
Mamma mia che sofferenza! E che fatica! Ennesima brutta partita con una piccola. Di buono stavolta ci sono i 3 punti. Non è poco, d’accordo. Ma non riesco ad essere pienamente felice. Tanto più con l’espulsione di Rabiot, che, oltre ad essere squalificato con il Como, resterà un diffida. Tanto più, vedendo che Leao non riesce proprio a scattare. Sono delusa, perché le mie aspettative, che si erano alzate dopo Bologna, con il Pisa sono andate via. Per fortuna ci ha salvato Modric. Grazie, Luka! Anche tu non avevi giocato benissimo, ma il lampo con cui hai trafitto Nicolas e illuminato una serata davvero buia, sublima la tua prestazione. Io capisco che, per come siamo strutturati, incontriamo difficoltà con le squadre che si chiudono a riccio, intasandoci gli spazi. Sapevo, quindi, che avremmo incontrato maggiori problemi rispetto a Bologna. Però…. Perchè soffriamo così dopo aver sbloccato una gara? D’accordo, Fullkrug ha sbagliato il rigore che avrebbe probabilmente chiuso i giochi. Ma giocavamo con il Pisa, Santo Iddio. Non con il Real Madrid. Si poteva e si doveva gestire la gara con attenzione e tranquillità, aspettando il momento giusto per piazzare una seconda zampata. Però noi, purtroppo, non sappiamo gestire le situazioni di vantaggio con tranquillità neanche contro avversari modesti. Eh, sì, Chiara, tu tifi disperatamente Milan. Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala. E sono pedalate di sofferenza. L’unica gradevole eccezione è stata Bologna.

Per una volta vivo serenamente il lungo pre. Questo spaventa il mio amico Umberto, quello calmo come Sgarbi e ottimista come Leopardi. Mi redarguisce duramente per il mio ottimismo. “ Con il Bologna ero tranquillo, perché tu eri sicura di perdere. Non ne azzecchi mai una. A Pisa ci sarà da soffrire molto. Smettila di dire che vinceremo.” Cappero, qua va a finire che, se non vinciamo, è colpa mia. Ma vinceremo. Tengo d’occhio le Olimpiadi. Mi emoziono e mi entusiasmo per la vittoria della Brignone. Già mi sembrava un mezzo miracolo il sesto posto della libera. E lei trionfa in Super – G. Mi commuovo. Immensa Federica! Più forte anche di un maledetto, gravissimo infortunio. Non per niente sei milanista, Fede. Non poteva essere altrimenti. Nesta e Gattuso i tuoi idoli. Sei una di noi. Mi interesso di quel che accade a Milanello. Sono in ansia per Leao, Pulisic e Saele. Rafa lavora in gruppo. Christian si aggrega solo all’ultimo. Niente da fare per Alexis. Mi faccio coraggio con la gradevole sensazione percepita al Dall’Ara. La squadra mi sembra più brillante dal punto di vista fisico. Certo, siamo come un equilibrista che pedala su una bicicletta sospesa su una fune. E’ un attimo cadere rovinosamente a terra. Ma noi non lo faremo. E’ troppo importante vincere in un turno che prevede Inter Juve e Napoli-Roma. Scaccio il fastidioso ricordo di un paio di occasioni del genere buttate al vento nel girone d’andata. Una proprio contro il Pisa. No, stavolta ce la faremo. E poi mi metterò comodamente in poltrona a tifare Juve. Spero di non dover partire con Nkunku- Loftus. A Bologna è andata bene. Ma Italiano lascia degli spazi. Il Pisa non lo farà. Non riesco a scacciare il malefico Furlanette dai miei pensieri. Non giudicatemi male. Con estrema finezza gli dedico una frase in Latino. Vade facere culum.
Mi preoccupa la designazione di Fabbri. Occhio, Adrien… Aureliano al Var. Brrr…. Sembra proprio che partiremo con la strana coppia là davanti. Mi inquieto, perché questo significa che Leao e Pulisic non stanno bene. Loftus ha segnato a Bologna, d’accordo. Però non mi è piaciuto. Lento, molle, etereo. Come si fa ad essere così evanescenti con quel fisico scultoreo? Qualcuno lo giustifica, dicendo che gioca fuori ruolo. Einstein diceva che, se si giudica un pesce dalla sua capacità di andare in bicicletta, lui passerà la sua vita a credersi uno stupido. Non mi pare che questa considerazione si adatti a Ruben nostro. A me sembra un pesce lesso in qualunque posizione giochi. Scusa, Max, non potevi mettere Fullkrug? Già, anche Niklas sta così e così. Mannaggia… Be’, speriamo di poter fare importanti innesti dalla panchina in corso d’opera, dai. Chiunque giochi, dobbiamo vincere. Senza se e senza ma. Chissà perché nella mia mente passa spesso l’immagine di una bicicletta. Si affaccia anche il ricordo della storiella del tipo che dice: “ Una volta ho chiesto a Dio una bicicletta. Sapevo, però, che Dio non agisce in questo modo. Allora ne ho rubata una e gli ho chiesto di perdonarmi.” Spero che, con questo via vai di biciclette, non finiamo per bucare una ruota. Il tempo che mi avvicina alla partita scorre lentamente. La qualità del tempo è più importante della sua misurazione. Il tempo non è solo il quadro in cui scorrono i colori della vita. E’ anche l’abito del destino. E l’abito del nostro destino deve essere di prima qualità all’arena Garibaldi. Ho una voglia di vincere che mi trasuda da tutti i pori. Scaccio dalla mia mente la bruttissima immagine di Furlanette. Dai, che si comincia!

