Tiemoué Bakayoko

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Data e luogo di di nascita: 17/08/1994 – Parigi (Francia)
Altezza: 189 cm
Nazionalità: francese, ivoriana
Ruolo: centrocampista
Piede: destro
Valore di mercato: 40 mln € (Fonte: Transfermarkt)
Procuratore: RMS Avocats
Social Media: twitter facebook instagram

In rosa nel Milan dal: 13/08/2018
Scadenza del contratto: 30/06/2019
Sponsor Tecnico: –
Numero di maglia: 14

Esordio tra i professionisti: 24/08/2013 Evian-Rennes 1-2
Esordio in Nazionale: 28/03/2017 Francia-Spagna 0-2 (amichevole)

Biografia
Il piccolo Bakayoko cresce nel quartiere di Barbes nel XIV arrodinssement parigino, un quartiere prevalentemente popolato da famiglie africane e nel quale i suoi genitori cercano qualsiasi tipo di impiego per portare a casa il denaro sufficiente a vivere in Francia ma anche per poter spedire dei soldi al resto della famiglia in Costa d’Avorio. Il quattordici sarà il suo numero per sempre, in onore alle sue origini. In questo contesto l’istruzione del piccolo Tiémoué non è la priorità, anzi trascorre molte ore nei cortili a giocare a calcio con gli amici. L’ossessione per questo sport diventa totale quando quella nazionale campione del mondo mette in vetrina giocatori che segnano per sempre la crescita di Bakayoko. “…Sono stato sempre ispirato dai giocatori di colore di quella squadra. Amavo i grandi difensori e i centrocampisti di rottura. Impazzivo per Thuram, Vieira e Desailly…” dichiara successivamente in età adulta, dimostrando grande rispetto e gratitutidine a giocatori che onorarono la maglia francese ma che avevano origini africane molto radicate. Non ne nomina uno di quella nazionale, che però sarà determinante più avanti per la sua vita.
I genitori del bambino capiscono che la passione per lo sport, unito ad un naturale talento, possono rappresentare una svolta alla loro vita in Francia. Decidono di iscriverlo all’età di cinque anni all’accademia calcio Paris 15, in modo che si possa valutare il suo reale valore. In quattro anni all’accademia dimostra di essere molto al di sopra della media e sorprende per le sue qualità. Comincia così una breve scalata tra le accademie migliori fino al Montrogue FC 92 dove dovrà affrontare il suo primo, vero momento di difficoltà. Ha solo 10 anni. Durante una sfida si infortuna gravemente. Il responso medico non lascia scampo, frattura dell’omero distale. Quello che già risultava essere un stop complicato, diventa un vero e proprio calvario. Non riesce a recuperare e i tempi continuano ad allungarsi. Bakayoko rimane fermo per oltre tre anni. Il ragazzo ricorda quei momenti: “…è stato un periodo di intense sofferenze per me e la mia famiglia. La mia carriera sembrava appena iniziata e già finita…”. Inutile dire che il carattere di Bakayoko si forma anche in questa difficoltà. Dopo uno stop così lungo nessuna squadra è convinta di dargli spazio, anche i suoi vecchi club non sono convinti sul suo recupero, fisico e psicologico. La famiglia prova anche la carta dell’Accademia di Clairefontaine. L’accademia permette di allenarsi e formarsi in un ambiente unico e altamente controllato. Non si è ancora del tutto professionisti ma ci si avvicina molto. Qui Bakayoko, dopo un provino, viene rifiutato per problemi caratteriali. Il giovane Tiémoué risulta essere problematico, i problemi fisici non sono insormontabili ma il suo carattere dà dei segnali che non piacciono. A questo punto l’unica carta che si presenta nel mazzo, abbastanza scarno, della famiglia Bakayoko è di colore rossonero. Si tratta del Rennes. Sono gli unici che intravedono delle possibilità per il ragazzo e decidono di puntare su di lui. Nel frattempo il suo fisico si sviluppa in maniera imponente, è molto alto per i ragazzini della sua età e la sua presenza fisica fa subito la differenza. Fa tutta la trafila delle giovanili, fino all’esordio con il Rennes 2 (le seconde squadre…) nel 2012/13. Brucia le tappe e si merita presto la promozione in Ligue 1 con la vera prima squadra dei rossoneri. Ottimo campionato il suo, quello del 