge, Mboula; Djuric.

Nel Milan un po’ di turnover e qualche defezione. Kalulu, Maignan e ovviamente Bennacer out, in dubbio Loftus. Dovrebbero rifiatare anche Calabria e Theo, ma non ancora il 37enne Giroud. I ben informati parlano inoltre di un cambiamento tattico, con la proposta di un 343 più coperto. Dopo aver impostato un’estate, mercato e lavoro tattico in primis, sul 433, dopo un mese di ostilità già si pensa a un cambiamento tanto profondo. Qualche punto di domanda è tutt’altro che inaspettato. Probabile formazione (343): Sportiello; Thiaw, Kjaer, Tomori; Calabria, Reijnders, Krunic, Florenzi; Pulisic, Giroud, Leao.

Cambiare è lecito, ma farlo così repentinamente potrebbe diventare disorientamento. Staremo a vedere, ma la fiducia sta già scemando a poco a poco. Sempre e comunque, però, Forza Milan!!!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.