La coerenza di Cerruti1986

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In questo periodo lamento fortemente mancanza di coerenza ed equilibrio in tutti, ma quella della stampa cosiddetta specializzata è ancora più grave. Purtroppo la memoria è corta ed è finita in molti, ma la mancanza di coerenza è ancora meno. Le vedove si stanno dimostrando tali, con un lutto che le attanaglia fino alle viscere. Ecco perchè io mi guardo bene dal fare il forcaiolo, sport che lascio agli esperti di dettato e a chi di calcio ne mastica poco. Prendiamo ad esempio Cerruti1986, non certo 1881, ma proprio l’anno dell’insediamento berlusconiano, allorquando sbocciò un amore infinito per quella dirigenza. Eccone un chiarissimo e lampante esempio:

…Gattuso, come nessun altro al suo posto, può fare miracoli se la squadra è costruita male, o semplicemente sopravvalutata. Il caso-limite di Oddo a Udine dovrebbe far riflettere. E allora sarebbe meglio interrogarsi una volta di più sui nodi del mercato che fatalmente vengono al pettine di tutti, perché nella migliore delle ipotesi il Milan finirà al sesto posto, come un anno fa, con la non piccola differenza che l’estate scorsa sono stati spesi 240 milioni per rinforzare la squadra. E allora di chi è la colpa? Di Montella, di Gattuso, o di qualcun altro?

Fonte Alberto Cerruti su Milan News.

Alberto Cerruti, editorialista de ‘La Gazzetta dello Sport’, in un suo articolo in edicola stamattina, ha sintetizzato, lettera per lettera dell’alfabeto, tutti i problemi che stanno affliggendo il Milan in questo avvio di campionato:

A come Arcore, dove Berlusconi, in attesa dei soldi di Bee Taechaubol, ha deciso tutto, dai rinnovi a De Jong e Mexés, al ritorno di Boateng a Milanello;

B come Balotelli, ex “mela marcia” che ha promesso una nuova maturità, e che si è fermato sul più bello per un infortunio;

C come Cerci, la punta strappata all’Inter che doveva servire ad Inzaghi, e sempre in panchina con Mihajlović;

D come De Sciglio, l’erede di Tassotti e Maldini, simbolo delle promesse non mantenute dalla squadra;

E come Ely, 21enne difensore brasiliano sul quale (per ora) ha puntato invano Mihajlović;

F come Fiorentina, la prima squadra ad aver battuto il Milan in campionato, facendo svanire l’ottimismo estivo;

G come Galliani, che dà sempre il massimo ma in cambio sta ricevendo il minimo, dalla ‘Curva’ e dai suoi acquisti;

H come Honda, deludente prima in campo, e poi fuori, per le sue accuse al club, in giapponese, che potrebbero costargli la cessione;

I come Inzaghi, uno dei due ex tecnici pagati dal Milan (l’altro è Seedorf) che indirettamente raffredda l’eventuale ipotesi di sostituzione di Mihajlović;

K come Kucka, ultimo arrivato sul pianeta Milan, un’aggiunta di quantità più che di qualità;

L come Luiz Adriano, la “spalla” di Bacca che si muove tanto ma segna poco: solo un gol contro l’Empoli;

M come Mihajlović, l’allenatore più presente ad Arcore, il duro che non è ancora riuscito ad indurire la squadra;

N come Napoli, l’ultima spina per i rossoneri, contro i quali non avevano mai stravinto con quattro reti di scarto;

O come ogni partita giocata in cui il Milan ha preso gol, anche quando ha vinto: 13 in 7 giornate, soltanto il Carpi (16) ne ha incassati di più;

P come pareggi, sconosciuti per il Milan che vince (3) o perde (4). Un pareggio in più, per esempio nel derby, avrebbe limitato i danni;

Q come quattro-quattro-due, o quattro-tre-tre, i moduli alternativi per rendere più compatta la squadra. Anche se la differenza la fanno i giocatori e non i moduli;

R come Romagnoli (nella foto, n.d.r.), il difensore fortemente voluto da Mihajlović. Una delle più grosse delusioni, ma non è tutta colpa sua, visto che al suo fianco non ha Baresi;

S come stadio di proprietà, del quale non si parla più. Il progetto di Barbara Berlusconi accantonato, come il sogno Scudetto;

T come tridente, ma non del giudizio, perché schierare insieme Luiz Adriano, Bacca e Balotelli sarebbe un ulteriore suicidio tattico;

U come undicesimo, l’attuale piazzamento del Milan, che non può consolarsi né con il primato della colonna di destra della classifica, né con il + 1 sulla Juventus;

V come Ventura, il prossimo sottovalutato maestro di calcio, dopo Sarri, sulla strada dei rossoneri. La trasferta sul campo del Toro è già stata fatale a Terim nel 2001, altro straniero. Ed allora meglio toccare ferro, perché 14 anni dopo, Ancelotti non tornerebbe;

Z come Zapata, il difensore che Mihajlović ha fin qui cercato invano di rilanciare, con o senza Romagnoli al fianco. Punto debole più che punto di forza.

Fonte Pianeta Milan che ha ripreso un articolo della Gazzetta dello Sport a firma di Cerruti.

Ecco fatto, avete letto bene? Ad alcuni lo avevo anticipato nei commenti di un altro mio post. Vedete? In questa stagione va tutto male non per colpa di questo o di quelloa, ma di chi ha assemblato questa squadra. Invece nel 2015, dopo il mercato di Galliani che aveva speso anche lui…, la colpa di chi è? Ma di nessuno, il povero Galliani non è aiutato, anzi riceve poco! Non aggiungo altro per decenza. Credibilità di queste gente? Zero assoluto. Ognuno in questi giorni di sente in dovere di sparare minkiate, mi aspetto che i più intelligenti capiscano la totale inettitudine di questi menestrelli. Siamo arrivati all’assurdo che Tuttosport è il nulla, ma se parla di Muriel diventa Vangelo. Provo schifo e vomito. Forcaioli rovina assoluta, peggio delle cavallette.

Gianclint

 

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.