Ambizioni fottificate

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Nell’estate dell’arrivo di Gerry ero davvero titubante, la sua prima foto era quella in piazza Duomo con pollicione alzato e polo sgualcita, una di quelle immagini capaci di farmi proferire un sonoro “mah”. In cuor mio ho sempre ritenuto che chi acquista un grande club dovesse avere un determinato stile nel presentarsi, non cercare di farsi bello con una foto da turista sudato capitato durante i festeggiamenti. Ormai scottato dalla vicenda “er credenza”, non ero più disposto al tipico “diamogli tempo” ed ho voluto subito analizzare il suo passato nello sport ed i suoi passi nel Milan tramite le mosse di mercato ed il bilancio, in tutta sincerità mi è sembrato fin da subito un gigantesco bluff.
Certo c’era sempre la speranza di sbagliare, ma tutto faceva propendere per un bluff che avrebbe fatto malissimo dopo uno scudetto vinto e conti a posto dopo tanti anni in cui si è mangiato merda. Si è presentato come colui che odia perdere ed in breve tempo ha abbattuto una serie di record negativi da far spavento, con la rara capacità di lasciare tutti gli uomini non formati per determinati ruoli in posizione chiave e una mancanza di autorevolezza all’interno delle istituzioni imbarazzante. Hanno raccontato di un Milan dalle ambizioni fortificate, parole gettate lì per farsi belli un po’ come odio perdere, poi però arrivano i fatti e quelle parole si sono rivelate vuote, prive di significato. Quando qualcuno getta lì frasi ad effetto che non si traducono in realtà si squalifica da solo, non è più credibile, diventa un ominicchio ed è in quel preciso momento che si rompe quel sottile filo che si chiama fiducia, una cosa importantissima che va coltivata dosando parole e fatti con coerenza. A loro però non interessa, si credono grandi in un mondo di giganti ma rimangono nani e a noi tifosi non resta che constatare come le ambizioni siano fottificate, perché ce le hanno fottute dalle mani ma non solo. Prendendoci per menti primitive a cui puoi vendere piscio per limonata han messo lì Ibra, come se il suo solo parlare un po’ da spaccone potesse far dimenticare il resto sottovalutando come chi stima lo svedese avrebbe dato un peso doppio al suo operato e non benevolenza spiccia.

filtro database: salto di qualità all’indietro

La cosa peggiore è che questi raccontano che insomma bisogna ridurre le spese perché il calcio è questione di equilibrio, poi vai a vedere e le spese extracalcio (quindi escludendo ammortamenti e stipendi della parte sportiva) aumentano nonostante siano già elevate. Abbastanza curioso questo modo di operare per una società di calcio che cerca di limitare al massimo le spese sulla parte sportiva (quella che genera introiti grazie ai risultati) mentre il resto sembra quasi privo di un vero controllo. Molto ma molto curioso.
Così in questa estate di calciomercato in cui lo ripeterò fino allo sfinimento, il Milan potrebbe fare il bello ed il cattivo tempo in serie A la realtà è che non abbiamo rinnovato nemmeno uno dei giocatori migliori di questa squadra e non abbiamo acquistato nessuno. Certo se poi i soldi dovessero essere buttati in pippe fotoniche come Emerson Royal meglio che non facciano proprio niente.

La capacità di Moncada di buttare soldi in giocatori scarsi, impreparati o inutili credo meriterebbe uno studio. Non ho voglia di andare a vedere tutti i denari che ha fatto gettare dalla finestra ma credo abbia un xC (percentuale di cazzata) attorno al 80%, uno che sbaglia quasi tutti gli acquisti. Anche lui vendutoci come il dio del calcio 4.0 coi suoi database, poi scopri che le altre squadre che da sempre fanno scouting pescano dieci volte meglio di lui e nessuno lo cerca per dargli un posto da gran guru quale sarebbe. Ma vaffanguru mi verrebbe da dire.
Tutto però parte sempre dalla testa, se qualcuno in cima alla catena di comando ci tenesse davvero e non a parole, una serie di figure apicali sarebbero già saltate ma la realtà è che a chi muove i fili sta bene così, risparmiando (solo) sulla parte sportiva.
Qualcuno potrebbe obiettare che il mercato è appena iniziato, ma in tutta onestà i movimenti di questa gente sono già ben leggibili nel loro modus operandi e qualche eventuale eccezione non cambierà la regola generale. Il Milan di Gerry, Furlani, Ibra e Moncada per filosofia è destinato al fallimento sportivo e alle figure di palta e quest’anno nessuno li salverà dalle sonore pernacchie perché non c’è cosa peggiore di prendere in giro i tifosi avendo le tasche piene di soldi.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.