Brahim Diaz, De Ketelaere e il ritorno del tesoretto

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Negli ultimi tempi sono tornati alla ribalta i nomi di due nostri ex grazie soprattutto alle reti e alle prestazioni fornite in questa parte finale di stagione. Come è normale che sia si sono incominciati a leggere un po’ ovunque ripensamenti, qualche se e qualche ma, abbiam fatto bene o abbiam fatto male, in pratica tutto il repertorio del guardare indietro anziché avanti.
Il fatto che i giocatori in questione siano cresciuti in contesti assai diversi tra loro (Real e Atalanta) a mio parere certifica in primis la pochezza del nostro calcio gastrico e la capacità delle altre società/allenatori di valorizzare buoni giocatori. Se dovessi esprimere un giudizio ad oggi, direi che nessuno dei due possa essere ritenuto un rimpianto per vari motivi.
Brahim Diaz era da noi in prestito secco e questo già la dice lunga sull’eventuale rimpianto, ma se posso aggiungere una cosa sul folletto di Malaga molte delle segnature sono con squadre di piccolo cabotaggio. Non vuol dire che non servano ci mancherebbe, ma forse è ancora presto per rimpiangerlo davvero. De Ketelaere invece è stato ceduto con diritto di riscatto all’atalanta di Gasperini e credo non potesse essere fatta scelta più azzeccata perché è la miglior realtà per cercare di tirar fuori il massimo da un calciatore. Anche qui avendo visto il belga ai tempi del bruges e quello odierno direi che è un po’ troppo presto per stracciarsi le vesti, di sicuro non sembra il fantasma visto con la cura pioliana ma per urlare al fenomeno occorre altro.
Infine c’è il motivo principale per cui ad oggi non ha senso rimpiangere minimamente i due: Cristian Pulisic. Capitan America al contrario dell’eroe marvel (giovane ma vecchio) sembra vecchio ma non lo é: De Ketelaere 23 anni, Diaz 24, Pulisic 25. Dal primo all’ultimo si tolgono 2 anni e mezzo, non l’eternità che sembrerebbe e soprattutto l’ex chelsea in una squadra priva di un senso logico e di collaudati schemi offensivi è il secondo marcatore stagionale (15 reti), il primo se non consideriamo i tiri dal dischetto.
I nostri rimpianti dovrebbero indirizzarsi verso altre zone del campo come la linea mediana perché di quel muro rappresentato da kessié-bennacer-tonali non è rimasto nulla se non l’algerino rientrato solo a fine stagione dopo un infortunio gravissimo con relative incognite. Io è qui che concentrerei non solo i rimpianti ma anche le incazzature perché creare una squadra senza elementi che abbiano nel sangue la capacità di schermare gli attacchi avversari lo trovo estremamente arrogante, al limite dell’incapacità.

Sì ma il tesoretto cosa c’entra? Ora ci arriviamo. I menestrelli sono davvero bravissimi nel raccontarci come per rinforzarci occorra cedere qualche big: nulla di più falso. Ora non voglio tediarvi con una sfilza di numeri, ma ve ne cito giusto qualcuno per capire come un’estate senza un gran mercato sarebbe una grossa presa per i fondelli.
Come detto al Milan manca come minimo un signor centrocampista a cui si aggiunge una punta di valore visto l’addio di Giroud. Serve vendere per comprarli? Assolutamente no, servono capacità manageriali da vero direttore sportivo. Tenendo conto dei soli addi certi di Caldara, Giroud, Messias, Kjaer e Krunic a cui si aggiungerà il riscatto di De Ketealere il Milan potrà contare su un tesoretto annuo di circa 27 mln, ossia senza aumentare le spese (bassissime) riservate dalla proprietà alla squadra. A una mente non allenata su stipendi e ammortamenti sembrerà una cifretta ma non lo è affatto. Proviamo per gioco a ipotizzare acquisti con contratti quinquennali, ne deriverebbe la possibilità di spendere 50 mln per una punta ad esempio (10 mln annui) con una stipendio lordo di 10 mln. Avanzerebbero ancora 7 mln che tanto per fare un altro esempio è circa quanto l’inter spenderà all’anno per zielinski. Non è finita qui, ci sarebbe da conteggiare la plusvalenza di De Ketelaere, la possibile se non probabile cessione di pino (con plusvalenza) oltre al fatto che ho conteggiato ancora a libro paga anche gli stipendi di origi e billy ballo. Ora provate ad immaginare di vendere almeno un paio elementi di contorno tra pobega, colombo, maldini, lazetic, romero, pellegrino e adli, giusto per fare i primi nomi che mi vengono in mente, e credo sia cristallino come il Milan senza fare praticamente nulla possa permettersi facilmente di prendere due grandi giocatori. A questo aggiungete gli attivi di bilancio della scorsa stagione e di quella che sta per terminare e credo sia abbastanza chiaro come le chiacchiere stiano a zero ancor più di prima: il Milan deve tornare grande.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.