Emergenza e normalità

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Eh, be’, temevo questa sosta per le Nazionali. L’esperienza è maestra di vita. E la nostra negli ultimi due anni ci ha dato lezioni dure e dolorose. Io non speravo di recuperare gli infortunati. Avevo paura che se ne aggiungessero degli altri. Pessimista? Forse. O forse semplicemente realista. Certo, potevo magari aspettarmi Giroud. Non la lesione al polpaccio di Maignan. Questa tegola mi ha letteralmente tramortito. Nooooo!!!!!!! Non ho creduto all’ipotesi di un inconveniente leggero, come sembravano prospettare alcune prime ipotesi. Perchè? Elementare, Watson. Da noi robette di poco conto si trasformano sempre in infortuni che ci privano dei giocatori per parecchio tempo. Non sono neppure arrabbiata. La mia anima è un crogiolo di delusione, avvilimento, frustrazione. Noi non abbiamo un’emergenza infortuni. La nostra, purtroppo, è una normalità. Con chi me la devo prendere? Con la scalogna cosmica? Con il destino cinico e baro? Anche, per carità. Ma, quando gli episodi negativi si ripetono continuamente, mi sembra miope prendersela solo con la perfida casualità. Monod ha scritto un libro dal titolo “ Il caso e la necessità”. La nostra necessità, e non da oggi, è quella di smetterla di pensare agli sberleffi del caso e di analizzare con lucidità e freddezza la situazione.

Pintus

Tutti d’accordo sul fatto che si giochi troppo. Pazzesco inserire l’inutile Nations League, assolutamente da abolire, in questa stagione anomala per via dei maledetti Mondiali arabi di Nocembre. Anche gli altri hanno i loro infortuni. Sì, ma non in maniera esagerata come noi che, oltretutto, procediamo in questo modo dolorosamente abnorme da parecchio. Inutile stare a discutere i singoli casi. I nostri numeri ormai sono da indagine statistica. Cosa c’è che non va? Dobbiamo stare più attenti nell’acquistare i giocatori, cercando di assicurarci che siano integri? Facciamo un gioco troppo dispendioso, che mette a dura prova la tenuta fisica dei nostri ragazzi? Abbiamo uno staff atletico e medico… piuttosto rivedibile? Dobbiamo porci queste domande e trovare le giuste risposte, se vogliamo cercare di risolvere il problema. Io l’anno scorso mi sono arrabbiata molto quando ho saputo dai medici francesi che Mike aveva giocato più di un mese con un polso fratturato. E mi sono inquietata pure per Theo. Insomma, lui aveva accusato qualche fastidio. Come puoi farlo partire per la Nazionale, senza che il tuo staff medico accerti la natura del problema? E i tuoi medici sono in grado di fare diagnosi e prognosi corrette? I nostri ragazzi, così spesso soggetti a infortuni, sono allenati bene? Se permettete, qualche dubbio in proposito ce l’ho. E non da oggi. Io punterei a un grande acquisto per l’anno prossimo: Pintus.

Senza voi due sto male.

Maignan, Theo e Leao sono i nostri campioni. I primi due hanno riserve di modesto valore. Rafa, invece, ha riserve infortunate. Questa è la realtà. Se a Empoli non gioca Ballo, mi arrabbio. Eh, sì. Mi avete fatto imbufalire, mettendolo nella lista Champions. Io non lo volevo assolutamente. Voi sì. Quindi ritenete che valga qualcosa. Be’, allora me lo schierate al posto di Theo. Senza se e senza ma. In queste condizioni la gara con l’Empoli si presenta molto difficile. Recupererà Tonali? In ogni caso vale la pena di rischiarlo prima del trittico terribile? Sarà vero che Rebic si allenerà in gruppo da Martedì?.Io non ho una grossa considerazione delle terapie conservative. La punta d’ernia rispunterà a breve? Da quanto tempo ce l’ha? Quando se ne sono accorti? Forse veniva meglio ritenerlo ipocondriaco. Potremo avere Theo con i Gobbi? Dubito. E Origi? Pure Kjaer ha accusato un problema alla caviglia. Bah! E speriamo che non si facciano male Rafa e Isma. Insomma, i tifosi del Milan non hanno mai pace. Tanto meno durante le maledette soste per le Nazionali. Non credo che per gli altri sia così. Questa emergenza, che per noi è normalità, è una compagna di viaggio fastidiosa. Ancor più fastidioso mi risulta il fatto che la Società sembri inerte. O, comunque, non riesca a cavare un ragno dal buco.

