Dei delitti e delle cene

Poteva andare pure peggio! Noi dobbiamo fare i conti con i nostri limiti e il Como, quando ci vede, diventa assatanato. Manco dovesse giocare una finale di Champions. Mi spiace per il brutto errore di Maignan. Ma lungi da me l’idea di crocifiggere Magic. Forza Mike! Capita anche ai migliori di di sbagliare di brutto. Meno male che hai già firmato il rinnovo. Altrimenti Furlanette ti avrebbe nascosto la penna. Già, La Penna. Avrebbe dovuto essere lui a dirigerci. Ma, dopo la grandiosa performance pro Orrendi, è stato sostituito da Mariani. Quello della scorsa finale di Coppa Italia. Quello di Milan Genoa, per intenderci. Sono delusa? Un pochino. Neanche tanto, però. Sapevo che sarebbe stato molto difficile. Noi senza Rabiot. Loro, invece, con Nico Paz, che aveva scampato il giallo con la Fiorentina non si sa come. O forse il come si sa bene. E si intuisce pure il perché. La beffa del destino ha voluto che fosse proprio Nico Paz a segnare. E al destino dà una robusta mano Mike, purtroppo. Surreale l’espulsione, l’ennesima, di Allegri. Dunque, quel simpaticone di Fabregas corre lungo la linea laterale, more Inzaghi. Commette fallo su Saele che sta giocando sulla fascia. Alexis giustamente si arrabbia. E pure Max che va verso la zona del misfatto. Risultato? Allegri espulso. Fabregas, nonostante la sua performance da terzino arcigno, no. Il fatto che gli allenatori non possano uscire dall’area tecnica vale per alcuni. Per altri no. Chi non l’ha ancora capito è uno zuccone. Per essere sinceri, anche Alexis, innervosito dal bizzarro episodio, avrebbe poi meritato un secondo giallo. Ma che sia proprio il signor, si fa per dire, Fabregas a lamentarsene è assurdo. E adesso? Fine di un sogno mai nato? Voltiamo pagina.

Due cari amici

Andiamoci piano. Prima il libro del campionato va sfogliato un pochino all’indietro. Io ripongo qualche speranziella nella Juve. Non tanto per cullare chissà quale sogno. No, si tratta proprio di idiosincrasia per certi colori. Una faccenda simile a quella del tipo che dice: “ Non sono vegetariano perché amo gli animali. Lo sono perché odio le piante!” Insomma, le mie speranze non erano mal riposte. Ma quel che ho visto in campo è stato disgustoso. Non tanto per la simulazione. E’ vergognosa la sfacciata esultanza di uno che, a sentire tanti e anche lui nella conferenza… postuma, è un bravo ragazzo. Mi è spiaciuto tanto per Pierino, che continuo a seguire con un affetto pari all’odio verso chi l’ha praticamente regalato alla Juve, per prendere Emerson Royal. Anche il primo giallo era inesistente. Non che mi sia meravigliata più di tanto, perché so da anni che vige la Marotta League. Caro D’Azeglio, mi perdonerai, ma io potrei scrivere “ Dei delitti e delle cene”. Ho ben presente le cene intime di Don Beppe con il procuratore Viola. Certo, nessun Media di rilevanza nazionale ne ha parlato. E neppure ha accennato al fatto che, al ristorante “ The Wilde” di Milano, Marotta e Cappellini, l’avvocato del club, cenarono amichevolmente con Gravina e Viglione. Sì, Viglione, responsabile dell’Ufficio legale della Figc, che andò a festeggiare lo scudetto in panchina con Inzaghi. Viglione, marito della signora Panzironi. Ricordate questa donna? Fu presidente di quella Covisoc che accettò senza fare una piega una lettera di patronage della Grand Tower, per garantire l’iscrizione della Banda degli onesti al campionato. Peccato che la Grand Tower non avesse mai presentato un bilancio atto a certificare la sua solidità finanziaria. Quando nel 2024 tirò fuori di malavoglia quello del 2021, questo presentò un rosso, tra perdita di esercizio e patrimonio netto negativo, superiore a 600 milioni. E non abbiamo mai avuto la grazia di sapere quando e a chi fosse state ceduto il 31% delle quote in possesso di Lion Rock. Oaktree, escutendo il pegno, rilevò l’intero pacchetto azionario dal quale Lion Rock risultava esclusa. Era ingenuo aspettarsi una presa di posizione da parte di Gravina. Alla Figc devono essere segnalati passaggi di quote societarie superiori al 10%. Lo prevedono i regolamenti. Ma c’è chi dei regolamenti può tranquillamente fregarsene, perché ha santi in Paradiso. E anche molto più in giù . A Milano c’è un procuratore che si presenta ai giornalisti per escludere coinvolgimenti mafiosi della Società, sfoggiando un telefonino, la cui cover ha lo stemma dell’Inter. E’ proprio quello delle cene con Marotta. Il Presidente del tribunale, Roja, dichiara con orgoglio di essere interista. Si compiace del fatto che molti negli uffici giudiziari condividano il suo stesso tifo. Insomma, lì sono tutti figli di Roja. E vogliamo parlare della seconda carica dello Stato? Hanno i loro uomini in tutte le Istituzioni calcistiche, politiche, giudiziarie e mediatiche. Per quel che concerne la stesura e la gestione dei calendari, solo chi ha o vuole avere le fette di prosciutto sugli occhi può ignorare che ci siano delle ripetute… stranezze. Saranno casuali, certo. E allora attaccatevi al caso. Il calendario viene fatto dal computer. Chi è l’uomo che lo “istruisce”? Butti, che è stato per molti anni dirigente indovinate un po’ di quale squadra. E l’introduzione del calendario asimmetrico rende più facile fare certe previsioni. Definizione di anticipi e posticipi? A rappresentarci in Lega abbiamo Scaroni. E ho detto tutto. Un pensiero per l’Aia? Hanno ammesso, bontà loro, l’errore sul secondo giallo a Kalulu. Non quello sul primo, però. Il rigore su McKennie? Non c’era, perché, udite, udite, si è trattato di step on foot laterale. Ridicoli!