Io sono lì, a guardarmi la partita, insieme al calmo, serafico amico Luigi. Ho pure due interlocutori telefonici. Uno, il solito, mi tormenta. Vengo investita da ondate di “ Te l’avevo detto! Il tuo pronostico mi ha terrorizzato. Non ce la faremo mai a vincere! Non capisci niente di calcio!” In effetti giochiamo davvero male. Ma alle grandi squadre capita di sfangarla in giornate di brutte prestazioni grazie alla zampata di un singolo. Verso la fine del primo tempo spunta, inaspettato come un fiore nel deserto, il gol di Loftus. Già, proprio di colui che io non farei mai giocare. “Non crederai di aver vinto, vero? La partita è lunghissima e possiamo anche perderla.” Così si esprime Umberto. Io non sono tranquillissima, a dire il vero. Spero di chiuderla presto nella ripresa, magari con l’aiuto di qualche cambio. Si ricomincia con Fullkrug al posto di Nkunku. Io avrei sostituito Loftus, Max. Il gol di Rabiot viene annullato per fallo di mano di Niklas. Mannaggia…. Poi Il rigore. Mi arrivano via etere queste parole incoraggianti: “ Lo sbagliamo. E poi il Pisa pareggia.” La porta è grande, ma Fullkrug prende il palo esterno. Nooooo!!!!! Vi lascio immaginare le urla che escono dal mio cellulare. Mi traforano il timpano. Ho paura, ma penso che, se siamo una squadra un po’, un po’, possiamo gestire e magari incrementare il vantaggio. Invece…. Non siamo una squadra un po’, un po’. Il Pisa pareggia e a me si gela il sangue. Non ne posso più delle esternazioni di Umberto. Lo prendo a male parole e, prima di buttar giù il telefono, gli intimo di non chiamarmi più. Mi richiama due minuti dopo. E la sventurata, come la povera Monaca di Monza, risponde. Chi è causa del suo mal… Sono un povero concentrato di rabbia e di frustrazione. Entrano Leao e Pulisic e ci mettiamo con il 4-3-3. Rafa non riesce a scattare, purtroppo. Poi… Lukaaaaaa!!!!!!!!!! Ma so che, con noi, non è mai finita. Scatta ineluttabile l’ammonizione di Rabiot che, forse, non aveva nemmeno sfiorato il Pisano, stramazzato urlante al suolo. E ti pareva…. Poi l’altro giallo per proteste e quindi il rosso. Qui non ci vedo più. Non so cosa abbia detto Adrien. Lautaro, Barella, Bastoni urlano spesso a pochi cm dalla faccia degli arbitri con i lineamenti stravolti e gli occhi fuori dalle orbite. Non credo dicano carinerie. Ma a loro non succede mai niente. Inveisco contro la Marotta League. Rabiot, oltre alla squalifica con il Como, resterà in diffida, proprio mentre si avvicina il derby. Scommettiamo che…. Sono fuori dalle grazie di Dio. Finalmente arriva la fine e io sono stremata. Non ne posso più.
Certo, i 3 punti sono pesantissimi e benedetti. Io, però, non riesco ad essere pienamente felice. Non si può, una volta sbloccato faticosamente il risultato, farsi raggiungere. Non si può soffrire sempre così. Non sono preoccupata perché giochiamo male. Lo sono perché giochiamo male da squadra fragile. Non da squadra solida. Adesso ci aspetta il Como. Ha perso in casa con la Fiorentina, d’accordo. Ma noi siamo senza Rabiot e con Rafa, Pulisic e Saele a servizio ridotto. E ridotti sono pure i nostri ritmi e la nostra capacità di gestire le partite. Diamo la sensazione di essere friabili e concediamo sempre troppa corda agli avversari. Sarà durissima. Sarebbe meglio che mi dedicassi alla bicicletta, ma invece sarò sempre lì a soffrire con e per il mio Milan. Alla faccia della gentaglia che lo possiede e lo dirige. Scacciamo i mercanti dal tempio, maledizione al secchio! Tra poco mi metterò danti alla TV e mi travestirò da ultrà gobba. S. Valentino mi porta una vena di malinconia, perché penso a Marco Pantani. Che dire ancora? Una sola cosa. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.
Chiara
P. S. La Juve non è riuscita ad evitare il furto con scasso. Viva la Marotta League.
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