Ti prego, Rafa. Non infortunarti anche tu.

Francamente della partita della Nazionale non mi frega nulla. Potevi aspettare ancora un po’ a restituirci Tonali, Mancio. Pellegrini, invece, l’hai rispedito subito. Eppure lui giocherà la prossima di campionato. Non che la cosa mi dispiaccia, eh. Sandro, invece, chissà. Sono contenta che Tomori rimanga in panchina. Mi spiace che l’Indegno abbia ricevuto pochi fischi. Bello il gol di Raspadori. Bene Pobega. Abbiamo vinto? Non me ne potrebbe importar di meno. Se il Portogallo non schierasse Rafa, sarei più tranquilla. Figurati…. Sarò costretta a guardare la partita in stato di apprensione. Si può vivere così? Al contrario di me, la Società ha una calma olimpica. Il rinnovo di Leao? C’è tempo, perbacco. Invece il tempo gioca a nostro sfavore, facendo avvicinare la data di fine contratto. E la nostra forza è potergli aumentare lo stipendio, in modo che nei prossimi due anni guadagni molto di più di quanto farebbe andando a scadenza. Il rinnovo converrebbe sia dal punto di vista tecnico che da quello economico, perché ci darebbe poi, comunque, la possibilità di venderlo con grande forza contrattuale. A meno che lui non voglia la luna, naturalmente. Ma allora la squadra che gliela offre dovrebbe soddisfare anche le nostre esigenze. Insomma, bisogna decidere. Rinnovo o vendita. Evitatemi, per favore, lo stillicidio del tergiversare, che poi si concluderebbe con la perdita del ragazzo a zero. Questo non lo sopporterei.

Tu per me sei uno splendido prospetto di campione.

Rafa titolare con il Portogallo. E ti pareva… Qui si soffre per la sindrome da infortunio. Fortunatamente va tutto bene. Ma ci sarà un’altra partita. E Giroud… Non voglio più pensare ai nostri giocatori impegnati con le Nazionali maggiori o Under. Non ho intenzione di rischiare la paranoia. Basta! Una squadra ha pagato un contributo salato alle Nazionali. Naturalmente è il Barcellona, maledizione al secchio. Perchè mi arrabbio? Facile da intuire. Basta vedere chi dovrà affrontare nelle due prossime partite di Champions. E noi in quali condizioni affronteremo la doppia sfida con il Chelsea, inframmezzata dalla gara contro i Gobbi? Dea Eupalla, dove sei, che ti faccio nera? Be’, almeno, visto che l’emergenza ha indossato i panni della normalità, dovremmo averci fatto il callo. Io mi aspetto molto da Deka. Ha giocato male? Sì, è stato spesso avulso dal gioco. Però in quei pochi, meravigliosi sprazzi ha mostrato le stimmate del fuoriclasse. Stefano, devi metterlo nelle condizioni più adatte perché possa esprimere compiutamente le sue grandi potenzialità. Il suo talento. Questo significa dargli fiducia, farlo giocare con continuità. A me, sinceramente, il ballottaggio con Brahim sembra financo sacrilego. C’è bisogno di copertura a centrocampo? Metti un centrocampista in più al posto dell’esterno di destra. Ormai sono stanca di dirtelo. Mi hai fatto sfinire invano. Capisci che, finché si vince, io sono contenta e mi placo. In caso contrario, però… Tata inserito in lista Champions al posto di Mike. Speriamo che Magic possa giocare con la Dinamo. Mamma mia, com’ero distrutta, quando ho saputo del suo infortunio. Sapevo che non era cosa da poco conto. Le leggi di Murphy ci fanno un baffo! Speriamo possa esserci a Zagabria… Theo ha giocato un secondo tempo fantastico contro il Napoli, nonostante il suo problema muscolare. E’ stato imprudente? Forse. Ma mi ha commosso. Io lo adoro. Lui è un grande. Quando lo recupereremo? Il Milan è il ponte che mi traghetta dalla riva del tran tran quotidiano alla sponda della fantasia, dei sogni. Il ponte si è incrinato. Infortunato pure lui, mannaggia. L’ha fiaccato la normalità dell’emergenza. Penso all’Empoli, La partita vale 3 punti come quella con i Gobbi. Bisogna vincere. Ma sarà durissima con tutti i nostri acciacchi e il pensiero rivolto a ciò che ci aspetterà a brevissimo. Normalità, fa’ un passo avanti! Emergenza, fanne uno indietro! Non potete andare sempre a braccetto. Io… scaldo il mio cuore preoccupato con Paolo Maldini. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.