La moka

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Niente potrebbe interessarmi meno della Nazionale in questo momento. Curiosa la convocazione di San Gigi. Davvero un ottimo modo per iniziare a costruire il futuro. Ma non è una piccolezza come questa a catturare la mia attenzione. Ce n’è un’altra che, sul momento, mi fa imbufalire. Mica vero che Mediaset finanzia un murale per celebrare i 110 anni degli Orrendi? La scelta mi pare, per usare un eufemismo, inopportuna. D’altra parte chi ha ridotto il Milan a un ridicolo e grottesco Giannino è capace di tutto. La trovata non mi sembra neppure lungimirante dal punto di vista commerciale. Mediaset Premium, te lo dico con parole alate. Col cappero, che mi spillerai dei soldi! Va’ a cercarli dall’altra parte del Naviglio. Auguri! Il mio orgoglio casciavit mi fa fremere di furente indignazione. Strade, vie, piazze, giardini di Milano dedicati sempre e solo a interisti. Triste effetto di Sindaci e notabili cittadini maledettamente nerazzurri. Ed ora pure un murale offerto da chi dovrebbe avere a cuore la Storia rossonera, visto che ha contribuito a farla. Ma basta! Questo è uno sberleffo, l’ennesimo, degno del peggior Giannino.

Ecco un murale che mi piace!

Sbuffo, sbraito, impreco per questo affronto, quando sento che la moka borbotta. Alzo il coperchio e… il pirulino mi rimane tra le mani. Faccio un ghigno malefico, interpretando la cosa come un buon segnale. Perchè? Be’, è una storia lunga e mi duole fare una confessione. Insomma, ho in casa un piccolo mostro juventino. D’accordo, con lei ho fallito la mia missione educatrice. D’altra parte, se il padre è interista… Va bene, ho le mie colpe nella scelta del marito. Comunque la mia disgraziata situazione familiare merita comprensione e conforto. Sta di fatto che la moka in questione, Dio mi perdoni, è quella della Juve. A mia parziale discolpa, devo dire che l’ho sabotata. Un taglio a un filo e….. zac, l’inno dei Gobbi non si sente, quando la caffettiera va in ebollizione. Sarebbe stato troppo, anche se una madre sa sopportare molto. Sono furba e mica ho lasciato le impronte digitali. E poi poteva trattarsi di un difetto di fabbrica. Niente da fare. Elisa si è arrabbiata molto con me, accusandomi sfacciatamente di essere l’autrice dell’orrendo crimine. Per chiudere l’antipatico contenzioso, ho dovuto sborsare un cinquantello, pretendendo che che non venisse investito in un’altra moka integra. Cosi mi ritrovo con una caffettiera dai colori antipatici ma muta. Adesso si è rotto il pirulino. Bene! E’ un buon auspicio! Chissà che si rompa qualche altro pirulino bianconero. Chissà che i Gobbi possano rompere l’andatura in questo finale di stagione come un cavallo da trotto un po’ bolso. Milan, ti prego, portali a cottura il Sabato di Pasqua. Fa’ risultato al Gobbentus Stadium e poi lasciali nei capaci piedi di CR7 e compagni.

Urge svoltare a sinistra!

Questa sosta potrebbe far annoiare i tifosi. Ma noi milanisti siamo fortunati. Possiamo anche ignorare la soia. Però non sappiamo cosa sia la noia. Puntuali come le tasse arrivano le simpatiche dichiarazioni di Raiola e i ripetitivi scoop di grandi giornalisti su fallimenti avvenuti e auspicati. Noi poveri ignorantelli adesso conosciamo il tribunale del popolo di Shenzhen e Società d’affari famose come la “Jie Ande”. Che dire? Francamente sono stanca. Comunque sia, non falliremo. Elliot è la nostra garanzia. Spero e credo che dietro Yonghong ci sia qualcuno dalle spalle larghe. Se non si palesa, però, non posso essere tranquillissima. Sogno il ruggito di Huarong e il barrito di Haixia. Temo possano essere utopie. Mi accontenterei anche di qualcosa meno. Finora le scadenze sono state rispettate. I trenta milioni necessari per finire la stagione? Ancora da Elliot? Bah! Il rifinanziamento del debito? Vedremo. E staremo poi a vedere anche il Mercato. Sul quale pesa pure la spada di Damocle del settlement agreement, a sua volta legato alla credibilità economica che dimostreremo di avere. La necessità di porci di fronte alla lente non benevola dell’Uefa non dipende dall’operato della nuova Società. Deriva dalla scellerata gestione della vecchia, che ha depauperato il club sia tecnicamente che economicamente. Un vero capolavoro. Capito, vedovelle inconsolabili che trascurate questo piccolo dettaglio? E’ curioso, comunque, che su altri, sottoposti al vincolo del settlement agreement, non si concentrino bombardamenti mediatici inerenti alla necessità di vendere dei giocatori. Davvero strano, eh! Si vede che a noi vogliono particolarmente bene. Dio mio, come sarebbe bello vincere alla faccia di tutto e di tutti. Ho una voglia di rivalsa davvero mostruosa.

