Juventus-Milan presentazione

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È arrivato il momento della verità. Juventus, Torino, Cagliari e Atalanta. Quattro partite che decideranno il futuro della nostra stagione, anzi, delle nostre stagioni, dal momento che questi ultimi 360 minuti incideranno anche sulla prossima. Il Milan è stanco, fisicamente, psicologicamente ed emotivamente, con i risultati discontinui e che stentano a tornare quelli di inizio anno e i casi Donnarumma e Romagnoli che deconcentrano e irritano l’ambiente. La buona notizia è che anche la stessa Juventus è in grandissima difficoltà, attualmente quarta dopo aver dominato la Serie A per nove stagioni consecutive e una guida, quella di Pirlo, che definire indecisa è un eufemismo. Una partita tra due squadre malate, insomma, e a vincere non potrà che essere quella che sbaglierà meno, non quella che giocherà meglio o produrrà di più. È più una sfida prima di tutto a non perdere, o almeno questa immagino sia la paura dei giocatori ma, soprattutto, degli allenatori.

È tuttavia nel momento in cui si ha più da perdere in cui si riesce a fare davvero la differenza, in cui si vede la pasta di uomini e squadre. Perché se si hanno le spalle al muro non ci vuole nulla a prendersi dei rischi, è invece un altro discorso quando le conseguenze possono essere grandi. Pioli e Pirlo sembrano però stanchi quanto le loro squadre, impauriti come i tifosi che rischiano di perdere lo spettacolo della Champions. Non è detto insomma che siano particolarmente spavaldi nella preparazione del match, preferendo invece una maggiore prudenza. I bianconeri sono ottimisti riguardo il recupero di Chiesa, mattatore all’andata, che dovrebbe riappropriarsi della mattonella mancina di centrocampo. A destra invece Cuadrado, con Rabiot e Bentancur centrali. La difesa sarà invece formata da Szczesny in porta, Danilo a destra, Alex Sandro a sinistra, Bonucci e De Ligt centrali. In avanti invece la coppia Morata-Ronaldo.

Per quanto riguarda il Milan, la formazione che Pioli dovrebbe schierare all’Allianz Stadium è quella titolare, tolto un solo ballottaggio a tre che riguarda Leao, Rebic e Diaz. Donnarumma in porta, nonostante le voci che lo danno vicino proprio ai bianconeri e i dubbi che questo potrebbe sollevare a proposito della sua prestazione odierna. L’altro caso spinoso, Romagnoli, dovrebbe invece partire dalla panchina, con Tomori e Kjaer preferiti a lui. Sugli esterni invece i soliti Calabria e Theo. Davanti la difesa Bennacer e Kessiè, Ibra davanti e sulla trequarti Saelemaekers, Calhanoglu e molto probabilmente Diaz, in vantaggio su Rafael Leao e Ante Rebic.

Che altro dire sulla partita di oggi? Che i ragazzi tirassero fuori gli attributi e il coraggio necessari per vincere contro una squadra lontanissima parente della Juve dell’ultimo decennio. Che se non dovessimo essere in grado di battere questa Juve, allora forse non meritiamo l’accesso in Europa. Che comunque vada abbiamo davanti altri tre match da vincere, per non fare calcoli. Che dobbiamo vincere, a ogni costo. Forza Milan!!!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.