2013/14, che lo mettono subito in mostra in mezzo al centrocampo. Il Monaco a fine stagione investe 8 milioni di euro per averlo. Al Monaco, però, i fantasmi caratteriali di Clairefontaine riaffiorano e alla prima giornata di campionato, dopo una prestazione decisamente insufficiente, viene sostituito alla mezz’ora del primo tempo dal tecnico portoghese Jardim. Apriti cielo. Il ragazzo non le manda a dire al suo allenatore e il rapporto tra i due, appena cominciato, si logora immediatamente. Oltre a questo, ricominciano anche gli infortuni a tormentarlo. Le due cose, insieme, lo accompagnano sempre di più fuori dal giro dei titolari. Quando ormai tutto sembra finito, con la carriera di Bakayoko destinata all’anonimato e ad un semplice ruolo da comprimario, arriva in suo aiuto un altro uomo di quella nazionale del 1998 che tanto lo fece sognare, Claude Makelele. Il centrocampista campione del Mondo diventa direttore tecnico del Monaco a gennaio del 2016 e prende sotto al sua ala protettrice il ragazzo. Ore e ore di spiegazioni sono solo una parte degli insegnamenti che Makelele offre a Bakayoko. Ogni allenamento piovono insegnamenti e consigli per gestirsi in campo e, sopratutto, fuori. L’incontro con il nuovo direttore tecnico lo cambia in ogni aspetto. Dieta nuova, rispetto dei compagni, stile di vita. Decide anche di tornare a vivere in un piccolo appartamento, abbandonando il lusso della villa che aveva acquistato a Montecarlo. Comincia a praticare la boxe e l’unico vezzo che non riesce a togliersi è quella mania di tingersi i capelli con i colori più strani. Un vizio che applica anche alle sue auto. Pare che la sua Porsche rosa abbia cambiato colore più volte, arrivando fino ad un più accettabile nero. Cambiando la sua testa, cambiano anche le sue prestazioni in campo. Nonostante rimanga lento nei primi passi, quando parte in progressione diventa inarrestabile grazie alla sua potenza e alla sua lunga falcata. Molto bravo nel difendere, ha necessità del contatto fisico per mantenere il controllo di palla e ripartire. Spesso si bea un pò troppo delle sue qualità tecniche in zone di campo “pericolose” ma questo difetto lo sta lentamente perdendo. Diventa un centrocampista completo che inizia anche ad assaporare il profumo della Nazionale. Dopo una rinascita nel Principato, condita anche con un colpo di testa che condanna il City di Guardiola all’eliminazione prematura dalla Champions League, approda proprio in Inghilterra, per 40 milioni, alla corta di Abramovich la stagione scorsa. In panchina c’è Antonio Conte che lo imposta subito al fianco di Kantè. Inizia bene ma poi, lentamente si perde. La squadra e l’allenatore non riescono ad esaltarne le qualità. Fa molta fatica ad adattarsi ad un calcio diverso da quello francese. Come da ragazzino, in un momento di difficoltà i colori rossoneri si ripresentano in soccorso. Oggi, come il Rennes, il Milan gli dà la possibilità di dimostrare il suo valore. Come Makelele, troverà a Milano un direttore come Maldini e un allentore come Gattuso che, sicuramente, lo aiuteranno a recuperare il suo stile di gioco.

Caratteristiche tecniche
Centrocampista moderno, nonostante rimanga lento nei primi passi, quando parte in progressione diventa inarrestabile grazie alla sua potenza e alla sua lunga falcata. Molto bravo nel difendere, ha necessità del contatto fisico per mantenere il controllo di palla e ripartire. Spesso si bea un pò troppo delle sue qualità tecniche in zone di campo “pericolose” ma questo difetto lo sta lentamente perdendo. Di difficile collocazione, predilige un centrocampo a due ma può essere adattato come mezzala sinistra.

Carriera
Club: Rennes, Monaco, Chelsea, Milan
Nazionale: Francia, Francia U21, Francia U20, Francia U18, Francia U17, Francia U16
Palmares Milan:
Palmares: FA Cup 2017/18, Campionato Francese 2016/17
Palmares individuale:

Statistiche club

Statistiche nazionale

Community rossonera, da sempre in prima linea contro l'AC Giannino 1986. Sempre all'attacco. Un sito di curvaioli (La Repubblica). Un buco nero del web (Mauro Suma)