Lazio-Milan presentazione

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Il Milan allunga a sette match la striscia positiva nei Derby e accorcia a -7 sui cugini. Ora la domanda è: quanto dobbiamo mangiarci le mani per le sconfitte contro Cremonese e Parma e per i pareggi contro Parma, Genoa, Sassuolo, ecc…? Tanto. Perché fare 6 punti contro l’Inter e uno solo contro il Parma è abbastanza singolare, ma tant’è. Blindata o quasi la qualificazione Champions, i rossoneri hanno ora la possibilità di giocare con la testa sgombra, consci che perdere 9 punti dalla Roma quinta è dura, ma anche guadagnarne 7 sull’Inter prima. Siamo in un limbo in cui le possibilità di rimonta subita o completata sono remote, quindi possiamo giocare con meno pressioni e più tranquillità. Questo non vuol dire disputare il resto degli incontri come se fossero inutili, ma farlo con la testa sgombra, due cose diverse.

La speranza è quella di vedere un Milan sicuro dei suoi mezzi e in grado di costruire qualcosa in più davanti, grazie a tale consapevolezza. Pulisic deve recuperare la forma migliore, vista parzialmente nel match di domenica. I vari Ricci e Jashari, invece, possono avere qualche chance in più per poter riacquistare fiducia e minutaggio lasciati per strada durante il percorso. De Winter, invece, continuare a costruire consapevolezza nei suoi mezzi. Poi c’è Estupinan, oggetto misterioso trasformatosi in match winner nel Derby. Troppi blackout (uno anche domenica che ha quasi rischiato di vanificare il goal segnato), ma la rete a Sommer può liberarlo dalle paure di sbagliare e di non essere all’altezza. Giusto testarlo un po’ di più da qui alla fine della stagione.

Stasera il menù prevede il match a Roma contro una Lazio che si gioca nulla in campionato, ma ha ancora la speranziella di alzare la Coppa Italia. All’Olimpico, proprio nella coppa, è arrivata una delle quattro sconfitte stagionali rossonere, firmata Zaccagni. I biancocelesti vivono un’annata negativa, fatta di mercato bloccato, incomprensioni tra proprietà e guida tecnica, sciopero dei tifosi. Non il massimo. Sarri sembra aver perso lo smalto degli anni empolesi e napoletani: la sua squadra continua a rendere bene difensivamente, ma offensivamente lo score è deludente, solo 28 reti segnate. Partito Castellanos a gennaio, Ratkov non si è ancora imposto così come Dia, quindi si punta all’attacco mobile Zaccagni-Maldini-Isaksen. In difesa la coppia è sempre quella composta dall’ex Romagnoli e dal possibile futuro rossonero Gila. In porta ancora il giovane Motta con Provedel out. Probabile formazione (433): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Dele-Bashiru, Patric, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni.

Nel Milan squalificato Rabiot, al suo posto probabilmente Jashari. Out anche Gabbia e Loftus-Cheek. Ballottaggio a sinistra tra Estupinan e Bartesaghi. Probabile formazione (352): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Jashari, Estupinan; Pulisic, Leao.

Anche volendo, pressione all’Inter non possiamo farla (torniamo alle vecchie abitudini, cioè loro che giocano costantemente prima di noi). Disputiamo questo match con la leggerezza di chi è consapevole delle proprie forze e delle proprie debolezze, con serenità e realismo. Difendiamo il secondo posto e cerchiamo di acquisire ancora più sicurezza nei nostri mezzi. Forza Milan!

Edit: il pezzo è stato scritto sabato mattina, prima che l’Inter pareggiasse 1-1 contro l’Atalanta. Ma non facciamoci la bocca buona, pensiamo al secondo posto serenamente.

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.