Però è tutta colpa di Fassone e Mirabelli

1426

Quante volte abbiamo sentito questa frase? Anzi, questa sciocchezza? Non è possibile contarle, non basterebbero i calcolatori della NASA. E’ veramente dura sapere di aver ragione, ma leggere di gente che parla di calcio senza capirne un cazzo. Su Milan News avranno intervistato oltre 845.000 minkioni asini ed incompetenti, oltre a concedere i loro spazi ad alcune vedove inconsolabili che spero adesso abbiano l’Imodium sul comodino come ultima speranza. E’ stata dura, ma io ho sempre pensato che chi studia sul Bignami (leggasi condor) la sfanga nel breve, ma a gioco lungo chi persegue un obiettivo con tecnica e preparazione ottiene migliori risultati. Purtroppo per tenere l’ex allenatore si è studiato sul Bignami, ma l’impreparazione di Perdiola è ormai evidente: trattasi di un sopravvalutato che guadagna 3,5 milioni netti senza valerne un decimo. E’ un allenatore (forse) veramente inadeguato, per il quale la serie B angolana dovrebbe essere il suo liquido amniotico.

Comm’ è bell comm’ è bell
‘O Siviglia’ ‘e Pulecenella

Comm’ è ddoce e comm’ è bell
‘O Siviglia’ ‘e Pulecenella

Una veduta di Vedovia

Vedete, il dio del calcio da, il dio del calcio toglie e mentre i nostri umiliavano in casa la Roma…contemporaneamente Perdiola Ridolini ne prendeva cinque in casa contro l’Atletico Madrid. Ora…non è tanto il risultato, ma la tipologia dei gol subiti, con palle perse ai limiti dell’area per il solito tiki minkia senza senso. Ma che danni ci ha fatto questo incompetente? Purtroppo, e lo dico a beneficio di chi non lo avesse letto precedentemente, Fassone e Mirabelli hanno commesso il loro più grande errore nel confermare questo allenatore, ridicolo nel girone di ritorno, e ancor di più a non mandarlo via subito dopo dopo le avvisaglie del disastro. Se è vero che non possiamo pensare ad un Gattuso allenatore a luglio…è anche vero che forse andava messo prima e oggi non saremmo così in ritardo. Il fatto è che tutti abbiamo paura di aver perso una grande occasione per tornare subito nel calcio che conta, il rammarico è forte, al pari della gioia per questi risultati.

Allora quando i nostri dirigenti puntavano al quarto posto non erano così avventati, o meglio lo erano considerando Pulcinella in panchina, ma non lo erano sulla base della rosa. Fortunatamente (mica tanto) sul nostro Calvario si è palesato il buon Rino che si è caricato in collo la croce di una squadra allo sbando; sbando vuol dire condizione atletica e morale sotto zero; significa anche essere senza un gioco significante, significa essere ridotti malissimo. Adesso la squadra c’è in tutto e per tutto, c’è un gioco godibile, c’è un dinamismo e un morale senza precedenti. Dal Calvario al miracolo il passo potrebbe essere breve, ma in verità è stato un lavoro durissimo e senza proclami Gattuso lo ha portato avanti con determinazione e ferocia, dimostrando a tutti (me compreso) di non essere solo un motivatore, ma molto, molto di più. Il Milan ha un allenatore che ha un cuore che non finisce più. Mi darebbe fastidio perdere una partita più per lui che per il resto, ve lo giuro. Uno così merita di essere ripagato con risultati di livello.

Non mi soffermerò sui singoli e sapete perchè? Perché il Milan di Gattuso è una squadra vera, vittoria del gruppo e basta vedere gli abbracci dopo i gol, i festeggiamenti dopo il fischio finale per rendersene conto. Rino ha saputo unire questi ragazzi, li ha portati ad essere una struttura monolitica che in campo si batte in maniera esemplare. Ma vi accorgete che attenzione difensiva hanno? Non lasciano un rimpallo, un colpo di testa, uno spazio per il tiro, non lasciano nulla. Non mi piace fare paragoni con il passato, ma vedo una solidità difensiva che mi ricorda quella davanti al grande Seba Rossi. La squadra è cortissima, ma sa aspettare e al tempo stesso rovesciarsi in attacco con grande impeto. Tutto molto bello, tutto inaspettatamente meraviglioso. Io non ho mai smesso di credere nella bontà del progetto tecnico, con un mercato che mi aveva soddisfatto in pieno; purtroppo vedove purulente e forcaioli incalliti avevano messo tutto in discussione, quando invece le pecche erano talmente evidenti che la riprova è davanti agli occhi di tutti.

