Pioli is on “dire”

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Corrado e Carletto il Katekista

Credo sia inutile stare qui ad elencare tutte le manchevolezze di questa tormentata stagione; le conosciamo, le conoscete tutte a memoria. Allora vorrei basare la mia umile analisi sul momento e sulle prospettive, onde evitare di stare a tediarvi con le solite lagne. Fortunatamente non sono io quello che scrive le pagelle: per prima cosa c’è chi è più bravo di me, seconda cosa io avrei fatto un uso massiccio di numeri negativi, fino al -500 a Rebic. La rabbia dopo la partita era veramente notevole, come quella della maggior parte di voi, se non tutti, ma non mi andava neppure di sfasciare l’ennesima tastiera. Purtroppo, nonostante sia passato già qualche giorno, l’arrabbiatura non mi è ancora passata. Si può perdere e fa parte del gioco, ma perdere per spocchia no. Quello non lo reggo.

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Ed è per questo che parlo del momento, perchè sembrava che almeno una certa concentrazione, mista a compattezza,  avesse ridestato gli antichi ardori; la consapevolezza di essere tra le prime otto squadre in Europa, pronti a battersi per entrare nei primi 4…, anziché infondere sicurezza e determinazione ha solo instillato spocchia e presunzione; l’inizio del secondo tempo contro la Salernitana e la partita di Udine (ancora più grave perchè si veniva dal pareggio casalingo contro i campani…) hanno invece evidenziato un atteggiamento non da grande squadra che vuole un risultato, ma da manipolo di presuntuosi scesi in campo sicuri di vincere solo perchè ci chiamiamo Milan.

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Non ci sono scusanti, non ci sono giustificazioni per queste due vomitevoli e ributtanti prove, condite dal solito folklore che accompagna le nostre disfatte. Abbiamo un andamento da Cremonese per gol subiti, solo che almeno loro hanno davanti un Ciofani che a scemo+scemo nemmeno li vede. Sette sconfitte nel solo girone di ritorno ed una resa che non è da Campioni d’Italia. Una cosa vergognosa. Inaccettabile. Giocatori che hanno preteso e pretendono rinnovi molto esosi che non riescono nemmeno a fare un passaggio. Altri che si sono piccati per non essere andati al mondiale e sono caduti in un baratro senza uscita. Altri ancora che vivono in un anonimato confortevole che li appaga.

Prendiamo Origi, un fallito senza ritegno, o gioca o non gioca per lui è uguale. Ha la stessa faccia quando entra di quando sta in panchina a pensare ai misteri del cosmo. A lui non frega un cazzo, quando lo hanno sciaguratamente preso credo che in cuor suo abbia pensato: “io a Milano ci vengo, basta che non mi fate giocare”. Un ignavo della panchina, Dante lo avrebbe messo fuori dall’inferno, tanto è insignificante. Ma la spocchia con cui è stata affrontata la compagine friulana trova i prodromi anche nell’auto ammonizione di Giroud! Eh beh, se perdi a Udine perdi 3 punti, ma se vinci a Napoli ne prendi 15! Come dite? Non è così? Sempre tre punti sono? Allora questa è presunzione e superficialità. Io a Giroud voglio un bene dell’anima e lo considero l’unico campione che abbiamo, ma stavolta ha sbagliato.

Questo ha determinato che noi ci presentassimo con un centravanti titolare di 41 anni a cui non si può imporre nulla, nemmeno di smetterla di tirare rigori sbagliati, ma ci ha pensato Beto a farglielo ritirare così in molti si sono ammazzati di pippe per il gol del giocatore più anziano in serie A! E ce ne vantiamo pure? Vogliamo pure festeggiare un record così ridicolo che non trova eguali in Europa, specialmente in una squadra che detiene il titolo? Io di tutto questo folklore ne ho i coglioni abbondantemente pieni, delle autocelebrazioni di cose così ridicole io ne farei ampiamente a meno; ma che colpa ne ha Ibra se in attacco bisogna ricorrere a lui?

Qui entra pesantemente in gioco la società: in innumerevoli sessioni di mercato non si è riusciti a prendere un tornante di destra da alternare a Messias, il quale quando va in forma…due minuti dopo si rompe. Avevamo bisogno come il pane di una punta e ti presenti con Origi? Ahahahahahaha e rinnovi Ibra? Senza citare quell’altro scarso di Rebic che è una cosa ributtante, ripugnante e riprovevole. Andrebbe cacciato per sempre solo per come entra in campo. Indecente è dire poco. Lui e Origi sono così insignificanti che non sono riuscito a trovare nemmeno un soprannome per ingiuriarli. Inutili e scarsi.

A sentire quello che parla il sabato, il Milan aveva bisogno di un grande numero 10 e lo ha comprato! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA peccato che ancora lui non sia arrivato a scuola a studiare i numeri fino a 10, Carletto fa ancora la primina… Mercato fallimentare, mercato di indebolimento ai limiti dell’affossamento. Mi piange il cuore a dirlo, ma Maldini e il Muto hanno toppato e alla grande. Capita, solo che ora bisogna rimediare, magari facendo sparire tutti i belgi e per sempre. I belgi devono pedalare, devono fare ciclismo, a quello servono.

Ricordo le parole di Larry su Pioli: “Se le cose vanno bene le fa andare meglio, ma se vanno male le fa andare peggio!” Un vate, una sentenza. Non ha saputo dare un indirizzo al dopo scudetto, i festeggiamenti sono sacrosanti, l’atteggiamento festaiolo no. Noi soffriamo Becao, da sempre: alla prima chi segna? Becao! L’unico che dovevi marcare. Qui sta la nostra stagione svagata e superficiale. Sabato sera su un corner ho visto Tonali su Becao. Ma Pioli non sta preparando le partite, preferisce dare giorni di vacanza anziché lavorare con la squadra. Ma si dai, sono così concentrati… Del resto il primo superficiale è lui, l’Udinese ha tutti giganti in campo: lui chi oppone? Tre nani. Ormai non ci sta capendo più nulla, ormai Pioli ha perso letteralmente la testa. Pobega e Vranks messi da parte, gli preferisce perfino Baiokko. Gli si chiedeva di bloccare l’emorragia, ma ha creato una siccità davanti ancora più grave. Non sa anticipare i tempi, deve sempre perdere 3/4 partite per capire che c’è qualcosa da cambiare. Troppo tardi, troppo attendista ai limiti dell’autodistruzione. Vediamo come finirà in coppa, poi dopo si tireranno le somme. Certo, il primo che deve fare ammenda è Maldini, un mese di tiritera per l’autonomia, e ora?

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.