Trequartista? Si ma anche un esterno da uno contro uno.

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Manca poco meno di un mese all’inizio del campionato e credo si possa fare un bilancio, seppur parziale, del nostro mercato.
Leggo spesso e volentieri che avremmo fatto tutte le operazioni indispensabili ma non mi pare sia così dato che manca ancora il trequartista titolare o perlomeno quel numero dieci che potrà giocarsi il posto con Brahim Diaz.
L’ex Madrid mi piace molto ma credo sia adatto ad un certo tipo di partite, in altre situazioni serve sicuramente un’alternativa un po’ più esperta e anche diversa dal malagueño.
Calhanoglu è vero che giocava una partita bene e sei male ma aveva un ruolo, un compito ben definito nello scacchiere di Stefano Pioli. Un’adattabilità tattica notevole ed un buon sacrificio lo rendevano fondamentale nel gioco voluto dal nostro allenatore.
Quando dico che non abbiamo ancora fatto tutto l’indispensabile nel nostro mercato mi riferisco proprio al ruolo del trequartista titolare che a mio parere non può arrivare nei fatidici giorni del condor ma molto prima per essere inserito e per imparare i nostri meccanismi di gioco.
Per il resto si, abbiamo fatto, e bene, ciò che dovevamo fare.
La questione Donnarumma è oramai il passato, lui si sente il miglior portiere al mondo, forse un giorno lo sarà e pretendeva di essere trattato e soprattutto pagato come tale. Noi gli abbiamo proposto uno stipendio fuori dai nostri parametri ma equamente importante, in quel momento lui doveva decidere se optare per la fedeltà, la gratitudine e la riconoscenza o per il denaro, la scelta la conosciamo tutti. Lui stesso farebbe bene ad essere sincero e non a dirci che ha scelto il PSG per la storia perché se esiste al mondo una società senza storia è proprio quella parigina.
La cifra per Tomori andava assolutamente spesa perché tra Champions League e Serie A devi avere tre centrali di valore, il problema semmai sta nel fatto che Romagnoli va a scadenza 2022 come Kessie del resto, ma se l’ivoriano va trattenuto in qualsiasi modo, l’ex Roma va assolutamente o rinnovato o ceduto, va bene non cedere ai ricatti dei procuratori ma perdere tanti giocatori a zero non mi pare un’idea brillante.
A mio parere, non so se siete d’accordo, il Milan ha fatto fatica a San Siro contro tante squadre soprattutto quelle che si chiudevano perchè nella nostra rosa non ci sono molti giocatori, soprattutto nel settore avanzato, che sappiano saltare l’uomo nell’uno contro uno e quindi devi sempre cercare il fraseggio o la manovra corale per crearti situazioni pericolose.
La conferma e l’auspicata crescita di Diaz aiuterà in questo senso ma non basta anche perché credo serva un giocatore fantasioso e che sappia saltare l’uomo con facilità o sulla fascia sinistra o su quella destra, chiaramente mi riferisco agli esterni alti.
Vi dò un dato, nella classifica dei dribbling riusciti nella scorsa serie a in testa troviamo De Paul(giocatore che sarebbe stato perfetto per noi) con 144, seguito da Messias e Boga. Il primo rossonero è Theo al quinto posto con 73 e poi dobbiamo scendere fino al ventottesimo posto di Kessie 43.
Rebic, Calhanoglu e Saelemakers ovvero i nostri tre titolari offensivi li troviamo solo rispettivamente al centoventesimo, quarantaseiesimo e quarantacinquesimo posto.
Ecco un esterno destro o sinistro che sia andrà secondo me preso per migliorare quella pericolosità nell’uno contro uno che spesso ci è mancata.
Manca un mese all’inizio del campionato e poco di più alla fine del mercato ho molta fiducia e sono sicuro che con Paolo Maldini siamo in buone mani, a fine mercato faremo un bilancio definitivo ma non credo saremo delusi.

MattLeTiss

"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a "Le God". Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.