Adesso viene il bello e perchè non sognare? Purtroppo anni di Giannino hanno impoverito i cuori di molti che vorrebbero lasciare questo o quello e concentrarsi su obiettivi mirati. Questo non mi trova d’accordo, dobbiamo tornare a pensare in grande, puntare a tutto e qualcosa nella rete, alla fine, resterà. Liberiamoci di questi limiti, tipici della cultura del Giannino, quando ci si esaltava per una coppetta giocata tra i beduini e vinta ai rigori. E infatti Perdiola ci ha campato di rendita, quando alla fine non aveva vinto proprio nulla. Gattuso ha in pugno la squadra, le fa fare ciò che vuole e soprattutto ha le idee chiare, io, nel mio piccolissimo, non ho proprio nulla da suggerire o proporre. Mi sembra anche che il suo staff riesca a studiare al meglio le partite, non dobbiamo temere nulla, dobbiamo solo goderci il periodo, godiamoci questo momento.

Già…il momento. Capite allora perchè sono grato ai cinesi? Negli ultimi anni, in questo periodo, ci si chiedeva che tipo di figura di merda avremmo fatto, collezione che noi abbiamo raccolto nelle Gianniniadi…che forse molti dovrebbero rileggere… Presto invece, grazie alla straordinaria mente di Larry, faremo una grande raccolta: “Le Coglioniadi” dove riporteremo tutte le coglionate sentite da settembre ad oggi. E’ un’opera grandiosa perchè di coglionate ne sono state dette e scritte una quantità incommensurabile; ecco perchè abbiamo bisogno del vostro aiuto. Presto ci organizzeremo da par nostro e chiederemo a voi di mandarci le tante fandonie che sono state prodotte in questi mesi. Alla fine premieremo la miglior Coglioniade 2017/18. In nottata Cerruti1986, ovvero la Cariatide numero 1, ci sbriciolerà i marroni con la monografia di Calabria e con un’ode a Bianchessi che, con Colombo nel bagagliaio, scoprì anche l’America nel 1492. Invece l’altra Cariatide, il decanter del giornalismo, il vincitore del premio Pulitzer grazie allo scoop sulle uova al tegamino, ci racconterà che con Montolivo eravamo già qualificati ai quarti…ma della Champions. Senza dimenticare che ci confermerà (grazie a Dio) che Berlusconi non ricomprerà più il Milan e che la Societè d’Investissement General de Bisceglie rifinanzierà il debito verso Elliot.

Concludo con il notiziario dalla città di Vedovia. Vedovia è quello che rimane delle ceneri di Staminkia, città governata da un essere mezzo uomo e mezzo uccello, il leggendario Condor di Staminkia. Dopo anni di assedio, le forze alleate casciavit-cinesi hanno raso al suolo questa città vomitevole e hanno abbassato il vessillo, cioè due cravatte gialle incrociate su un fondo bianco tovaglia sporca di sugo. Dalla città di Staminkia è nata appunto Vedovia, cioè un cumulo di macerie dove si sono asserragliate alcune sacche di resistenza fedeli al vecchio condor. Alcuni hanno anche una televisione clandestina dove, insieme a creature deformi e animalesche, danno vita a dibattiti per tenere alto il ricordo delle vecchie abbuffate per prendere Storari o per non convincere Ancelotti. Pensate che c’è un muro del pianto, dove i “vedoviani” vanno a piangere la dipartita di Honda e Kuco Muco…, per non parlare di alcuni meccanici che vorrebbero il ritorno di Pasalic perchè alcuni pezzi si potevano recuperare. A Vedovia la vita è dura, durissima. Noi abbiamo proposto alle forze alleate casciavit-cinesi di intensificare i bombardamenti di vittorie e trionfi per stanare questi ribelli. Vederli soffrire come topi è sempre un bel vedere. Addio.

Gianclint

 

 

 

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.