Il caso e la necessità

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D’accordo, il caso sembra governare la nostra confusa situazione. La necessità è quella di trovare una proprietà vera. Però….. E vai! E’ la seconda di fila che vinciamo! Non è un filotto? Be’, è un filottino…. A parte gli scherzi, cosa posso farci se una vittoria del Milan mi fa sentire, comunque, più leggera? Non succede così anche a voi, ragazzi? Ok, nessuno esulta davvero. La nostra resta una brutta stagione e il futuro fa paura. Ma non c’è niente da fare. Il cuore è felice quando vince il Milan. Risulta difficile pensare di prendere la Roma, per evitare i preliminari di Uefa League. Sei punti sono tanti e, dopo la Spal, ci aspetta un trittico tremendo. Ragion per cui anche il settimo posto momentaneamente acquisito è a forte rischio. Lo sappiamo bene. Nonostante ciò, peccato che gli Orrendi abbiano ribaltato in extremis al Tardini. La ragione dice che tutto sommato il risultato ci va bene, perché il Parma è una nostra avversaria diretta? Il cuore se ne frega! Anche sull’uno a zero a pochi minuti dalla fine avrei firmato per un loro pareggio. Ma una vittoria, no! Kucka espulso per proteste in occasione del gol e Parma frastornato, maledizione al secchio. Tutto rovinato nel giro di un paio di minuti. Pazienza, dai. Avevo goduto a sufficienza in occasione del pareggio del Sassuolo. Mannaggia….

Dipendesse da me, avresti molto più spazio, Lucas.

Da tifosa del Siviglia, non è per me un buon viatico verso la nostra partita il pareggio faticosamente acciuffato dagli Andalusi con il Valladolid. Partita bruttissima che mi sciroppo tutta. Mica guardo Juve Lecce, io! Suso entra in campo all’inizio della ripresa, quando siamo sotto di un gol. Nonostante il mio tifo sfrenato per lui, incide davvero poco. La palla gliela passano con il contagocce. Però da un suo cross, udite udite, di destro nasce il colpo di testa che va a sbattere sul braccio di un difensore, procurando il rigore del pari. Poi il Villareal batte il Valencia e si porta a soli tre punti dal quarto posto del Siviglia. Spero che il Getafe non vinca stasera, perchè andrebbe a due. Bah! Speriamo bene, ma…. Rientrando nei confini nazionali, una brutta Lazio vince in qualche modo con la Fiorentina. La cosa non mi spiace di certo. Penso a noi e sono convinta che giocheremo con la stessa formazione di Lecce. Sono contenta per l’inaspettato recupero lampo di Kjaer. Dzeko è davvero un brutto cliente. Ancora Bonaventura al posto di Paquetà. Jack sarà felice, perché gli viene data la possibilità di mettersi in mostra e trovare un ingaggio. Io molto meno. E’ una questione di logica. Lucas è un patrimonio della Società. Vuoi venderlo? Bene. Devi cercare di valorizzarlo, facendolo giocare. O no? Magari, regalandogli un po’ di fiducia, può fare anche bene. Già, la la logica. E’ l’anatomia del pensiero. Da noi, però, da molti anni, Silvio ufficialmente imperante, ne pare diventata l’autopsia. Mannaggia….

E’ vero, comunque, che la logica dipende dai presupposti da cui parti. Per esempio, un tipo dice che, se sulla Terra non ci fosse acqua, nessuno potrebbe imparare a nuotare. Così migliaia di persone morirebbero affogate. Noi anneghiamo nel nostro amore per il Milan. Naufraghiamo in questo immenso mare, magari non dolcemente come Leopardi. Le ebbrezze di infinito sono ricordi ormai sbiaditi. Tant’è…Il caso ci ha dipinto il cuore di rossonero. La necessità ci impone di continuare ad amare disperatamente questi colori. Del resto, le mutazioni genetiche sono casuali. Ma si trasmettono necessariamente ed è la selezione naturale a stabilire quelle che prenderanno il sopravvento, perché risultano utili alla sopravvivenza della specie. Ce l’ha insegnato Darwin. “ Il caso e la necessità” è un libro di Jacques Monod. Di’ la verità, Jacques, che eri almeno un po’ milanista. Cappero, giungono voci che l’arrivo dell’uomo Rangnick non sia così sicuro. Spero tanto siano infondate. Altrimenti vivremmo una situazione surreale. Faremmo una figura di palta, come tante ne abbiamo fatte. Una più, una meno… Scaccio questa idea. D’accordo, ci governa il caso. La programmazione non è il nostro forte. Ma ho la necessità di credere che non siamo proprio alla deriva. Vengo trafitta dai dubbi sulla nostra vera proprietà. Insomma, lo zio Yongho si è rivelato per quel che era. Ed Elliott ha avuto un ruolo preciso in quella trattativa, poi materializzatosi con l’escussione del pegno. La via del successo è sempre costeggiata da spazi per parcheggiare. Non è che Elliott sia uno di questi? Per rendere produttivo il suo investimento, la proprietà dovere costruire un Milan competitivo. L’unica strada per farlo è aumentare i ricavi con le sponsorizzazioni. L’impresa mi parrebbe piuttosto facile per un fondo che ha corpose partecipazioni in tante aziende. Invece…..Bah!

