Dominatori

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Sempre presente, mai sotto la sufficienza, due sole ammonizioni: il danese è sempre più il pilastro della difesa. Ecco come è rinato. Toglietegli tutti, ma non Simon Kjaer. Questo entusiasmante Milan di inizio stagione cambia spesso, fa fronte a diversi imprevisti, ma continua a vincere. Zlatan Ibrahimovic è il campione della squadra e Stefano Pioli l’abile burattinaio, ma la pedina insostituibile si sta rivelando il rinato difensore danese. Con l’assenza contro la Fiorentina (e con il Celtic) di Ismael Bennacer, è diventato proprio l’ex Palermo e Roma l’unico a giocare tutte e 16 le partite dei rossoneri. È stato addirittura più presente dello stesso allenatore, rimasto lontano dalla panchina a causa della positività al Covid. E Kjaer non è un presenzialista: le prestazioni sono sempre più che sufficienti, per la fortuna dei rossoneri. Sempre titolare, Kjaer ha disputato anche i palpitanti tempi supplementari del preliminare di Europa League contro il Rio Ave ed è stato sostituito solamente una volta, all’esordio in campionato contro il Bologna per fare spazio a Leo Duarte. È quindi a dir poco una certezza per Pioli, con la stella al merito per aver retto il reparto difensivo anche nei match in cui mancava il leader della retroguardia Alessio Romagnoli. Con il danese al centro la squadra ha giocato bene e lui si è imposto come faro d’esperienza tra i diversi compagni di squadra più giovani. Ha rimediato solamente due ammonizioni in stagione finora e in campionato non è mai andato sotto la sufficienza nelle nostre pagelle. Se si pensa che all’inizio della scorsa stagione aveva vissuto una parentesi poco fortunata all’Atalanta, quella di Kjaer in rossonero è una vera rinascita. È stato protagonista dell’ottimo girone di ritorno della squadra e si è preso a suon di ottime prestazioni la maglia da titolare al fianco di Romagnoli. La sua solidità ricorda vagamente l’impatto di Andrea Barzagli nella Juventus di Antonio Conte e la sua onnipresenza in questa stagione non può essere un caso. È vero, Bennacer e Donnarumma hanno saltato le rispettive partite a causa coronavirus, mentre Kessié e Theo Hernandez hanno visto un match ciascuno dalla panchina per rifiatare ma, se giochi sempre, un motivo c’è. Kjaer non delude mai e per di più ha poca vera concorrenza: Gabbia e Duarte sono seconde linee per motivi diversi e Musacchio ha perso diversi punti rispetto alla coppia di titolari, pagando a caro prezzo un lungo infortunio. Il Milan continua a correre e Kjaer non smette mai di dare certezze. Toglietegli tutti, ma non Simon.

Fonte Gazzetta dello Sport

Se siamo quello che siamo lo dobbiamo anche a questo fior di professionista. Senza proclami, senza sceneggiate, ma con lavoro e prestazioni, il buon Simon si sta affermando come uno dei migliori difensori del nostro campionato: per me in assoluto il migliore. Arrivato in sordina, quasi come elemento per far numero, il danese ha subito dato alla nostra difesa un altro spessore, riuscendo spesso a coprire qualche magagna di Romagnoli e trovando un’ottima intesa con il giovane Gabbia. Tolto Ibra, per me questo qui è il secondo giocatore più forte della rosa per rendimento. Niente fallacci, niente isterie, ma tanto, tantissimo mestiere messo al servizio della squadra. Questo è stato un acquisto fantasmagorico. Sarà che io sono di parte, vista la mia predilezione per i paesi scandinavi, ma ne vorrei altri 10 così…, e non è detto che il norvegese appena arrivato non mi dia ulteriori soddisfazioni.

Ho voluto iniziare il mio pezzo con l’elogio di Kjiaer perchè di noi si parla in termini di miracolo, di giovani che corrono, di Ibra, Ibra, sempre e soprattutto Ibra. E nessuno lo nega, ma la nostra posizione in classifica porta la firma di tanti presunti comprimari. Ci aggiungo Calabria, che spesso e volentieri ho tentato di imbarcare su un volo per l’Angola e Salamelekko, il quale dopo qualche partita leggermente sotto tono, è tornato a scorrazzare su tutto il fronte destro.

La Fiorentina è sicuramente alla deriva, ma la partita di domenica è stata emblematica: primo tempo stupendo dove abbiamo imposto il nostro gioco e secondo tempo di altissima qualità di palleggio e controllo. Occasioni a profusione, ma tantissima intelligenza. La squadra accelera, ma sa frenare e aspettare; sanno attaccare in massa, sanno attendere e colpire. Questi sanno fare tutto ed è una gioia per gli occhi. Me li stropiccio e mi esalto nel vedere finalmente una squadra con un’impronta di gioco ben definita, concreta e determinata. Sono certo che Maldini e Massara sapranno puntellare lì dove è necessario; non devono dimostrare nulla, facciano quello che ritengono opportuno. Perfino Bonera, con Pioli, ha fatto bella figura, che vuoi aggiungere ancora? Niente, pensiamo a divertirci che nulla ci è precluso.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.