
Ed eccoci qua, in quest’altra simil sosta per le Nazionali. Eh, già, davvero bizzarro questo calendario. E dobbiamo pure leccarci le punte delle dita! Fosse stato per i geni che pullulano nella nostra esimia Società, ligi agli ordini del piccolo Napoleone, i ragazzi adesso sarebbero a Perth, a godersi la gradevole temperatura di 40 gradi. Il tempo è un espediente che la natura ha inventato per evitare che tutte le cose accadano contemporaneamente. E i calendari sono fatti apposta per distribuirlo secondo le esigenze di ognuno. Certo, come nella fattoria di Orwell, in quella della Serie A tutti gli animali sono uguali. Alcuni, però, lo sono più di altri. Ma gentaglia che non avrebbe esitato a mandare la squadra dall’altra parte del mondo, per il bene del calcio italiano si intende, può interessarsi del calendario e dell’incidenza che questo ha sui risultati sportivi? Ovviamente no. Eh, Musil, quando hai scritto “L’uomo senza qualità” tu non lo sapevi, ma hai precorso i tempi. Sì, perché c’è un ometto senza qualità, la cui arroganza è pari solo all’incompetenza, che angoscia la vita dei milanisti. Non di tutti, intendiamoci. Ci sono pure i Furlani’s boys, purtroppo. Io li capirei perfettamente, se tifassero per altre squadre. Da parte mia, quando mi chiedono quale colpo di Mercato vorrei per Giugno, non ho dubbi. Il mio sogno, che temo sia un’illusione, è uno: la dipartita di Furlanette.

La trasferta di Pisa è ancora lontana. Guarda un po’ il caso. Lo stadio di S. Siro è inagibile per l’inaugurazione delle Olimpiadi. Chi gioca in casa per l’occasione? Il Milan, naturalmente. E’ mai successo che una squadra giochi 3 partite consecutive in trasferta? Che in trasferta vada 5 volte su 6? Non era mai accaduto. Fino ad ora. E chi è l’antesignano di questa…. bizzarra novità? Il Milan, ovviamente. E’ strano vero? Tutto casuale, però. E che diamine! Ma qualche volta il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Esiste l’eterogenesi dei fini. Cioè, qualcuno compie un’azione in vista di un obiettivo e poi, sfortunatamente, ottiene risultati diversi. La speranza è che il lungo lasso di tempo tra una partita e l’altra favorisca i recuperi di Leao e Pulisic. Mi sa, però, che i problemi fisici dei dei due ragazzi non siano risolvibili a breve, purtroppo. Visto che ci sono le Olimpiadi, godiamocele, dai. La cerimonia di apertura dà una lezione di stile ai Francesi, che si erano resi protagonisti di una volgare pacchianata. Mi sono emozionata, vedendo Franco Baresi. Belli l’argento e il bronzo di Franzoni e Paris nella libera maschile. Resta un pizzico di rimpianto per l’oro. Ma non si può volere troppo, dai. Meravigliosa la vittoria della Lollobrigida. Tenerissima l’intervista “disturbata” dal suo splendido bambino. Guardo con interesse la discesa libera femminile. I miei sogni proibiti si chiamano Sofia. Lei è di bronzo. Tre medaglie di diverso colore in tre Olimpiadi. Grande! La Brignone al rientro non poteva fare di più. Bene la Pirovano, sesta. Non male neanche la De Lago, dai. Le nostre ragazze sono forti. Mi spiace molto per la bruttissima caduta della Vonn.
Le Olimpiadi invernali hanno un loro fascino. Il calcio, però, è un’altra cosa. Perchè, Signore Iddio, ci hai inflitto questa proprietà e questa dirigenza? Vuoi mortificarci con pane amaro, per farci maggiormente apprezzare le gioie che verranno dopo? Già, ma dopo quando? Non devo avere fretta? Già, la felicità si costruisce anche con le lacrime e tanti vaffa. Quanto ai secondi sono già in overdose. Le calende sono il primo giorno del mese nel calendario romano. Non esistono, invece, in quello greco. Ecco, non vorrei che la liberazione da Furlanette fosse rinviata alle calende greche. Mi torna alla mente la faccenda Mateta. I giullari filosocietari la dipingono come una dimostrazione dell’abilità del nostro staff medico e del nostro scafatissimo Ad. Ah, sì? E’ bravo uno che imbastisce una pantomima, fa propalare che il Deus ex machina della trattativa è lui, alla faccia del Ds, per poi veder saltare tutto all’ultimo giorno? Io non lo sapevo, ma notizie sulle precarie condizioni fisiche di Mateta erano comparse sui giornali inglesi ben prima di Natale. E allora perché tuffarsi nell’operazione a capo fitto, senza prendere in esame alternative? Per cercare una scusa? Per poter dire che i soldi c’erano, ma ormai mancava il tempo per investirli in altri giocatori? Io credo che l’individuo manchi proprio di acume. Insomma, uno ha un superego tanto smisurato quanto mal riposto. Ci sta perfettamente che usi dei menestrelli, per informare il mondo che lui è il capo assoluto e sta concludendo in prima persona un acquisto. Ci sta anche che dileggi il Ds e si affidi a Busardò. Operando in questo modo, scavalcando e delegittimando i collaboratori, si fa il male di una Società. Di questo, però, non frega nulla al soggetto in questione. Quel che non ci sta è la figura di melma che poi rimedia, non concludendo un affare per cui aveva mosso tante fanfare. Possibile che l’incompetenza dell’individuo sia tale che egli non sapesse dei problemi di Mateta? Può essere. Il fatto è che costui sporca sempre l’immagine del Milan. Il Crystal aveva preso il sostituto dai Wolves che, a loro volta, avevano acquistato un altro giocatore. Se fossi un dirigente di una qualsiasi squadra e ricevessi una telefonata da Furlanette, lo schiferei.
Eh, la lingua batte dove il dente duole. Ma qualcosa di bello lo abbiamo. Si tratta della squadra e dell’allenatore. Io mi sento rappresentata da loro. Pur con i limiti di una rosa monca, di guai fisici, di ostacoli esterni posti da chi gestisce calendari e arbitri, i ragazzi lottano. E io sono in empatia con loro e con Max. Al momento siamo secondi. Mi rendo conto che non abbiamo la forza per infastidire gli ingiocabili in campo e fuori. Ma non importa. Seguo la squadra con un affetto pari all’odio che provo per la Società. Non coltivo illusioni. Così come faccio quando guardo il cielo stellato. So di vedere l’universo in differita. Sirio è la stella di 8 anni fa. Betelgeuse è quella di 600 milioni di anni fa. Sì, il cielo stellato è una Babele di epoche diverse mescolate in un’illusione di contemporaneità. La nostra seconda stella è imprigionata in un futuro lontano e nebuloso. Intanto comincio a pensare al Pisa. La bella vittoria del Dall’Ara mi ha rinfrancato. Non ho la paura che mi attanagliava prima di Bologna. Ma bisogna stare attenti. Molto attenti. Come stanno Rafa e Christian? E Alexis? Sono preoccupata per loro. Spero nell’eterogenesi dei fini. Chissà che il calendario, elaborato per danneggiarci, non possa darci una mano in funzione del loro recupero. Non voglio rivederli in piena efficienza alle calende greche. Non ho di certo guardato la scampagnata degli Orrendi al Mapei. Nutro una discreta avversione anche verso la loro succursale piastrellata. Mi sono gustata un bel Liverpool – City. Il mio cuore batte all’unisono con quello di chi sta dentro alle maglie rossonere, perché… Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.
Chiara
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