Ciao, Pierino.

Tra un’elucubrazione e l’altra arrivo alla partita. Bello il ricordo e il saluto della curva per Pierino la Peste. Assurdo farci giocare in quella fornace. Questa volta, cosa davvero strana, un vantaggio ce l’abbiamo. Due giorni di riposo in più non sono pochi. Il caso che mi ha fatto milanista mi induce, volente o nolente, alla necessità di seguire le evoluzioni della squadra. Evoluzioni tutt’altro che accattivanti nella prima mezz’ora abbondante. Fino a lì vedo una Roma non eccezionale, comunque padrona del gioco, sbagliare un gol clamoroso con Dzeko. Noi? Praticamente inesistenti. Ci mettiamo quasi trenta minuti per scagliare il primo tiro verso la porta avversaria. Jack spara a lato da buona posizione. Cross di Teo! Sbuca Calha sul secondo palo! Il colpo di testa è alto. Noooo!!!!! Andiamo al riposo sullo zero a zero. La sensazione è che stiamo crescendo. Vedremo nella ripresa…

Ho trepidato con e per te, Hakan.

Paquetà entra al posto di Bonaventura. Finalmente! Saele sostituisce un Casti oggi piuttosto spento. Bella azione innescata e conclusa da Calha, che finalizza l’uno due da posizione ravvicinata ma defilata. Mirante mette in angolo. Buon tiro di Paquetà, che scalda i guantoni di Mirante. Siamo indubbiamente cresciuti. Ma non basta. Bisogna buttarla dentro! Entra Kalinic per Dzeko. Provo un misto di sollievo e di paura. Insomma, sarebbe una beffa atroce se….. Pellegrini sbaglia il passaggio. Rebic si avventa felino sulla palla. Poi, però, ci litiga e sembra averla persa. Invece no. La passa a Paquetà. Cross lungo dalla sinistra. Dall’altra parte Saele la rimette dentro. Girata al volo di Kessie! Mirante respinge! Si avventa Rebic! Il portiere devia sul palo! Ancora Ante! Goooollllllll!!!!!!! Sìììììì!!!!!!!! Io un pochino urlo, eh! Mamma mia! Sembrava proprio non voler entrare quella maledetta palla. Ma non è certo finita. Laocoonte diceva a ragione:” Timeo Danaos et dona ferentes.” Io temo il nostro braccino corto. Leao sostituisce un Rebic che ha dato tutto e anche di più. A dire il vero, soffriamo poco. Io, però, soffro lo stesso. Poi, a un sospiro dalla fine, Theo, aiutato da un rimpallo, irrompe in area. Viene steso. Rigore! Incredibile! Il Var viviseziona l’azione, eh! Ma il rigore è solare e non possono togliercelo. Sul dischetto va Calha. Kessie con un bel gesto gli cede l’opportunità. Mio Dio. Ti prego, Hakan. Io trepido con lui. Gooooolllllll!!!!!!! Sìììììììì!!!!! Adesso è veramente finita.

Allora, che fai uomo Rangnick?

E nel migliore dei modi. So bene che la stragrande maggioranza dei tifosi ha visto una brutta partita di Calha. E, avesse sbagliato il rigore, apriti cielo. Intendiamoci, Hakan ha fatto degli errori. Ma sa sventagliare, verticalizzare. Crea gioco. Magari non sempre bene. Però non è certo un tappo. Si inserisce in avanti e torna dietro a coprire. Gioca a tutto campo. Ha bisogno di una cosa che si chiama fiducia. La stessa di cui necessita Paquetà. Lucas è entrato, sbagliando alla grande due palle. Poi, però, si è ripreso. Sul primo gol mi sono commossa, perché finalmente ho visto diversi uomini in area. Deo gratias! Io mi godo la vittoria e, per non farmi prendere dall’angoscia, cerco di pensare solo al futuro immediato, che si chiama Spal. Arriverà l’uomo Rangnick? Se sì, come allenatore, come DT o con entrambi i ruoli? Interessa davvero il settimo posto? Quando si giocheranno i preliminari con questa enorme compressione dei calendari? Bah! Il caso è il nostro compagno di viaggio. La necessità è quella di essere comunque capaci di sperare. Tanto, qualunque cosa accada, niente e nessuno ci toglierà il nostro Milan dal profondo del cuore.

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.