L’eterogenesi dei fini

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Che sia chiara una cosa. Nulla mi interessa della sconfitta incassata contro i modesti e combattivi Ungheresi. La squadra ha fatto una figuraccia? Sì, ma sicuramente meno brutta di quella rimediata dalla Società con l’affaire De Ketelaere. Da quanto posso intuire da un messaggio inviato nella chat del blog da Axel, si dice che Einstein da lassù abbia voluto modificare un suo famoso pensiero. “Due cose sono infinite: l’Universo e la trattativa per De Ketelaere. Ma della prima non sono sicurissimo.” Già non avevo digerito la pantomima per i rinnovi di Maldini e Massara. Alla fine sono arrivati proprio sul filo di lana. Bene, per carità. Però non si fa così. La squadra campione d’Italia, con l’indotto economico che questo comporta, a 20 giorni dall’inizio del campionato non ha acquistato nessuno. Per non parlare dei rinnovi di Leao e Benna. Cosa vuoi fare, Elliott? Desideri proprio che, scudetto o non scudetto, ti mandi a quel paese? Guarda che ci siamo, eh! Io credo che a te si possa applicare il concetto dell’eterogenesi dei fini. Di cosa si tratta? Del fenomeno secondo il quale le azioni umane possono portare a raggiungere fini diversi da quelli progettati. Pare quasi che per te il Tricolore sia stato un incidente di percorso. E’ chiaro che, vincendo, si devono aumentare gli investimenti, per rimanere competitivi. D’altra parte, l’incremento del fatturato rende la faccenda del tutto compatibile. Ma tu fai finta di non capire. Non oso neanche chiedere: “ Paul, per favore, comprami qualcosa!” Quello sarebbe capace di rispondermi: “ Non sapevo che tu avessi qualcosa da vendere. Se stai bassa con i prezzi, magari….”

Meno male che in realtà non volano….

Poche storie! Deka avrebbe dovuto essere a Milanello il 4 Luglio! Io non sono certo un’aquila. Ho, però, immediatamente capito che, per avere il ragazzo, occorre sborsare 35 milioni. Sono tanti? Sì, ma non un’esagerazione, se uno crede nelle qualità di Charles. Sappiamo tutti che non possiamo competere con gli squadroni, per acquistare fuoriclasse fatti e finiti. E’ chiaro, quindi, che dobbiamo assumerci dei margini di rischio, puntando su giovani che riteniamo possano diventare dei campioni. Se lo staff tecnico, che ha dimostrato di essere capace, vuole Deka, bisogna assecondarlo, sborsando qualche milione in più del previsto. Alcuni giorni fa ho ricevuto un indesiderato regalino in testa da un piccione. Sono stata subito folgorata da due pensieri. Il primo: Meno male che Dio, nelle sua onniscienza, non ha fornito le ali alle mucche. Il secondo: Facciamo un bel Milanspac. Raccogliamo 3 milioni. Diamoli a quei micragnosi e portiamoci a casa Deka. Insomma, io non ne posso più di questo stillicidio. E nutro forti dubbi sulla vendita. 1,2 miliardi di euro per il 70% corrispondono a una valutazione complessiva di 1,7 miliardi. Una roba spropositata. Fuori da ogni logica. Mi basta vedere una foto di Gerry con dietro una credenza, per avere la prova di quanto siano fondati i miei sospetti. In ogni caso, un Fondo che mette a segno un colpo così lucroso, può lesinare due o tre milioni? Non ne posso più di questo irritante stillicidio!

Paolino…

E pensare che ero così contenta per la faccenda Bremer! Sono diventata preda di una felicità selvaggia! D’accordo, c’è un pochino di amarezza ad esultare per le disavventure degli altri e non per i nostri successi. Ma io a certe cose passo facilmente sopra. Il punto è questo. Orrendi beffati! Che libidine! Ovviamente nessun giornalone l’ha scritto. Per noi e per loro i giornalai usano trattamenti opposti. Che vadano al diavolo! Quanto li detesto. Ecco, se adesso arrivasse Deka, andrei in estasi. Invece….. La mia gioia è stata annacquata. Scusa, Paolo, perché sei andato a Bruges, sapendo di non poter portare una proposta di 35 milioni? Era chiaro che quelli avrebbero rifiutato. E perché partire da un’offerta da 20 milioni più bonus che, ovviamente, ha irrigidito la controparte? Insomma, faccio un esempio. Io vendo una casa che vale 200mila euro. Ne chiedo 230 mila. Se uno si presenta con una proposta da 100mila, lo mando a quel paese e mi rifiuto di parlare con lui. Diverso sarebbe se uno mi offrisse 160/170 mila euro. E poi, Paolo, non ho detto niente, perché sei tu e ti voglio bene. Ma mi ha irritato quel tuo “ E’ presto. E’ presto.” sbiascicato davanti a fameliche telecamere al tuo rientro da Bruges. E’ presto???!!!! Mi vuoi prendere per i fondelli?