Caro D’Azeglio, quali sono le pene adeguate per questi individui?

Già, Scaroni. Mamma mia! Non mi meraviglierebbe se sua madre, vergognandosi del bimbo, lo chiamasse “ Bello di zia”. Per lui, Furlanette e Gerry, pensando a “ Dei delitti e delle pene”, ci vorrebbero delle punizioni esemplari, perché i delitti perpetrati sul nostro povero Milan sono stati grandi. Enormi! Immensi! Mentre Marotta pontificava, sproloquiando da Papa Re davanti al logo della Lega Calcio, Bello di zia rilasciava interviste a margine. Lui di calcio non vuol parlare. E quando mai qualcuno dei nostri capataz si interessa al calcio? Gerry per la prima volta va in Lega, sì. Peccato lo faccia solo per cianciare di diritti televisivi. Scaroni ama fare gradevoli battute. E’ presidente del Milan da otto anni, ma a volte se ne dimentica. Ti dimentichi anche di ritirare il lauto stipendio? Deve andare a lezione di calcio da Marotta, afferma giulivo il tapino. Ecco, una cosa voglio dire al nostro presidente, individuo meno simpatico di una una scheggia sotto un’unghia. Le battute che farei volentieri su di te sono quelle di caccia.

Ovvio che, con tutto quello che mi bolliva dentro, non fossi particolarmente ottimista per la gara con il Como. Troppo cattivi gli auspici, dalla tragicomica vicenda Perth, ai cartellini dati a Rabiot e non a Nico Paz, alle non buone condizioni fisiche di Leao e Pulisic. E pesa sempre un macigno sul mio cuore per lo schifo di Società che abbiamo. Dalla partita estrapolo due flash. Colui, che, con arbitraggi normali, non avrebbe dovuto giocare, approfitta della disavventura di Magic. Colui che gioca, pur essendo palesemente menomato, ci regala il pareggio e poi corre ad abbracciare Mike. Sei grande, Rafa! Non sopporto più i tuoi feroci detrattori. Insultare volgarmente il ragazzo, non vedere che non sta bene, è cosa che irrita me e chiunque sia dotato di normale intelligenza. Perchè gioca? La risposta è facile, pensando a quali siano le nostre alternative in attacco. Avessimo preso Malen invece di Fullkrug… Intendiamoci, Niclas a me piace. Ma non ci vuole l’acume Salomone per capire che ce l’hanno regalato a causa delle sue precarie condizioni fisiche.

La mia malinconica serata è stata rallegrata da una nota positiva. Gli Orrendi le hanno buscate a Bodo. Ha segnato Hauge! Io ti ricordo con affetto e simpatia, Jens Petter. Vedi di illuminare anche la notte di S. Siro. Certo, so che, delle tre malcapitate Italiane, quella che ha maggiori possibilità di ribaltare il risultato è colei che più detesto. Ma almeno dovranno faticare. E noi? Faticheremo anche contro il Parma. Purtroppo non abbiamo la forza di prendere saldamente in mano la partita. E c’è sempre qualche episodio, qualche errore che ci complica maledettamente le cose. I Comaschi hanno una bella faccia tosta per lamentarsi del secondo mancato giallo a Saele, che peraltro, bisogna essere onesti, c’era. Uno di loro ha rischiato di sfasciare Pavlovic con un fallaccio quanto meno da arancione. Manco è stato ammonito. E Fabregas, che ha fatto fallo su Alexis, una roba che sinceramente non avevo mai visto, non è stato espulso. Al suo posto ha pagato Allegri. Grottesco. In effetti, a ripensarci, una cosa simile era capitata con Theo, che aveva dovuto circumnavigare un Simone Inzaghi in versione terzino. Almeno, però, il buon Simone non aveva fatto fallo. Già, “Dei delitti e delle cene”. Potrei scrivere un tomo su questo argomento. Possibile che mai nessuna cena vada di traverso a Don Beppe? Mi sento come una naufraga travolta dalla tempesta della Marotta League e dai nostri nauseabondi marosi societari. E il naufragar non m’è dolce in questo mare. Io mi aggrappo alla squadra e all’allenatore. So che che Domenica ci sarà da soffrire contro il Parma. E io sarò lì a farlo e a tifare disperatamente Milan, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.

Chiara

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Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.