Tajani e Belfakor

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L’ultimo punto esclamativo l’ha infilato Noah Okafor. Al minuto ’88 di Lazio-Milan ha punto Provedel regalando tre punti alla banda Pioli. Si tratta del tredicesimo gol stagionale di un giocatore subentrato, il quarto della punta arrivata in estate. Lo svizzero ha punito anche Udinese, Monza e la Lazio all’andata. Sempre al minuto 88. Gli altri squilli dalla panchina sono arrivati da Jovic – anche lui a quattro reti, Chaka Traorè (Empoli), Simic (Monza), Pulisic (Genoa e Monza) e Giroud (di nuovo al Monza, nel k.o. al ritorno per 4-2).

Fonte Gazzetta dello Sport

Siamo alle solite, film già visto; per me i numeri di Okafor sono più che ottimi, ma purtroppo il genio (incompreso della panchina) continua o a metterlo in campo a ripresa iniziata o dall’inizio con compagni di reparto improvvisati; sarò blasfemo, ma io rivedo in lui certe movenze di Paolo Rossi. Una capacità di attrarre palloni pericolosi da spedire in porta, come raramente mi è capitato di vedere. Ma, c’è un ma, il problema è Pioli. La lettura che da delle partite è del tutto personalistica e mai basata su certe logiche. Certe volte mi sembra che cerchi di complicare la situazione a prescindere; ha ragione Capello, il Milan ha una rosa di tutto rilievo, ma questo allenatore o li fa sciancare con i suoi allenamenti e preparatori oppure li usa a cazzo.

La grande notizia è che per la prima volta in stagione – e probabilmente da quando è al Milan – Stefano Pioli sarà costretto a fare delle scelte. Tommaso Pobega a parte, il cui recupero dall’infortunio sarà lungo, il tecnico rossonero ha infatti tutta la rosa a disposizione per dare l’assalto all’Europa League e restare in quota Champions in campionato, cercando magari di strappare alla Juve il secondo posto alle spalle dell’imprendibile Inter. Una novità assoluta, come detto, che dovrebbe permettere a Pioli di misurare le forze della squadra con rotazioni che possano finalmente essere ragionate e continue. Quello che si era cercato di costruire in estate, insomma, vale a dire una rosa che avesse doppioni in (quasi) ogni ruolo, adesso può essere sfruttato al meglio.

Fonte Sport Mediaset

Ed ecco infatti la trappola, quando Pioli è “costretto” (praticamente mai perchè abbiamo sempre un’infermeria piena) a fare delle scelte…riesce a combinare dei disastri incredibili; anche venerdì, contro la Lazio, per me il centrocampo era totalmente sbagliato, con Adlì che vagava come un pastore in cerca delle pecore e un Bennacer pasticcione e particolarmente impreciso. Fatto sta che è entrato Reijnders e si sono visti palloni finalmente di qualità; ergo, Tajani e Belfakor sono in palla? Bene, partono dalla panchina, vedrete. Ormai la sua è una sfida non verso la critica, i tifosi o quei pochissimi giornalisti che osano metterne in dubbio il verbo, la sua è una sfida per negare la ragione, per annientare la logica, per annichilire le dinamiche dominanti.

Cardinale sottolinea in particolar modo il tema infortuni e non affonda sul punto: “Non puoi semplicemente accusare lo staff medico. I giocatori sono sotto enorme pressione e giocano troppe partite”. Ma dalle sue parole emerge soprattutto il legame saldissimo con Ibrahimovic, che è diventato la voce della proprietà a Milanello: “Zlatan mi permette di vivere negli Usa ma di essere a Milano – spiega Cardinale -. L’ho assunto a RedBird proprio per questo: ci sentiamo più volte al giorno e ha l’autorità per parlare a mio nome con tutti a casa Milan. E lo fa con legittimazione e credibilità”. E ancora: “Io non voglio entrare in spogliatoio e parlare coi miei calciatori, voglio che Ibra lo faccia per me”

Oooooohhhh e ci voleva tanto? Era ora che si facesse chiarezza sui compiti e funzioni di Ibra! E’ un plenipotenziario? A me va benissimo, molto meglio del Bocconiano e del setacciatore di orfanotrofi. Nessuna preclusione, ma almeno adesso sappiamo che è portatore del verbo e che ha potere decisionale. Di certo è una mossa furba di Gerry, nessuno qui se la prenderà con Ibra, come è accaduto invece con il presidente appassionato di mazza e guantone, ma allora perchè non inserire Ibra nell’organigramma del Milan? La carica di Presidente è vacante, se non calcoliamo quello che si occupa di stadi e bollette, quella di direttore tecnico anche. Mah. In ogni caso, la presenza di Ibra a livello decisionale, mi rasserena, almeno alza il livello infimo di quegli altri due.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.