Forza Milan

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Cominciare l’anno con un sano e salutare “Forza Milan” è doveroso, ma nel mio caso il titolo vuole essere un’esortazione alla società tutta per fare i giusti passi verso la costruzione di un futuro migliore. Tutto parte dalla conclusione del girone d’andata, un momento per me sempre spunto di riflessioni.
La classifica è lì a ricordarmi come le mie speranze non siano morte, anzi, siamo sulla scia della lazio e dopo una serie di infortuni a raffica è qualcosa di molto importante. Altrettanto importante è notare come tra il quarto e il dodicesimo posto ci siano soli sette punti, a rimarcare l’assoluto equilibrio verso il basso nella lotta all’ultimo posto per l’accesso alla champions league. Ora, non è che l’accesso alla Champions League mi faccia esaltare, ma è un punto di partenza, piccolo, ma pur sempre di partenza cercando però di tenere a mente come ciò non rappresenti l’avvio di spese folli o una grandeur ritrovata.
So che la giornata post capodanno è sempre traumatica e citare dei numeri manda il cervello in manutenzione programmata, ma nel post in cui analizzavo i macrodati relativi al primo terzo di campionato concludevo così:

In buona sostanza il Milan mostra qualche miglioramento (rispetto alla stagione passata n.d.r.), ma sono soprattutto le altre a zoppicare e proprio per questa ragione sarà fondamentale rimanere attaccati fino a gennaio per poi fare un mercato di livello su alcuni ruoli scoperti.”

Credo che la conclusione rimanga valida, anzi, oggi appare ancor più confermata. Il Milan ha sprecato tanto, troppo, esattamente come lo hanno fatto roma e lazio perché per trovare un punteggio così basso per accedere alla champions league dopo il girone di andata bisogna arrivare alla stagione 2014/15 con i 33 punti del napoli, poi scavalcato dalla lazio a fine anno (31 punti all’andata) con 69 punti finali. In parole povere un’occasione come questa difficilmente ricapiterà e bisogna saperla sfruttare.
Nonostante i numeri ribaltino le considerazioni fatte su difesa e attacco dopo il primo terzo di campionato, certificano come la squadra sia viva e vegeta ed in piena lotta per il quarto posto.
Il Milan dopo un buon inizio si ritrova addirittura con il nono attacco della serie A e la miseria di 26 gol segnati, traducibili con la quarta peggior perfomance offensiva da 13 anni a questa parte, ossia gli albori dell’era Giannino. Il problema è serio, specie se dopo anni di attaccanti modesti ti ritrovi come punta uno che ne ha realizzati più di 200 tra liga e serie A, senza contare coppe e coppette. Non mi addentro nelle mille questioni trite e ritrite su cui ognuno ha la propria idea, certamente abbiamo difficoltà a segnare e a ciò va posto rimedio. Di converso i rossoneri sono la sesta miglior difesa, nulla di eccezionale, ma questo risultato è stato raggiunto con una moria di difensori che avrebbe steso chiunque. I 20 gol subìti rappresentano la miglior performance degli ultimi 7 anni (a pari merito con quella del primo anno di Montella); in parole povere i numeri incominciano a descrivere ciò che si è sempre detto delle squadre di mister Gattuso: ricerca di compattezza in fase difensiva, ma scarsa attitudine al gol.
Andando a sommare le classifiche di attacco e difesa il Milan si piazza in settima posizione a pari merito con le romane, ma soprattutto nel gruppone che va dalla lazio fino alla fiorentina, certificando come tutto sia possibile, ma in tutti i sensi. Adesso tocca alla società rispondere in maniera chirurgica sul mercato, perché a differenza di quanto successo nel girone d’andata l’alibi (sacrosanto) degli infortuni svanirà a meno di una nuova ecatombe (sgratt).
Per farla breve conoscevamo fin da giugno scorso i problemi cronici del nostro centrocampo, vero punto debole della rosa sia per qualità tecnica che per numero di giocatori in grado di dare qualcosa. Non si è posto rimedio se non con l’arrivo di Bakayoko (prestito) che ha trovato spazio probabilmente per il sopraggiunto infortunio di Lucas Biglia. La difesa ha ormai tutti i suoi effettivi ad eccezione di Caldara ed a centrocampo gli infortuni gravi sono quelli di Biglia (sostituito però egregiamente da Bakayoko) e Bonaventura che ha terminato la stagione. In buona sostanza già contro la Spal abbiamo visto un Milan al completo o comunque con la rosa tipo. A meno che Paquetà non sia un autentico fuoriclasse con ambientamento pari a zero, il Milan ha un disperato bisogno di qualità in mezzo perché i piedi di Kessié non sono eiettabili e Baka non è avvezzo al gol né appare essere un assist man. O si interviene seriamente o il quarto posto arriverà solo per una grandissima dose di fortuna.

Infine alla nuova proprietà chiedo soltanto tranquillità. Non credo di chiedere troppo sperando di poter avere finalmente una società in grado di difendere l’onore di quei colori e del tifoso troppo spesso lasciati al mercé di pennivendoli, scribacchini ed esperti da strapazzo senza colpo ferire, un peccato capitale. Il peccato poi diventa doppio se la difesa la lasci ad un esperto di editoria sportiva che tutto il mondo non ci invidia…una scelta davvero illuminata, tipo le luci di Marsiglia.”
Questa era la conclusione di un mio pezzo di metà luglio, forse il primo scritto sotto la gestione Elliott. Devo essere sincero, qui mi aspettavo che la società agisse subito, invece così non è stato finora. A parte la tragicomica uscita sui flauti, il mutismo è stato il filo conduttore di questi primi mesi. Di per sé non sarebbe un male se non fossimo presi a pesci in faccia ovunque ed in qualsiasi ambito e a questo punto direi che “in separata sede” non si fanno sentire oppure non vengono considerati credibili. In entrambi i casi non va bene.
Le dichiarazioni di “fine anno” invece le ho trovate interessanti, ancorchè ridondanti in alcune parti, specie in merito ai giocatori. Resta da capire se rimarranno parole al vento o avranno seguito, anche da questo dipenderà il resto della stagione sperando comunque in un cambio di tutta la comunicazione in ambito Milan visto che nell’era dei social, delle conoscenze linguistiche, del tutto condiviso e condivisibile sembriamo lontani anni luce da qualcosa di ben fatto.

Chi invece non è lontano anni luce, ma c’è sempre e comunque è il tifoso rossonero. Nonostante un calciomercato non esaltante, un campionato claudicante e un gioco non esattamente spumeggiante, chi tifa per i nostri sacri colori ha sempre risposto presente.
Con una media di oltre 52.000 presenze, coloro che in società stanno ancora pensando di realizzare uno stadio da 60 mila posti o simili sono belli che serviti. Una risposta del genere da parte del pubblico dimostra come il numero di posti preventivato sia facilmente superabile con una squadra capace di far emozionare per traguardi importanti. Ecco, il punto sta proprio in questo: si vuole realizzare una squadra da traguardi importanti? Io non ho risposte, ma lo scopriremo in questo mercato invernale e nel prossimo estivo, nel frattempo ai miei occhi l’idea di uno stadio nuovo ma condiviso per “dividere le spese” non sembra esattamente il viatico migliore.

Gennaio sarà un mese importante per il nostro Milan, speriamo di rilanciare le nostre speranze dopo anni devastanti perchè in fondo ce lo meritiamo tutti.

Forza Milan! E ancora tanti auguri di buon anno cari nighters.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.