Insomma, a pelle sono molto irritata. A palle, mi girano un sacco. E non voglio sentir parlare di carri e di tifosi veri e non veri. Io e quelli come me amiamo il Milan! E non lo confondiamo con la sua proprietà. Come si fa a tollerare uno stillicidio del genere dopo aver vinto lo scudetto? E’ chiaro che scoppiamo di gioia per i nostri successi. Abbiamo il sangue rossonero. Esultiamo alla grande! E, carri o non carri, vogliamo che la Società faccia il possibile, non chiediamo certo la luna, per cercare di vincere ancora. Sappiamo che il mondo non finisce se non arriva Deka. Ma lo dobbiamo prendere, maledizione al secchio! Ci arrabbiamo di brutto, quando vediamo che la proprietà non fa quel che dovrebbe. Poi, volenti o nolenti, tifiamo per chi indossa la nostra maglia. Riconosciamo gli enormi meriti di Madini, Massara, Moncada, Pioli e sentiamo che loro sono una parte di noi. Come si fa, però, a pensare a io e te siamo noi, parlando di Elliott? Sono stati bravi a risanare il bilancio e a raggiungere una vittoria che manco rientrava nei piani? Va bene. Nonostante l’eterogenesi dei fini, è il risultato quello che conta. Ma, ora che si potrebbe innescare un circolo virtuoso, quelli lì non possono tarpare le ali dei sogni. Non possiamo essere, con tutto il rispetto, un Leicester. Il City ci ha omaggiato, dedicandoci la sua seconda maglia. Hai capito, Paul? Come va la tua raccolta di fondi, desaparecido Gerry? Fammi il piacere, su. Vediamo come finisce la vicenda Deka. In ogni caso abbiamo gestito malissimo la faccenda, mettendo in grosse difficoltà anche il ragazzo. Spero ancora, pur se debolmente, che arrivi. Se la cosa accadesse, però, quanta pressione, quanto peso avremmo messo sulle sue giovani spalle con il modo…. bizzarro usato per trattare il suo acquisto? Charles ci vuole. Lo ha dimostrato anche chiedendo di non essere convocato per la prima gara di campionato. Ma, se non scuciamo 35 cocuzze bonus compresi, col cappero che il Brugge ce lo dà. Oltre ad essere forte dell’appetibile offerta del Leeds e del fatto di non avere la necessità di vendere, si è pure irrigidito di fronte al nostro comportamento. E ne ha fatto una questione di principio. Si vocifera che la mamma stia cercando casa a Milano? Non credo più a nessuna suggestione. Voglio i fatti! Se l’offerta è quella dei 30 più 2 o 3 e ci rifiutiamo di andare oltre, viriamo su altri obiettivi. Ovviamente offriremo la metà di quanto ci viene richiesto. Arriveremo al 31 Agosto e vedrete che bijou di Mercato!

Tu hai dei numeri, ragazzo.

Passiamo al calcio giocato, dai. La scoppola contro degli sconosciuti ragazzi ungheresi non mi ha minimamente scalfito. Avere gambe pesanti, cervello un po’ torpido è normale in questa fase. Come è normale partire con tante riserve. Mi hanno rapito alcune splendide pennellate di Adli. Il ragazzo è indubbiamente promettente e ci mette pure del carattere. Speriamo bene. Kalulu avrà anche avuto un paio di sbavature nelle due gare. Ha giocato, comunque, splendidamente. Pierre per me è una certezza. Ringrazio le 3 M per lui. Degli Orrendi non voglio parlare. Mamma mia, come li prenderei per i fondelli, se le cose andassero in un certo verso da noi. Purtroppo, però…. I Gobbi hanno una proprietà che vuole vincere. Spero che anche per loro valga il principio dell’eterogenesi dei fini. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.