E il tesoretto?

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E il tesoretto che fine ha fatto? Nel senso che ho letto per mesi di cifre iperboliche derivanti dalle cessioni eccellenti. Per ora nessuna cessione, non che io le caldeggi, ma sembra che i nostri campionissimi non destino alcun interesse. Anzi, qualche mezzo giocatore finito nel nostro mirino, si starebbe per accasare altrove. Ora, che resti Donnarumma alla fine ci può stare; non mi piace lui come uomo e tantomeno il suo procuratore che venne messo alla porta da Mirabelli, unica cosa fatta bene e non mi dite il contrario perchè i festeggiamenti erano unanimi. Ritengo che nel computo finale siano più i punti che ci ha fatto guadagnare che quelli persi. Le altre cessioni, a cominciare da Silva, passando per Laxalt e finendo con Suso le vedo difficili e non certo appaganti dal punto di vista economico.

Nei primi test a Milanello, nella prima settimana del ritiro dei rossoneri, Marco Giampaolo ha iniziato a provare Suso nel ruolo di trequartista. Accantonata, per il momento l’ipotesi seconda punta, dove il tecnico di Giulianova ha preferito schierare André Silva, di ritorno dall’esperienza al Siviglia. Con l’arrivo imminente di Bennacer, quello di Krunic e verosimilmente di un’altra mezz’ala, è difficile credere che Lucas Paquetà possa giocare in un ruolo diverso dal numero 10, a meno di particolari esigenze ed imprevisti. Suso perderebbe di conseguenze la posizione che sta provando ad interpretare in questi giorni, oppure dovrebbe iniziare un ulteriore adattamento.

Fonte Milan News

Alla fine dobbiamo essere obiettivi e non farci fuorviare dai numeri, che, nel caso specifico, dipingono una realtà falsa. Mi riferisco al fatto che spesso Suso ci ha risolto alcune partite con soluzioni personali o con assist. Le soluzioni personali sono e rimangono tali, se non sono al servizio di una squadra rimangono fini a se stesse. Stesso dicasi per gli assist, spesso sono palle velenosissime buttate in verticale nella speranza che qualcuno le colpisca più o meno fortuitamente; non c’è la precisa volontà di mettere questo o quello solo davanti alla porta; e allora il discorso definitivo deve vertere su un ragionamento di questo tipo: “E’ vero che ha risolto delle partite, ma chi ci dice che con un altro tipo di giocatore, totalmente opposto alle sue caratteristiche, non avremmo ottenuto lo stesso risultato nello specifico e magari ottenuto risultati superiori nelle partite in cui Suso è stato una palla al piede?” Questa è la mia convinzione e credo anche quella del mercato, visto che non mi sembra ci siano offerte nostrane e neppure straniere… Ma si sa che le vedove del Condorasino si stracciavano le vesti per questo qui…

Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio su Twitter, la Roma ha raggiunto un accordo con Jordan Veretout. E’ possibile che già in serata si definisca l’intesa fra giallorossi e viola. Il centrocampista francese, cercato anche dal Milan, è quindi vicinissimo ad accasarsi al club della capitale. Al giocatore andranno 2.5 milioni più bonus, mentre alla Fiorentina 17 milioni più 2 di bonus.

Ora, magari domani lo prendiamo e vengo smentito prima che il post esca, ma quello che più mi allarma non è tanto il fatto che perdiamo questo Xavi ei tempi moderni, ma quanto il fatto della nostra più totale perdita di appeal. E’ ora di finirla con il museo, la stanza delle coppe, la preistoria e i tempi antichi che non torneranno più. A me non frega più niente di queste cose, ma prendo atto che nei giocatori non vedo quell’emozione di una società gloriosa; la perdita della nostra gloria è l’aspetto che desta una tristezza infinita, tanto che ci si esalta per un mezzo algerino, uno spagnolo famoso più per quello che ha combinato fuori dal campo e per un Krunic che, in tutta sincerità, non sposta di un millimetro il mio galoppante disinteresse. Vivo una posizione di attesa, attesa che però non è certo spasmodica; non mi aspetto nulla, niente, nisba, zero. Poi se le cose prendessero una piega favorevole batterò le mani a chi ne è stato l’artefice, ma mi perdonerete se non faccio parte del partito “io di Boban e Maldini mi fido”! Questo non vuol dire il contrario, ci mancherebbe, ma non vedo i prodromi per una rinascita di un entusiasmo che non ho e che non mi posso iniettare. Il discorso della preistoria, delle coppe e del passato recente e non andrebbe spiegato in primis a quella banda di incompetenti che risponde alla descrizione della comunicazione rossonera. In Angola troveremmo di certo gente più preparata. Quello che mi fa ridere è che quando un fondo subentra nella gestione di una società, ed è storia, comincia una ristrutturazione con il taglio indiscriminato dei rami secchi ed improduttivi. E nel Milan quale ramo è più secco, tendente alla cenere, di quello comunicativo? Evidentemente costa poco e si vede; sono scarsi ed impreparati, ridicoli sui social ai limiti dell’autolesionismo. Del canale tematico nemmeno parlo più; una volta pubblicavano un pdf con i numeri degli abbonati, adesso hanno cancellato proprio il programma Acrobat. Per calcolare quanti siano occorre applicare questa formula:

I + M.ta + you = 3

(io, mammeta e tu = 3)

Gianclint

 

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.