Che carini quelli che si fanno scudo dei regolamenti e impongono il derby alle 18.30 di un giorno feriale. Molti tifosi, magari, non potranno andare allo stadio. Ma va’? Il voucher può andare anche bene per i milanisti. Ma cosa facciamo per i poveri interisti eventualmente impossibilitati ad occupare il settore ospiti? Bisognerebbe rimborsare il biglietto a questi sfortunati tapini. Aspettano le decisioni del Milan, le facce di bronzo. Grande la risposta della Società! Vadano sul loro sito e leggano quel che c’è scritto. I biglietti in casi come questo non si rimborsano. Si può eventualmente cambiare il nominativo. Sono le vostre regole, bellezze. Ah, la distrazione! Sarei disposta a sputare sangue, pur di vincere il derby. Espugnare Torino e strapazzare gli Orrendi sono cose troppo fantastiche, perché possano accadere. Quante crisi isteriche ci sarebbero in giro! Le farmacie farebbero un boom di vendite del Maalox. I primi a scattare per la corsa all’acquisto sarebbero milanisti falsi e vedovelle vere. D’accordo, sognare non costa nulla. Qui, però, purtroppo, sforiamo nell’utopia.

Mentre mi balocco con i miei pensieri, arriva una notizia bomba. In seguito a segnalazioni, in Procura a Milano c’è un fascicolo sulla vendita del Milan. Si tratta di un registro a modello 45, cioè quello inerente ad eventi senza ipotesi di reato e senza indagati. Chi se ne frega? L’importante è gettare fango e destabilizzare l’ambiente. Non sia mai che la squadra possa ottenere risultati impensabili e gettare nell’angoscia tanta brava gente. Mi prende un moto di rabbia e di nausea. Vado a farmi un caffè. La moka mi guarda con l’aspetto patetico e innocente delle cose che hanno perso la loro dignità. Il caffè lo fai comunque buono, dai. Solo i tuoi colori non vanno. Vedremo se ti comprerò un altro pirulino. Meglio pensare al calcio giocato. Forza ragazzi! Forza Rino! L’obiettivo Champions non era certo una chimera, in base al Mercato fatto. Non avevamo commesso pesanti errori di valutazione. Purtroppo il disastroso girone di andata ha compromesso tutto. Grazie, Vincenzo. Solo un pazzo poteva sperare nel quarto posto, quando eravamo a 18 punti dall’Inter. Ora sono 5 e la Lazio è a 4. Mentre noi andiamo al Gobbentus Stadium, però, gli altri ospitano Verona e Benevento. Difficile pensare a un buon Sabato di Pasqua per noi. Ma, usciti da questa sosta, saremo tutti accanto alla nostra squadra, per cercare di spingerla oltre il cielo, là dove l’utopia si confonde con la realtà. E, anche se andasse male, ringrazieremo comunque chi ci ha permesso di tornare ad emozionarci. Il Milan ci fa battere ancora il cuore. Ci prende l’anima, anche se non è certo lo squadrone di una volta. Nè potrebbe esserlo, vista l’opera di distruzione portata a termine da un paio di imbecilli. Ora c’è una base sulla quale costruire. Speriamo di poterlo fare. Torino è lontana eppure già così vicina. E poi il derby. Sono una caffettiera che andrà presto in ebollizione. Spero che la valvola tenga. Anzi,no. Perchè, se accadesse l’imponderabile, la moka esploderebbe. E sarebbe bellissimo. Mamma mia, mamma mia, mamma mia! Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.