Estemporaneità del pippame

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Come volevasi dimostrare, mentre tutto il mondo Milan, vivente e non…, era concentrato a pensare alla solita parata in ricordo dei bei tempi, sul campo si consumava l’ennesima prova che ha portato al pareggio con il Sassuolo. A ben guardare non si è giocato male, e i tre punti sarebbero stati meritati, se appunto Leao non fosse stato ingiustamente ostacolato da due pali a portiere nettamente battuto. Dove non sono stati necessari i pali è stato sufficiente Pegolo, un trentottenne in giornata di grazia. Ma neanche tanto poi, visto che tiriamo abbastanza, ma sono quasi sempre tiracci di giocatori che non riescono a trovare la stoccata vincente. La vera parata è avvenuta su una capocciata di Piatek, il quale oltre ai rigori non riesce ad andare. Si doveva e poteva vincere, ma abbiamo, oltre ad un pò di sfortuna, anche troppi giocatori estemporanei. Ne fanno una buona e poi tornano al loro mediocre livello; va sempre così, da anni.

Una vergogna assoluta

Certamente la giovane età non aiuta, ma altrove vedo sempre più giovani che spesso sono decisivi. Da noi niente. Il turco avrà toccato oltre 100 palloni, ma non ricordo una giocata che sia una. Suso non ne parliamo. Bonaventura, con l’aureola del Santo protettore, tira da ogni distanza, pensando di fare centro sempre, senza magari passarla a chi è meglio posizionato. Bennacer si mangia un gol a porta vuota, riuscendo mirabilmente a colpire l’unico avversario tra lui e la porta. Non c’è niente da fare, siamo questi e davanti ad un pressing eccellente, come quello del Sassuolo, abbiamo sbagliato innumerevoli palloni; non so quanti passaggi sbagliati ci saranno stati. Rispetto a Bologna e Parma, per me c’è stato un passo indietro, forse proprio per i meriti di questo Sassuolo.

Ma si, c’erano i 120 anni da festeggiare con le solite vecchie glorie che riesumano per l’occasione, stai a guardare il pressing del Sassuolo? Ormai si vive solo di ricordi e ritorni, con una tifoseria fomentata a dovere per far tornare questo o quello. Si spera anche nel ritorno anche del Messia, così…dato che ci siamo… Io ho acceso ad un secondo dall’inizio e spento al triplice fischio. Durante l’intervallo ho degustato un panettone artigianale, anzichè annientare i miei neuroni ascoltando lo speaker dello stadio che avrà strillato le sue urla cavernicole. Siamo attanagliati in questo loop tristissimo, non si riesce a guardare avanti, cercando la soluzione dei problemi attuali pescando nel passato, anche remoto. Io mi dissocio totalmente da questo modus operandi che non porterà a nulla. Servirà soltanto a distogliere le menti e l’attenzione dalla totale mancanza di un progetto sportivo che non sia sperare di costruire uno stadio nel futuro e quindi trovare un compratore.

Eppure io continuo a pensare che il passaggio stadio di proprietà e quindi squadra competitiva sia una minkiata colossale. Però mi sono dato una risposta (amara) alternativa. Secondo voi, è più facile costruire uno stadio o trovare un qualche dirigente competente? Io francamente dispero, non penso che ci sia qualcuno in grado a Milano di trovare un dirigente all’altezza. Con questo non penso che gli attuali non siano performanti, proprio no, io li ritengo semplicemente inadeguati. In una squadra da risollevare, non potendo contare su cifre esorbitanti, si è puntato su dirigenti impreparati; voglio sottolineare impreparati, perché uno preparato non si presenta a Milanello con il GIAMMAESTRO. Riconosco che Pioli è un buon rimedio (dopo che l’amichetto Sheva…e Spalletti avevano rifiutato…)…al disastro Giampaolo. Hernandez è indubbiamente un ottimo giocatore, veramente buono e continuo. Il resto è soltanto empolame e ciarpame. E infatti la classifica rispecchia tutto questo.

Non mi è mai fregato nulla di rievocazioni storiche e simili, ma in settimana si è consumato l’ennesimo abominio. Di lunedì, quando i parrucchieri sono chiusi…, si è pensato bene di dare luogo alla pagliacciata finale dopo la parata di domenica e dopo i 56.762.886 articoli che festeggiano i 120 anni del Milan: la dedica di una rotatoria al fondatore Kilpin. Trovo la cosa disdicevole ai limiti del disgusto. Milano, nel mondo, è anche conosciuta grazie al Milan, dedicare una via al suo fondatore è il minimo; si è pensato bene invece di dedicare una rotatoria…, ripeto una rotatoria, al buon Herbert. Chiaramente i nostri prodi dirigenti hanno acconsentito a questo schifo pur di non inimicarsi l’amministrazione che deve acconsentire allo stadio di cui sopra…; anzi, secondo me hanno proprio voluto la rotatoria per non allontanarsi da Casa Milan e nella speranza di assenza di vento…per non spettinarsi. Una società seria avrebbe mandato a quel paese una simile proposta, ma al peggio non c’è mai fine. Ma si festeggiate pure i 120, ma che senso ha se poi bisogna assistere a porcate del genere? Io me ne frego, ma bisognerebbe raccogliere le firme per togliere il nome di Kilpin da una squallida rotatoria nel nulla. Mancano solo le mignotte.

Ecco come distruggere 20 giorni di scassamento di coglioni con questi inutili festeggiamenti che io avrei vietato proprio per indegnità, vista la stagione penosa, l’ennesima, che stiamo vivendo; ma tutto questo modus operandi per il Milan è ormai abitudine. Ve lo dico, comincio a rimpiangere il buon vecchio Giannino, che con le sue trovate folcloristiche, con le buffonate mercantili e mediatiche almeno ci faceva ridere fino alle lacrime. Questi sono tristi; guardateli nelle foto di pranzi e cene che postano sui social…, hanno una tristezza addosso che mette inquietudine. Inutile stare qui a parlare di un calcio che non esiste, di un progetto sportivo che non c’è, dove l’unica idea che si ha è ricordare i tempi che furono. Amen.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.